The article examines a case concerning a request for generalized civic access to the internal documents of the Italian Red Cross, focusing on the conditions under which formally private entities may be subject to the transparency obligations imposed on public administrations. Starting from the classification of the Italian Red Cross as a private‑law body entrusted with public functions and embedded in the network of services of general interest, the contribution reconstructs case‑law and ANAC guidance which adopt a substantive approach, giving priority to the nature of the functions performed and to the use of public resources rather than to the formal legal status of the entity. It then argues for an interpretation that extends generalized civic access to organisational and managerial acts of such entities, insofar as they affect the fulfilment of collective interests, thereby strengthening transparency as a safeguard of legality and accountability in relation to “hybrid” bodies operating between public and private spheres.

Il contributo analizza un caso di accesso civico generalizzato agli atti interni della Croce Rossa Italiana, indagando i criteri in base ai quali soggetti formalmente privati possono essere assoggettati agli obblighi di trasparenza propri delle pubbliche amministrazioni. Muovendo dalla qualificazione della CRI come ente di diritto privato investito di funzioni di rilievo pubblico e inserito nella rete dei servizi di interesse generale, l’articolo ricostruisce l’orientamento giurisprudenziale e dell’ANAC che valorizza un approccio sostanzialistico, fondato sulla natura delle funzioni svolte e sull’impiego di risorse pubbliche, più che sulla veste formale del soggetto. Ne deriva una proposta interpretativa che estende l’area di operatività dell’accesso civico generalizzato agli atti organizzativi e gestionali di tali enti, in quanto incidenti sul soddisfacimento di interessi collettivi, e che rafforza il ruolo della trasparenza come presidio di legalità e responsabilità anche nei confronti di organismi “ibridi”.

Accesso civico generalizzato e atti di soggetti formalmente privati: il caso della Croce Rossa italiana

Scotti E.
2026-01-01

Abstract

The article examines a case concerning a request for generalized civic access to the internal documents of the Italian Red Cross, focusing on the conditions under which formally private entities may be subject to the transparency obligations imposed on public administrations. Starting from the classification of the Italian Red Cross as a private‑law body entrusted with public functions and embedded in the network of services of general interest, the contribution reconstructs case‑law and ANAC guidance which adopt a substantive approach, giving priority to the nature of the functions performed and to the use of public resources rather than to the formal legal status of the entity. It then argues for an interpretation that extends generalized civic access to organisational and managerial acts of such entities, insofar as they affect the fulfilment of collective interests, thereby strengthening transparency as a safeguard of legality and accountability in relation to “hybrid” bodies operating between public and private spheres.
2026
Il Sole 24 ORE Spa
Il contributo analizza un caso di accesso civico generalizzato agli atti interni della Croce Rossa Italiana, indagando i criteri in base ai quali soggetti formalmente privati possono essere assoggettati agli obblighi di trasparenza propri delle pubbliche amministrazioni. Muovendo dalla qualificazione della CRI come ente di diritto privato investito di funzioni di rilievo pubblico e inserito nella rete dei servizi di interesse generale, l’articolo ricostruisce l’orientamento giurisprudenziale e dell’ANAC che valorizza un approccio sostanzialistico, fondato sulla natura delle funzioni svolte e sull’impiego di risorse pubbliche, più che sulla veste formale del soggetto. Ne deriva una proposta interpretativa che estende l’area di operatività dell’accesso civico generalizzato agli atti organizzativi e gestionali di tali enti, in quanto incidenti sul soddisfacimento di interessi collettivi, e che rafforza il ruolo della trasparenza come presidio di legalità e responsabilità anche nei confronti di organismi “ibridi”.
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