The article analyses the results of the 2025 regional elections in the Marche Region in light of the constitutional principle of gender equality. Despite the mild rebalancing mechanisms applied, the electoral outcome shows a persistent underrepresentation of women, who made up just 20% of those elected, performing worse than in the previous election. This occurred despite 37% of voters expressing a preference for women, and despite voters being given the option of double preference for different genders. The study highlights how political choices in list construction and seemingly neutral electoral mechanisms - such as differentiated political capital, constituency placement and the majority bonus - can exacerbate the gender gap. Given the ineffectiveness of the tested corrective mechanisms, the article proposes considering measures that take both electoral input and output into account. In particular, it proposes modifying input mechanisms and reflecting on introducing rebalancing elements in output, i.e. conditioning the majority bonus on achieving a minimum gender balance in legislative or executive bodies. This would encourage parties to formulate offers capable of removing the gender discrimination currently influencing election results.

L’articolo analizza gli esiti delle elezioni regionali delle Marche del 2025 alla luce dei principi costituzionali di uguaglianza di genere. Nonostante i blandi meccanismi di riequilibrio applicati, l’output elettorale mostra una persistente sotto-rappresentanza femminile (20% di elette) con performance peggiorativa rispetto alla precedente consultazione elettorale. L’esito del 2025 si verifica nonostante un tasso di voti di preferenza alle donne pari al 37%, in un contesto in cui è data all’elettore l’opzione della doppia preferenza di genere. Lo studio evidenzia come scelte politiche nella costruzione delle liste e meccanismi elettorali apparentemente neutri - capitale politico differenziato, collocazione nel collegio, premio di maggioranza - possano produrre un incremento del gender gap. Tenuto conto dell’inefficacia dei meccanismi correttivi sperimentati, si propone di ragionare su misure che non si limitino a considerare la fase di input, ma si spingano nella direzione del riequilibrio anche in output. In particolare, si potrebbe riflettere su strumenti temporanei di condizionamento dell’attribuzione del premio di maggioranza; in prima battuta, al raggiungimento di un equilibrio minimo di genere nella composizione dell’assemblea elettiva; in seconda battuta, ove non si sia raggiunto attraverso le elezioni un equilibrio di genere ragionevole tra gli eletti, il premio di maggioranza potrebbe essere condizionato alla composizione paritaria dell’organo esecutivo. Nei sistemi elettorali in cui il premio è previsto, una misura temporanea di condizionamento potrebbe costituire – secondo le autrici - un elemento del quadro normativo capace di indurre i partiti a formulare un’offerta effettivamente capace di rimuovere le discriminazioni che attualmente condizionano gli esiti elettorali

Sistemi elettorali e disuguaglianza di genere: riflessioni a partire dal voto regionale 2025 nelle Marche

A. Cossiri;S. Grimaldi
2026-01-01

Abstract

The article analyses the results of the 2025 regional elections in the Marche Region in light of the constitutional principle of gender equality. Despite the mild rebalancing mechanisms applied, the electoral outcome shows a persistent underrepresentation of women, who made up just 20% of those elected, performing worse than in the previous election. This occurred despite 37% of voters expressing a preference for women, and despite voters being given the option of double preference for different genders. The study highlights how political choices in list construction and seemingly neutral electoral mechanisms - such as differentiated political capital, constituency placement and the majority bonus - can exacerbate the gender gap. Given the ineffectiveness of the tested corrective mechanisms, the article proposes considering measures that take both electoral input and output into account. In particular, it proposes modifying input mechanisms and reflecting on introducing rebalancing elements in output, i.e. conditioning the majority bonus on achieving a minimum gender balance in legislative or executive bodies. This would encourage parties to formulate offers capable of removing the gender discrimination currently influencing election results.
2026
associazione osservatorio sul federalismo e i processi di governo
L’articolo analizza gli esiti delle elezioni regionali delle Marche del 2025 alla luce dei principi costituzionali di uguaglianza di genere. Nonostante i blandi meccanismi di riequilibrio applicati, l’output elettorale mostra una persistente sotto-rappresentanza femminile (20% di elette) con performance peggiorativa rispetto alla precedente consultazione elettorale. L’esito del 2025 si verifica nonostante un tasso di voti di preferenza alle donne pari al 37%, in un contesto in cui è data all’elettore l’opzione della doppia preferenza di genere. Lo studio evidenzia come scelte politiche nella costruzione delle liste e meccanismi elettorali apparentemente neutri - capitale politico differenziato, collocazione nel collegio, premio di maggioranza - possano produrre un incremento del gender gap. Tenuto conto dell’inefficacia dei meccanismi correttivi sperimentati, si propone di ragionare su misure che non si limitino a considerare la fase di input, ma si spingano nella direzione del riequilibrio anche in output. In particolare, si potrebbe riflettere su strumenti temporanei di condizionamento dell’attribuzione del premio di maggioranza; in prima battuta, al raggiungimento di un equilibrio minimo di genere nella composizione dell’assemblea elettiva; in seconda battuta, ove non si sia raggiunto attraverso le elezioni un equilibrio di genere ragionevole tra gli eletti, il premio di maggioranza potrebbe essere condizionato alla composizione paritaria dell’organo esecutivo. Nei sistemi elettorali in cui il premio è previsto, una misura temporanea di condizionamento potrebbe costituire – secondo le autrici - un elemento del quadro normativo capace di indurre i partiti a formulare un’offerta effettivamente capace di rimuovere le discriminazioni che attualmente condizionano gli esiti elettorali
Nazionale
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