Si tratta dell’edizione, ampiamente introdotta e diffusamente annotata, di un carteggio finora inedito reperito nell’archivio privato Carandini-Albertini di Torre in Pietra. Tra la fine del 1921 e l’inizio del 1922 Luigi Albertini, storico direttore del “Corriere della Sera”, soggiornò con moglie e figli negli Stati Uniti, in quanto delegato alla conferenza internazionale di Washington per la limitazione degli armamenti. La vicenda originò una fitta trama di comunicazioni epistolari tra i componenti del nucleo familiare e i loro più cari congiunti: tra essi, Alberto Albertini e la moglie Paola Giacosa, Maria e Nina Ruffini. La pubblicazione del carteggio permette al lettore, anche tramite l’inserimento di preziosi (e finora inediti) brani diaristici, di immergersi nel racconto di un viaggio ricco di esperienze umane, politiche, culturali e mondane. Il ruolo rilevante di Albertini alla conferenza, e l’impegno diretto nella vita politica italiana che ne sarebbe potuto derivare, trovano nel carteggio una conferma arricchita dalla sua dimensione privata, e dunque dalla libertà dei giudizi e delle riflessioni in esso contenuti. Vita privata e vita pubblica si intrecciano in una rete tessuta da alcune delle famiglie più eminenti dell’antifascismo liberale – il fascismo e l’estromissione di Albertini dal giornale sono vicini – cui sarà assegnato un ruolo centrale nella ricostruzione dell’Italia democratica.

Il ricordo del viaggio. Un carteggio familiare di Luigi Albertini (1921-22)

MAGNARELLI, Paola
2007

Abstract

Si tratta dell’edizione, ampiamente introdotta e diffusamente annotata, di un carteggio finora inedito reperito nell’archivio privato Carandini-Albertini di Torre in Pietra. Tra la fine del 1921 e l’inizio del 1922 Luigi Albertini, storico direttore del “Corriere della Sera”, soggiornò con moglie e figli negli Stati Uniti, in quanto delegato alla conferenza internazionale di Washington per la limitazione degli armamenti. La vicenda originò una fitta trama di comunicazioni epistolari tra i componenti del nucleo familiare e i loro più cari congiunti: tra essi, Alberto Albertini e la moglie Paola Giacosa, Maria e Nina Ruffini. La pubblicazione del carteggio permette al lettore, anche tramite l’inserimento di preziosi (e finora inediti) brani diaristici, di immergersi nel racconto di un viaggio ricco di esperienze umane, politiche, culturali e mondane. Il ruolo rilevante di Albertini alla conferenza, e l’impegno diretto nella vita politica italiana che ne sarebbe potuto derivare, trovano nel carteggio una conferma arricchita dalla sua dimensione privata, e dunque dalla libertà dei giudizi e delle riflessioni in esso contenuti. Vita privata e vita pubblica si intrecciano in una rete tessuta da alcune delle famiglie più eminenti dell’antifascismo liberale – il fascismo e l’estromissione di Albertini dal giornale sono vicini – cui sarà assegnato un ruolo centrale nella ricostruzione dell’Italia democratica.
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