This paper presents the outcomes of a training and collaborative research pro-gram carried out in the academic year 2025/26 with approximately one hundred teachers from early childhood, primary, and lower secondary schools in Central Italy. The program emerged from the need to rethink teaching practices in a context characterized by an increasing distance between students and school meanings, as well as by the growing complexity of the teaching profession. Adopting a decolonial and intersectional perspective, the study interprets edu-cational practices as situated configurations of knowledge and relationships, shaped by power dynamics and multiple forms of meaning-making. Particular attention is devoted to the distribution of knowledge and to students’ forms of agency across different educational contexts. The training program was struc-tured into a phase of “distant yet participatory” observation and a phase of experimentation. The findings highlight the decisive role of context and organizational arrangements in making visible competencies that often remain invisible in everyday practices. The analysis identifies four main themes: the centrality of the teacher’s observational stance, the emergence of situated competencies, the role of devolution and redistribution of decision-making power, and the structuring function of spatial and temporal contexts. The experience shows how it is possible to engage with uncertainty while ensuring a more liveable school environment and fostering more democratic forms of educational coexistence.

Il contributo presenta gli esiti di un percorso di formazione e ricerca collabora-tiva realizzato nell’anno accademico 2025/26 con circa cento docenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado del Centro Italia. Il percorso nasce dall’esigenza di ripensare le pratiche didattiche in un contesto segnato dalla crescente distanza degli studenti dai significati scolastici e dalla complessità del lavoro docente. Assumendo una prospettiva decoloniale e inter-sezionale, il lavoro interpreta le pratiche educative come configurazioni situate di saperi e relazioni attraversate da dinamiche di potere e da forme plurali di produzione del significato. Particolare attenzione è dedicata alla distribuzione del sapere e alle forme di agency degli studenti nei diversi contesti educativi. Il percorso di formazione si è articolato in una fase di osservazione “distante e partecipata” e in una fase di sperimentazione didattica. Le evidenze raccolte mostrano il ruolo decisivo del contesto e dei dispositivi organizzativi nel rendere esplicite competenze spesso invisibili nelle pratiche ordinarie. Dall’analisi emergono quattro nuclei principali: la centralità della postura osservativa del docente, l’emergere di competenze situate, il ruolo della devoluzione e della redistribuzione del potere decisionale e la funzione strutturante dei contesti spa-zio-temporali. L’esperienza narrata mostra come sia possibile dialogare con l’incertezza garantendo una maggiore vivibilità della scuola e costruendo forme più democratiche di convivenza educativa.

Fare scuola fra incertezza e cambiamento: pratiche di osservazione e redistribuzione del potere

Giannandrea, L.;Rossi, P. G.;Gratani, F.;Capolla, L. M.
2026-01-01

Abstract

This paper presents the outcomes of a training and collaborative research pro-gram carried out in the academic year 2025/26 with approximately one hundred teachers from early childhood, primary, and lower secondary schools in Central Italy. The program emerged from the need to rethink teaching practices in a context characterized by an increasing distance between students and school meanings, as well as by the growing complexity of the teaching profession. Adopting a decolonial and intersectional perspective, the study interprets edu-cational practices as situated configurations of knowledge and relationships, shaped by power dynamics and multiple forms of meaning-making. Particular attention is devoted to the distribution of knowledge and to students’ forms of agency across different educational contexts. The training program was struc-tured into a phase of “distant yet participatory” observation and a phase of experimentation. The findings highlight the decisive role of context and organizational arrangements in making visible competencies that often remain invisible in everyday practices. The analysis identifies four main themes: the centrality of the teacher’s observational stance, the emergence of situated competencies, the role of devolution and redistribution of decision-making power, and the structuring function of spatial and temporal contexts. The experience shows how it is possible to engage with uncertainty while ensuring a more liveable school environment and fostering more democratic forms of educational coexistence.
2026
FrancoAngeli
Il contributo presenta gli esiti di un percorso di formazione e ricerca collabora-tiva realizzato nell’anno accademico 2025/26 con circa cento docenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado del Centro Italia. Il percorso nasce dall’esigenza di ripensare le pratiche didattiche in un contesto segnato dalla crescente distanza degli studenti dai significati scolastici e dalla complessità del lavoro docente. Assumendo una prospettiva decoloniale e inter-sezionale, il lavoro interpreta le pratiche educative come configurazioni situate di saperi e relazioni attraversate da dinamiche di potere e da forme plurali di produzione del significato. Particolare attenzione è dedicata alla distribuzione del sapere e alle forme di agency degli studenti nei diversi contesti educativi. Il percorso di formazione si è articolato in una fase di osservazione “distante e partecipata” e in una fase di sperimentazione didattica. Le evidenze raccolte mostrano il ruolo decisivo del contesto e dei dispositivi organizzativi nel rendere esplicite competenze spesso invisibili nelle pratiche ordinarie. Dall’analisi emergono quattro nuclei principali: la centralità della postura osservativa del docente, l’emergere di competenze situate, il ruolo della devoluzione e della redistribuzione del potere decisionale e la funzione strutturante dei contesti spa-zio-temporali. L’esperienza narrata mostra come sia possibile dialogare con l’incertezza garantendo una maggiore vivibilità della scuola e costruendo forme più democratiche di convivenza educativa.
Internazionale
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