After the fall of the fascist regime, the debate on the reconstruction also regarded the reorganisation of Italian school and especially the new role of textbooks as means and vehicle for a genuine education to the spirit and the values of democracy, and for the embedding of a new idea of citizenship. Textbooks had largely been used as an ideological and political instrument for the consensus building during the Mussolini regime – it is enough to mention the Unique State Text in the elementary school, or the systematic substitution, in the secondary schools, of the old humanistic and juridical textbooks with new ones, rigorously following the directives of the regime. The issue of defascistization and revision of textbooks was initially raised by the so-called Partisan republics; then, it was taken upon itself by the Sub commission for Education of the Allied Military Government (led by the American educationalist Carl Washburne) through a central Ministerial Control Commission and a series of Regional Commissions; and finally was faced by the Ministry of Education of the years of the Republic. The complex aspects of the educational system reconstruction, the urgency for the promotion of a democratic conscience in the younger generations, and finally the publishing industry policy, are analyzed from the crucial point of view of the production and adoption of history textbooks – and the relevant issue of teaching of recent history – in the period 1944-1963. Dopo la caduta del regime fascista, il dibattito sulla ricostruzione interessò anche la riorganizzazione della scuola italiana e soprattutto il nuovo ruolo dei libri di testo intesi come mezzo e veicolo di un’autentica educazione allo spirito e ai valori della democrazia, e per l'interiorizzazione di un nuova idea di cittadinanza. I libri di testo furono ampiamente usati come strumento ideologico e politico per costruire il consenso durante il regime di Mussolini – basti qui menzionare a tale riguardo il Testo Unico di Stato nella scuola elementare, o la sistematica sostituzione sistematica, nelle scuole secondarie, dei vecchi manuali umanistica e giuridica con i nuovi manuali, rigorosamente aderenti alle direttive del regime. La questione della defascistizzazione e della revisione dei libri di testo, inizialmente sollevata dalle cosiddette dalle repubbliche partigiane, fu successivamente affrontata dalla Sottocommissione per l'Educazione del Governo Alleato (guidato dal pedagogista statunitense Carl Washburne) attraverso una centrale Commissione ministeriale di controllo assieme ad una serie di Commissioni Regionali; per essere, infine, definitivamente assunta dal Ministero della Pubblica Istruzione della Repubblica. Le complesse questioni della ricostruzione del sistema educativo, dell'urgenza della promozione di una coscienza democratica nelle giovani generazioni e, infine, delle politiche per l’industria editoriale, sono qui analizzate dal punto di vista della produzione e dell'adozione di manuali di storia, come anche della correlata problematica dell'insegnamento della storia recente – per il periodo dal 1944 al 1963.

Education for democracy in textbooks: the case of history texts in Italian schools in the years following the Second Word War

ASCENZI, ANNA
2007

Abstract

After the fall of the fascist regime, the debate on the reconstruction also regarded the reorganisation of Italian school and especially the new role of textbooks as means and vehicle for a genuine education to the spirit and the values of democracy, and for the embedding of a new idea of citizenship. Textbooks had largely been used as an ideological and political instrument for the consensus building during the Mussolini regime – it is enough to mention the Unique State Text in the elementary school, or the systematic substitution, in the secondary schools, of the old humanistic and juridical textbooks with new ones, rigorously following the directives of the regime. The issue of defascistization and revision of textbooks was initially raised by the so-called Partisan republics; then, it was taken upon itself by the Sub commission for Education of the Allied Military Government (led by the American educationalist Carl Washburne) through a central Ministerial Control Commission and a series of Regional Commissions; and finally was faced by the Ministry of Education of the years of the Republic. The complex aspects of the educational system reconstruction, the urgency for the promotion of a democratic conscience in the younger generations, and finally the publishing industry policy, are analyzed from the crucial point of view of the production and adoption of history textbooks – and the relevant issue of teaching of recent history – in the period 1944-1963. Dopo la caduta del regime fascista, il dibattito sulla ricostruzione interessò anche la riorganizzazione della scuola italiana e soprattutto il nuovo ruolo dei libri di testo intesi come mezzo e veicolo di un’autentica educazione allo spirito e ai valori della democrazia, e per l'interiorizzazione di un nuova idea di cittadinanza. I libri di testo furono ampiamente usati come strumento ideologico e politico per costruire il consenso durante il regime di Mussolini – basti qui menzionare a tale riguardo il Testo Unico di Stato nella scuola elementare, o la sistematica sostituzione sistematica, nelle scuole secondarie, dei vecchi manuali umanistica e giuridica con i nuovi manuali, rigorosamente aderenti alle direttive del regime. La questione della defascistizzazione e della revisione dei libri di testo, inizialmente sollevata dalle cosiddette dalle repubbliche partigiane, fu successivamente affrontata dalla Sottocommissione per l'Educazione del Governo Alleato (guidato dal pedagogista statunitense Carl Washburne) attraverso una centrale Commissione ministeriale di controllo assieme ad una serie di Commissioni Regionali; per essere, infine, definitivamente assunta dal Ministero della Pubblica Istruzione della Repubblica. Le complesse questioni della ricostruzione del sistema educativo, dell'urgenza della promozione di una coscienza democratica nelle giovani generazioni e, infine, delle politiche per l’industria editoriale, sono qui analizzate dal punto di vista della produzione e dell'adozione di manuali di storia, come anche della correlata problematica dell'insegnamento della storia recente – per il periodo dal 1944 al 1963.
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