Cresciuto tra le isole dell’arcipelago toscano, Raffaello Brignetti sviluppa un rapporto simbiotico con l’elemento marino, che nelle sue opere non è solo spazio fisico, ma misura della precarietà umana. A questa dimensione si accompagna una precoce consapevolezza ecologica, priva di una sistematizzazione ideologica, ma già straordinariamente lucida nel cogliere gli effetti devastanti dell’azione antropica sugli ecosistemi. Ne Il raggio verde, scritto nel 1966 e pubblicato l’anno successivo, «in tempi non sospetti, quando ancora il problema ecologico non si era affacciato all’orizzonte della spensierata società dei costumi», l’inquinamento diviene il perno della narrazione: una macchia di petrolio stermina la fauna marina, mentre un delfino agonizzante lotta contro il degrado ambientale. In La spiaggia d’oro, il viaggio di un uomo e della sua nipotina verso un’isola si tramuta in un’amara presa di coscienza: l’isola «incorrotta [...] senza pericoli, sicura e graziosa» «non c’è più», o meglio, sopravvive unicamente nella memoria, deturpata ormai di tutta la sua bellezza naturale. Attraverso il viaggio per mare, Brignetti offre dunque un’importante testimonianza delle trasformazioni ambientali, restituendo l’immagine di un equilibrio tra uomo e natura irrimediabilmente compromesso.
«Non c'è più l'isola»: deriva ambientale nella narrativa di Brignetti
Zimbardi A.
2025-01-01
Abstract
Cresciuto tra le isole dell’arcipelago toscano, Raffaello Brignetti sviluppa un rapporto simbiotico con l’elemento marino, che nelle sue opere non è solo spazio fisico, ma misura della precarietà umana. A questa dimensione si accompagna una precoce consapevolezza ecologica, priva di una sistematizzazione ideologica, ma già straordinariamente lucida nel cogliere gli effetti devastanti dell’azione antropica sugli ecosistemi. Ne Il raggio verde, scritto nel 1966 e pubblicato l’anno successivo, «in tempi non sospetti, quando ancora il problema ecologico non si era affacciato all’orizzonte della spensierata società dei costumi», l’inquinamento diviene il perno della narrazione: una macchia di petrolio stermina la fauna marina, mentre un delfino agonizzante lotta contro il degrado ambientale. In La spiaggia d’oro, il viaggio di un uomo e della sua nipotina verso un’isola si tramuta in un’amara presa di coscienza: l’isola «incorrotta [...] senza pericoli, sicura e graziosa» «non c’è più», o meglio, sopravvive unicamente nella memoria, deturpata ormai di tutta la sua bellezza naturale. Attraverso il viaggio per mare, Brignetti offre dunque un’importante testimonianza delle trasformazioni ambientali, restituendo l’immagine di un equilibrio tra uomo e natura irrimediabilmente compromesso.| File | Dimensione | Formato | |
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