Decolonial and intersectional perspectives, together with the concepts of polycrisis and scalarity, provide useful interpretative frameworks for under-standing the transformations affecting contemporary school systems. These ap-proaches challenge the idea of knowledge as stable and centralized, highlighting instead its distributed nature and the corresponding need to redistribute power across different subjects, contexts, and levels. Building on this theoretical frame-work, this paper examines the growing sense of disconnection experienced by both teachers and students. This condition can be interpreted as a form of alien-ation arising from the difficulty individuals face in recognizing themselves within the educational processes they inhabit, particularly because of the gap between their lived experiences and the languages, forms of rationality, and practices institutionally recognized as legitimate. At the same time, both teach-ers and students encounter increasing difficulties in participating in the construc-tion of meaning. The paper argues that these transformations cannot be ad-dressed solely through methodological innovations or organizational reforms; rather, they require a rethinking of the conditions for participation in educational processes and of the relationship between knowledge and power. In light of the current power relations, the paper explores the possibility of fostering situated forms of student participation and agency, which we define as “micro-spaces of freedom”. Although these do not constitute a systemic solution, they enable new ways of meaning-making and alternative forms of educational relationships in-formed by an ethics of care.

Le prospettive decoloniali e intersezionali, insieme ai concetti di policrisi e di sca-larità, offrono chiavi di lettura utili per interpretare le trasformazioni dell’esperienza scolastica contemporanea. Tali approcci consentono di mettere in discussione l’idea di una conoscenza stabile e centralizzata, evidenziando invece la distribuzione del sapere e la necessaria redistribuzione del potere tra soggetti, contesti e livelli differ-enti. A partire da questa cornice teorica, il contributo analizza il crescente senso di estraneità che attraversa oggi l’esperienza scolastica di docenti e studenti. Questa condizione può essere letta come una forma di alienazione legata alla difficoltà dei soggetti di riconoscersi nei processi educativi che abitano, in particolare per la dis-tanza da vissuti, linguaggi e razionalità istituzionalmente legittimati. Parallelamente, si osserva una crescente difficoltà di docenti e studenti a partecipare alla costruzione dei significati. Il lavoro sostiene che tali trasformazioni non possano essere affron-tate attraverso innovazioni metodologiche o interventi organizzativi, ma richiedano un ripensamento delle condizioni di partecipazione ai processi educativi e del rap-porto tra sapere e potere. Dati i rapporti di forza attuali, il presente contributo esplora la possibilità di attivare forme situate di partecipazione e agency degli studenti che definiamo “micro-spazi di libertà”. Pur non rappresentando una soluzione sistemica, tali esperienze permettono modalità nuove di produzione del significato e forme al-ternative di relazione educativa basate sulla cura.

Scuola, policrisi e potere. Micro-spazi di libertà nei processi educativi contemporanei

Rossi, P. G.;Giannandrea, L.;Gratani, F.;Capolla, L. M.
2026-01-01

Abstract

Decolonial and intersectional perspectives, together with the concepts of polycrisis and scalarity, provide useful interpretative frameworks for under-standing the transformations affecting contemporary school systems. These ap-proaches challenge the idea of knowledge as stable and centralized, highlighting instead its distributed nature and the corresponding need to redistribute power across different subjects, contexts, and levels. Building on this theoretical frame-work, this paper examines the growing sense of disconnection experienced by both teachers and students. This condition can be interpreted as a form of alien-ation arising from the difficulty individuals face in recognizing themselves within the educational processes they inhabit, particularly because of the gap between their lived experiences and the languages, forms of rationality, and practices institutionally recognized as legitimate. At the same time, both teach-ers and students encounter increasing difficulties in participating in the construc-tion of meaning. The paper argues that these transformations cannot be ad-dressed solely through methodological innovations or organizational reforms; rather, they require a rethinking of the conditions for participation in educational processes and of the relationship between knowledge and power. In light of the current power relations, the paper explores the possibility of fostering situated forms of student participation and agency, which we define as “micro-spaces of freedom”. Although these do not constitute a systemic solution, they enable new ways of meaning-making and alternative forms of educational relationships in-formed by an ethics of care.
2026
FrancoAngeli
Le prospettive decoloniali e intersezionali, insieme ai concetti di policrisi e di sca-larità, offrono chiavi di lettura utili per interpretare le trasformazioni dell’esperienza scolastica contemporanea. Tali approcci consentono di mettere in discussione l’idea di una conoscenza stabile e centralizzata, evidenziando invece la distribuzione del sapere e la necessaria redistribuzione del potere tra soggetti, contesti e livelli differ-enti. A partire da questa cornice teorica, il contributo analizza il crescente senso di estraneità che attraversa oggi l’esperienza scolastica di docenti e studenti. Questa condizione può essere letta come una forma di alienazione legata alla difficoltà dei soggetti di riconoscersi nei processi educativi che abitano, in particolare per la dis-tanza da vissuti, linguaggi e razionalità istituzionalmente legittimati. Parallelamente, si osserva una crescente difficoltà di docenti e studenti a partecipare alla costruzione dei significati. Il lavoro sostiene che tali trasformazioni non possano essere affron-tate attraverso innovazioni metodologiche o interventi organizzativi, ma richiedano un ripensamento delle condizioni di partecipazione ai processi educativi e del rap-porto tra sapere e potere. Dati i rapporti di forza attuali, il presente contributo esplora la possibilità di attivare forme situate di partecipazione e agency degli studenti che definiamo “micro-spazi di libertà”. Pur non rappresentando una soluzione sistemica, tali esperienze permettono modalità nuove di produzione del significato e forme al-ternative di relazione educativa basate sulla cura.
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