This article examines how Italian Regions have progressively regulated family caregiving in the absence of a comprehensive national framework. After reconstructing the “unfinished” legal category of the informal caregiver in EU and National law, the study maps thirteen regional laws (2014–2025) and identifies three emerging models: (i) caregiver as an ancillary resource within public care plans; (ii) compensated substitution for insufficient services; (iii) partial “subjectivisation” of caregivers through individual entitlements. The findings show that caregiving laws generate significant territorial inequalities and contribute to the “normalisation” of private family solidarity as a necessary and enduring substitute for insufficient public long-term care public services. From a constitutional perspective, this evolution raises concerns about the erosion of the universalistic foundations of social rights, as access to long-term care increasingly depends on family or private resources rather than collective guarantees.

Il contributo analizza il progressivo intervento delle Regioni italiane in materia di caregiving familiare, in un contesto segnato dall’assenza di una disciplina statale organica. Dopo aver ricostruito la figura giuridicamente incompiuta del caregiver informale nel livello UE e nell’ordinamento statale, l’articolo esamina tredici leggi regionali adottate tra il 2014 e il 2025, individuando tre modelli emergenti: 1) il caregiver come risorsa integrativa della presa in carico pubblica; 2) la supplenza privata compensata di fronte all’insufficienza dei servizi pubblici; 3) la soggettivizzazione del caregiver familiare, che diventa titolare di diritti propri. L’analisi mostra come l’evoluzione della normativa attraverso questi modelli, se da un lato correttamente compensa con un costo a carico della collettività sacrifici individuali, dall’altro rischia di produrre crescenti diseguaglianze e di normalizzare la solidarietà familiare come componente strutturale imprescindibile della cura di lungo termine. In prospettiva costituzionale, questa evoluzione solleva criticità in ordine alla tenuta dell’universalismo del diritto di assistenza, nella misura in cui l’accesso ad essa tende a dipendere sempre più dalle risorse familiari o private, anziché da garanzie collettive.

Il caregiver familiare nella legislazione regionale. Un indicatore di trasformazione dello Stato sociale?

A. Cossiri
2026-01-01

Abstract

This article examines how Italian Regions have progressively regulated family caregiving in the absence of a comprehensive national framework. After reconstructing the “unfinished” legal category of the informal caregiver in EU and National law, the study maps thirteen regional laws (2014–2025) and identifies three emerging models: (i) caregiver as an ancillary resource within public care plans; (ii) compensated substitution for insufficient services; (iii) partial “subjectivisation” of caregivers through individual entitlements. The findings show that caregiving laws generate significant territorial inequalities and contribute to the “normalisation” of private family solidarity as a necessary and enduring substitute for insufficient public long-term care public services. From a constitutional perspective, this evolution raises concerns about the erosion of the universalistic foundations of social rights, as access to long-term care increasingly depends on family or private resources rather than collective guarantees.
2026
il mulino
Il contributo analizza il progressivo intervento delle Regioni italiane in materia di caregiving familiare, in un contesto segnato dall’assenza di una disciplina statale organica. Dopo aver ricostruito la figura giuridicamente incompiuta del caregiver informale nel livello UE e nell’ordinamento statale, l’articolo esamina tredici leggi regionali adottate tra il 2014 e il 2025, individuando tre modelli emergenti: 1) il caregiver come risorsa integrativa della presa in carico pubblica; 2) la supplenza privata compensata di fronte all’insufficienza dei servizi pubblici; 3) la soggettivizzazione del caregiver familiare, che diventa titolare di diritti propri. L’analisi mostra come l’evoluzione della normativa attraverso questi modelli, se da un lato correttamente compensa con un costo a carico della collettività sacrifici individuali, dall’altro rischia di produrre crescenti diseguaglianze e di normalizzare la solidarietà familiare come componente strutturale imprescindibile della cura di lungo termine. In prospettiva costituzionale, questa evoluzione solleva criticità in ordine alla tenuta dell’universalismo del diritto di assistenza, nella misura in cui l’accesso ad essa tende a dipendere sempre più dalle risorse familiari o private, anziché da garanzie collettive.
Nazionale
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