I primi due decenni del XXI secolo rappresentano un arco temporale caratterizzato da profonde e laceranti trasformazioni. L’11 settembre 2001 e lo spettro del terrorismo; la rivoluzione digitale e l’impatto che le nuove tecnologie hanno avuto sulle nostre abitudini di vita; la globalizzazione dei mercati; la gestione dei grandi flussi migratori dall’Africa verso l’Europa; il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici; la crisi dello stato di diritto e la nascita di movimenti sovranisti in molte delle più antiche democrazie occidentali (Davies, 2018); fino all’emergenza sociale e sanitaria, purtroppo ancora in atto, legata alla diffusione del SARS-CoV-2, sono solo alcuni degli eventi che hanno segnato la nostra epoca. Oggi, le giovani generazioni – in particolare, i nati entro il primo decennio del XXI secolo – si ritrovano, pertanto, ad affrontare molteplici sfide. Da un lato, infatti, hanno l’onere di formarsi in una società e in un’economia che considerano la conoscenza alla stregua di una merce (Lyotard, 1981). Dall’altro, essi hanno la necessità di dotarsi di strumenti conoscitivi e schemi interpretativi per leggere tra le pieghe di una realtà molto più complessa e sfaccettata di quanto non fosse, ad esempio, quella degli anni Ottanta e Novanta del ‘900. All’interno di questa cornice, il presente contributo intende riflettere sulla condizione dei preadolescenti e degli adolescenti di oggi, nel tentativo di individuare una prospettiva che ricollochi al centro degli orizzonti giovanili (Bruner, 2000) gli ideali di cittadinanza, bene comune e partecipazione sociale. In ambito scolastico, si individua, come possibile punto di partenza per una riflessione sull’educazione a favore della società (Corsi, 2011), la legge 92/2019, concernente l’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’Educazione Civica in tutti i gradi scolastici, dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di secondo grado. Per quanto riguarda, invece, l’ambito extra-scolastico, si ipotizza che uno degli strumenti più efficaci per sensibilizzare i giovani alla partecipazione sociale, alla vita democratica e al valore delle differenze sia l’animazione socioeducativa (o youth work), con particolare attenzione alla funzione che oggi ha la rete nella costruzione dell’identità virtuale degli adolescenti (Stramaglia, 2015).

Adolescenza, cittadinanza e partecipazione sociale: le sfide educative

Farina, T.
2021-01-01

Abstract

I primi due decenni del XXI secolo rappresentano un arco temporale caratterizzato da profonde e laceranti trasformazioni. L’11 settembre 2001 e lo spettro del terrorismo; la rivoluzione digitale e l’impatto che le nuove tecnologie hanno avuto sulle nostre abitudini di vita; la globalizzazione dei mercati; la gestione dei grandi flussi migratori dall’Africa verso l’Europa; il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici; la crisi dello stato di diritto e la nascita di movimenti sovranisti in molte delle più antiche democrazie occidentali (Davies, 2018); fino all’emergenza sociale e sanitaria, purtroppo ancora in atto, legata alla diffusione del SARS-CoV-2, sono solo alcuni degli eventi che hanno segnato la nostra epoca. Oggi, le giovani generazioni – in particolare, i nati entro il primo decennio del XXI secolo – si ritrovano, pertanto, ad affrontare molteplici sfide. Da un lato, infatti, hanno l’onere di formarsi in una società e in un’economia che considerano la conoscenza alla stregua di una merce (Lyotard, 1981). Dall’altro, essi hanno la necessità di dotarsi di strumenti conoscitivi e schemi interpretativi per leggere tra le pieghe di una realtà molto più complessa e sfaccettata di quanto non fosse, ad esempio, quella degli anni Ottanta e Novanta del ‘900. All’interno di questa cornice, il presente contributo intende riflettere sulla condizione dei preadolescenti e degli adolescenti di oggi, nel tentativo di individuare una prospettiva che ricollochi al centro degli orizzonti giovanili (Bruner, 2000) gli ideali di cittadinanza, bene comune e partecipazione sociale. In ambito scolastico, si individua, come possibile punto di partenza per una riflessione sull’educazione a favore della società (Corsi, 2011), la legge 92/2019, concernente l’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’Educazione Civica in tutti i gradi scolastici, dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di secondo grado. Per quanto riguarda, invece, l’ambito extra-scolastico, si ipotizza che uno degli strumenti più efficaci per sensibilizzare i giovani alla partecipazione sociale, alla vita democratica e al valore delle differenze sia l’animazione socioeducativa (o youth work), con particolare attenzione alla funzione che oggi ha la rete nella costruzione dell’identità virtuale degli adolescenti (Stramaglia, 2015).
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