The article examines the legal nature and jurisdictional regime of CONOU, Italy’s mandatory private consortium for the management of used mineral oils, which operates at the crossroads between extended producer responsibility (EPR) and the provision of what is, in substance, a public service. Starting from the Administrative Tribunal of Lazio judgment of 4 February 2026, no. 2119, the contribution shows that CONOU’s operational regulation, although formally adopted as an internal act of private autonomy, in practice sets the general conditions of access to the EPR chain and affects the competitive structure of the market, while the consortium effectively ensures a service‑like function by guaranteeing safe management of a hazardous waste and minimum levels of collection and regeneration across the national territory. This leads to a broader reflection on the shifting boundary between administrative and private law within circular‑economy EPR schemes, on the degree of “publicisation” of activities carried out by formally private entities, and on the criteria to determine, in each case, which court has jurisdiction over internal rules that produce regulatory effects on operators and collective interests.

Il contributo analizza la natura giuridica e il regime di giurisdizione del CONOU, consorzio nazionale obbligatorio di diritto privato per la gestione degli oli minerali usati, collocato all’incrocio tra responsabilità estesa del produttore e svolgimento di un servizio di interesse pubblico. Muovendo dalla sentenza TAR Lazio 4 febbraio 2026, n. 2119, l’articolo mostra come il regolamento operativo del CONOU, pur essendo formalmente espressione di autonomia consortile, definisca di fatto le condizioni generali di accesso alla filiera e incida sull’assetto concorrenziale del mercato, mentre il consorzio assicura in concreto una funzione assimilabile a un servizio pubblico, garantendo la gestione in sicurezza di un rifiuto pericoloso e livelli minimi di raccolta e rigenerazione sull’intero territorio nazionale. Ne deriva una riflessione critica sui confini tra diritto amministrativo e diritto privato nei sistemi EPR dell’economia circolare, sul grado di “pubblicizzazione” delle attività svolte da soggetti formalmente privati e sui criteri per individuare, caso per caso, la giurisdizione competente rispetto ad atti interni che producono effetti regolatori su operatori e interessi collettivi

Il CONOU tra responsabilità estesa del produttore e servizio pubblico. Quale giurisdizione?

Scotti E.
2026-01-01

Abstract

The article examines the legal nature and jurisdictional regime of CONOU, Italy’s mandatory private consortium for the management of used mineral oils, which operates at the crossroads between extended producer responsibility (EPR) and the provision of what is, in substance, a public service. Starting from the Administrative Tribunal of Lazio judgment of 4 February 2026, no. 2119, the contribution shows that CONOU’s operational regulation, although formally adopted as an internal act of private autonomy, in practice sets the general conditions of access to the EPR chain and affects the competitive structure of the market, while the consortium effectively ensures a service‑like function by guaranteeing safe management of a hazardous waste and minimum levels of collection and regeneration across the national territory. This leads to a broader reflection on the shifting boundary between administrative and private law within circular‑economy EPR schemes, on the degree of “publicisation” of activities carried out by formally private entities, and on the criteria to determine, in each case, which court has jurisdiction over internal rules that produce regulatory effects on operators and collective interests.
2026
Il Sole 24 ORE Spa
Il contributo analizza la natura giuridica e il regime di giurisdizione del CONOU, consorzio nazionale obbligatorio di diritto privato per la gestione degli oli minerali usati, collocato all’incrocio tra responsabilità estesa del produttore e svolgimento di un servizio di interesse pubblico. Muovendo dalla sentenza TAR Lazio 4 febbraio 2026, n. 2119, l’articolo mostra come il regolamento operativo del CONOU, pur essendo formalmente espressione di autonomia consortile, definisca di fatto le condizioni generali di accesso alla filiera e incida sull’assetto concorrenziale del mercato, mentre il consorzio assicura in concreto una funzione assimilabile a un servizio pubblico, garantendo la gestione in sicurezza di un rifiuto pericoloso e livelli minimi di raccolta e rigenerazione sull’intero territorio nazionale. Ne deriva una riflessione critica sui confini tra diritto amministrativo e diritto privato nei sistemi EPR dell’economia circolare, sul grado di “pubblicizzazione” delle attività svolte da soggetti formalmente privati e sui criteri per individuare, caso per caso, la giurisdizione competente rispetto ad atti interni che producono effetti regolatori su operatori e interessi collettivi
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