Gli interventi promossi a Galliano da Ariberto di Intimiano si inseriscono in un più vasto disegno di rinnovamento delle pievi del "comitatus martexanae" di cui restano varie testimonianze, tra cui quella, poco nota, della chiesa di Santo Stefano a Vimercate: un edificio giuntoci sottoforma di palinsesto architettonico, risultato delle modifiche portate, tra il Quattro e l’Ottocento, su una struttura eretta tra il X e il XII secolo tramite almeno sette distinte campagne costruttive, come rivela l’analisi stratigrafica degli elevati eseguita nel 2008 da Gianfranco Pertot. Come a Galliano, anche qui doveva esistere un ricco apparato di pitture murali medievali, di cui restano solo scarsi frammenti scalabili tra l’XI e il XIV secolo, tra i quali emergono i Dottori della Chiesa affrescati verso il 1340-50 circa da un pittore d’ambito milanese sulla volta della cappella di Sant’Ambrogio. Frammentario ma di grande interesse è anche l’ornato plastico medievale, a partire dal frammento di cornice a intreccio d’età carolingia murato nell’absidiola nord, che potrebbe essere un avanzo della primitiva chiesa di Santo Stefano, documentata a partire dal 745. Coevi alla riedificazione romanica sono invece un capitello della cripta e una protome umana inserita in funzione apotropaica sul campanile, mentre al 1350-60 può essere datato il gruppo scultoreo di matrice boniniana della Madonna col Bambino tra santo Stefano e un santo cavaliere innalzato nel 1608 sulla fronte dell'edificio. Una matrice boniniana riemerge in termini ancora più stringenti nell’inedita figura in marmo di San Giovanni Battista un tempo eretta sul fonte battesimale, per la quale si propone una datazione al 1375-85 circa.

Da Galliano alla Martesana. Aspetti costruttivi e decorativi della pieve di Santo Stefano a Vimercate nel Medioevo

VERGANI, Graziano Alfredo
2009-01-01

Abstract

Gli interventi promossi a Galliano da Ariberto di Intimiano si inseriscono in un più vasto disegno di rinnovamento delle pievi del "comitatus martexanae" di cui restano varie testimonianze, tra cui quella, poco nota, della chiesa di Santo Stefano a Vimercate: un edificio giuntoci sottoforma di palinsesto architettonico, risultato delle modifiche portate, tra il Quattro e l’Ottocento, su una struttura eretta tra il X e il XII secolo tramite almeno sette distinte campagne costruttive, come rivela l’analisi stratigrafica degli elevati eseguita nel 2008 da Gianfranco Pertot. Come a Galliano, anche qui doveva esistere un ricco apparato di pitture murali medievali, di cui restano solo scarsi frammenti scalabili tra l’XI e il XIV secolo, tra i quali emergono i Dottori della Chiesa affrescati verso il 1340-50 circa da un pittore d’ambito milanese sulla volta della cappella di Sant’Ambrogio. Frammentario ma di grande interesse è anche l’ornato plastico medievale, a partire dal frammento di cornice a intreccio d’età carolingia murato nell’absidiola nord, che potrebbe essere un avanzo della primitiva chiesa di Santo Stefano, documentata a partire dal 745. Coevi alla riedificazione romanica sono invece un capitello della cripta e una protome umana inserita in funzione apotropaica sul campanile, mentre al 1350-60 può essere datato il gruppo scultoreo di matrice boniniana della Madonna col Bambino tra santo Stefano e un santo cavaliere innalzato nel 1608 sulla fronte dell'edificio. Una matrice boniniana riemerge in termini ancora più stringenti nell’inedita figura in marmo di San Giovanni Battista un tempo eretta sul fonte battesimale, per la quale si propone una datazione al 1375-85 circa.
2009
Internazionale
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