L’articolo analizza le problematiche connesse all’acquisizione e al trattamento degli oggetti digitali prodotti da singole persone, evidenziando come la trasformazione digitale abbia profondamente modificato la natura degli archivi personali. Accanto ai tradizionali documenti analogici, oggi si affermano nuove tipologie documentarie – e-mail, messaggi, contenuti social, archivi cloud – che rendono gli archivi di persona sempre più ibridi e complessi. L’autore sottolinea come i documenti digitali siano intrinsecamente fragili e soggetti a obsolescenza tecnologica, ponendo rilevanti criticità per la loro conservazione nel lungo periodo. Particolare attenzione è dedicata alla fase di acquisizione, distinguendo tra il conferimento in vita del produttore, che consente un’interazione diretta e una migliore organizzazione, e quello post mortem, caratterizzato da difficoltà di accesso, dispersione dei contenuti e problemi legali legati alla protezione dei dati personali e alla cosiddetta eredità digitale. Vengono inoltre individuate alcune caratteristiche tipiche degli archivi digitali personali, quali l’iperproduzione documentaria, la mancanza di criteri di ordinamento, l’assenza di selezione e la dispersione su molteplici piattaforme. L’articolo propone quindi strategie preventive, tra cui la sensibilizzazione dei produttori, l’adozione di buone pratiche di conservazione e la redazione di un testamento digitale. In conclusione, si evidenzia l’urgenza di sviluppare linee guida, strumenti e politiche archivistiche adeguate, al fine di evitare la perdita di una parte significativa della memoria collettiva contemporanea.
Come acquisire e trattare gli oggetti digitali prodotti da singole persone
Allegrezza, Stefano
2025-01-01
Abstract
L’articolo analizza le problematiche connesse all’acquisizione e al trattamento degli oggetti digitali prodotti da singole persone, evidenziando come la trasformazione digitale abbia profondamente modificato la natura degli archivi personali. Accanto ai tradizionali documenti analogici, oggi si affermano nuove tipologie documentarie – e-mail, messaggi, contenuti social, archivi cloud – che rendono gli archivi di persona sempre più ibridi e complessi. L’autore sottolinea come i documenti digitali siano intrinsecamente fragili e soggetti a obsolescenza tecnologica, ponendo rilevanti criticità per la loro conservazione nel lungo periodo. Particolare attenzione è dedicata alla fase di acquisizione, distinguendo tra il conferimento in vita del produttore, che consente un’interazione diretta e una migliore organizzazione, e quello post mortem, caratterizzato da difficoltà di accesso, dispersione dei contenuti e problemi legali legati alla protezione dei dati personali e alla cosiddetta eredità digitale. Vengono inoltre individuate alcune caratteristiche tipiche degli archivi digitali personali, quali l’iperproduzione documentaria, la mancanza di criteri di ordinamento, l’assenza di selezione e la dispersione su molteplici piattaforme. L’articolo propone quindi strategie preventive, tra cui la sensibilizzazione dei produttori, l’adozione di buone pratiche di conservazione e la redazione di un testamento digitale. In conclusione, si evidenzia l’urgenza di sviluppare linee guida, strumenti e politiche archivistiche adeguate, al fine di evitare la perdita di una parte significativa della memoria collettiva contemporanea.| File | Dimensione | Formato | |
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