Il saggio è dedicato all'analisi delle strategie di contemimento dei tempi processuali e di razionalizzazione delle risorse del sistema giustizia, con particolare riferimento ai criteri di priorità e alle clausole di irrilevanza come possibile fondamento di un provvedimento di archiviazione. Nel lavoro, in particolare, si sottopone a critica la ricostruzione dei criteri di priorità come strumento deflattivo, ravvisandovi una imprescindibile tecnica di organizzazione del lavoro degli uffici, ma non uno strumento di gestione dei carichi di lavoro che discerna i casi da trattare rispetto a quelli cui non dedicare attività investigative di sorta. Quanto alle clausole di irrilevanza, invece, premessa la ricostruzione delle implicazioni possibili delle varie soluzioni ricostruttive degli istituti di tal fatta (cause di improcedibilità o ipotesi di non punibilità), si riconosce il loro massimo potenziale deflattivo nel possibile aggancio delle stesse alle ipotesi di archiviazione. In questa prospettiva, si ricostruiscono le condizioni alle quali subordinare un'ipotetica archiviazione per tenuità del fatto, in funzione della sua necessaria armonizzazione con l'art.112 Cost. Il saggio, quindi, si sofferma su tali caratteri indispensabili della fisionomia degli istituti di irrilevanza in una prospettiva de iure condendo, concentrandosi in special modo sui caratteri dei presupposti (alla luce dei principi di eguaglianza e legalità) e sul rilievo che potrebbe giocare il consenso dell'imputato (nella prospettiva della presunzione di non colpevolezza e della salvaguardia della funzione accertativa del rito penale) .

L’inflazione delle notizie di reato e i filtri selettivi ai fini del processo

CESARI, Claudia
2011

Abstract

Il saggio è dedicato all'analisi delle strategie di contemimento dei tempi processuali e di razionalizzazione delle risorse del sistema giustizia, con particolare riferimento ai criteri di priorità e alle clausole di irrilevanza come possibile fondamento di un provvedimento di archiviazione. Nel lavoro, in particolare, si sottopone a critica la ricostruzione dei criteri di priorità come strumento deflattivo, ravvisandovi una imprescindibile tecnica di organizzazione del lavoro degli uffici, ma non uno strumento di gestione dei carichi di lavoro che discerna i casi da trattare rispetto a quelli cui non dedicare attività investigative di sorta. Quanto alle clausole di irrilevanza, invece, premessa la ricostruzione delle implicazioni possibili delle varie soluzioni ricostruttive degli istituti di tal fatta (cause di improcedibilità o ipotesi di non punibilità), si riconosce il loro massimo potenziale deflattivo nel possibile aggancio delle stesse alle ipotesi di archiviazione. In questa prospettiva, si ricostruiscono le condizioni alle quali subordinare un'ipotetica archiviazione per tenuità del fatto, in funzione della sua necessaria armonizzazione con l'art.112 Cost. Il saggio, quindi, si sofferma su tali caratteri indispensabili della fisionomia degli istituti di irrilevanza in una prospettiva de iure condendo, concentrandosi in special modo sui caratteri dei presupposti (alla luce dei principi di eguaglianza e legalità) e sul rilievo che potrebbe giocare il consenso dell'imputato (nella prospettiva della presunzione di non colpevolezza e della salvaguardia della funzione accertativa del rito penale) .
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