Come reagì l’intellighenzia umanistica di fronte al fenomeno travolgente e inarrestabile dei canterini e dei cantastorie, che seppe fare della lingua, del linguaggio, del suo ritmo e della sua musicalità il secreto di un successo immediato? Tale il quesito di fondo affrontato dal saggio, che estende l’analisi al più ampio contesto dei rapporti, nel Quattrocento, fra questo peculiare tipo di espressione culturale in cui l’Aquilano avrebbe trovato la sua fortuna, e quello più propriamente ‘umanistico’. Esso individua infatti una nuova e inesplorata fonte di osservazione coeva su tali dinamiche nel Satirarum liber di Gaspare Tribraco. In più di un passaggio la tradizionale polemica di ascendenza classica contro i poetastri (Codri) si attualizza, proprio a Ferrara, trasformandosi in un attacco mirato verso i Cantastorie. Le novità che emergono da questa indagine consentono sia di riportare all’attenzione un testo rimasto piuttosto ai margini degli interessi scientifici negli ultimi anni; sia di rispondere efficacemente all’invito della call ad indagare la figura di Serafino Aquilano secondo nuove e più ampie prospettive interdisciplinari, contribuendo ad abbattere la ‘barriera pregiudiziale’ che solitamente separa gli studi sul XV secolo, divisi fra quanti si occupano di ‘letteratura popolare’ e quanti sui occupano di ‘letteratura erudita’.

‘Codri’, ‘corvi’ e canterini: l’Umanesimo di fronte ai cantastorie, con alcune testimonianze dalle Satire di Gaspare Tribraco

s. fiaschi
2025-01-01

Abstract

Come reagì l’intellighenzia umanistica di fronte al fenomeno travolgente e inarrestabile dei canterini e dei cantastorie, che seppe fare della lingua, del linguaggio, del suo ritmo e della sua musicalità il secreto di un successo immediato? Tale il quesito di fondo affrontato dal saggio, che estende l’analisi al più ampio contesto dei rapporti, nel Quattrocento, fra questo peculiare tipo di espressione culturale in cui l’Aquilano avrebbe trovato la sua fortuna, e quello più propriamente ‘umanistico’. Esso individua infatti una nuova e inesplorata fonte di osservazione coeva su tali dinamiche nel Satirarum liber di Gaspare Tribraco. In più di un passaggio la tradizionale polemica di ascendenza classica contro i poetastri (Codri) si attualizza, proprio a Ferrara, trasformandosi in un attacco mirato verso i Cantastorie. Le novità che emergono da questa indagine consentono sia di riportare all’attenzione un testo rimasto piuttosto ai margini degli interessi scientifici negli ultimi anni; sia di rispondere efficacemente all’invito della call ad indagare la figura di Serafino Aquilano secondo nuove e più ampie prospettive interdisciplinari, contribuendo ad abbattere la ‘barriera pregiudiziale’ che solitamente separa gli studi sul XV secolo, divisi fra quanti si occupano di ‘letteratura popolare’ e quanti sui occupano di ‘letteratura erudita’.
2025
978-88-3613-680-3
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