Numerosi portatori di interesse stanno incoraggiando le imprese manifatturiere a essere più orientate alla sostenibilità, coniugando obiettivi economici, ambientali e sociali (Barbieri et al. 2010; Behnam e Cagliano 2016; Melander 2018). Per il settore tessile e abbigliamento in particolare, a seguito di diversi scandali riguardanti l’impatto inquinante della sua catena di approvvigionamento (o supply chain) e produzione, il percorso verso la sostenibilità si presenta come una vera sfida (Ciasullo et al. 2017; Majumdar e Sinha 2019), peraltro poco indagata dai contributi attualmente offerti dalla letteratura (Pavione et al. 2016). Sebbene la sostenibilità richieda alle aziende di avere un impatto positivo sull'ambiente e sulla società, oltre che sulle performance economiche (Elkington 1999), l'aspetto ambientale è attualmente il più analizzato dalla letteratura e dalle policy istituzionali. Alcune ricerche hanno già segnalato lo stretto legame tra sostenibilità e innovazione, ma pochi studi hanno approfondito tale relazione nel settore tessile e moda, considerandolo tra i più complessi da affrontare (Caniato et al. 2011 e 2012; Macchion et al. 2017; Majumdar e Sinha 2019), soprattutto a causa della sua supply chain altamente frammentata (Ciasullo et al. 2017). La sostenibilità richiede alle aziende un cambiamento di mentalità, nuovi modi di pensare, nuove conoscenze, sviluppo di nuovi prodotti, processi e servizi (Neutzling et al. 2018) volti ad apportare benefici economici, sociali e ambientali (Barbieri et al. 2010), assicurando nel contempo che la soddisfazione delle esigenze odierne non limiti la soddisfazione delle esigenze delle generazioni future (Elkington 1999; WCED 1987). Sulla base di tali considerazioni e dei gap di ricerca riscontrati, questo studio – concentrandosi sull'innovazione sostenibile di prodotto e di processo – si propone di identificare alcuni fattori chiave di successo (o Key Success Factors, KSF) che possono consentire alle aziende tessili e della moda di sviluppare innovazioni sostenibili. Un tale approccio risulta necessario anche perché i principali studi che si sono occupati di identificare i fattori (o driver) di innovazione sostenibile si sono concentrati solo sull’aspetto ambientale e sullo sviluppo di nuovi prodotti, così come evidenziato nella review della letteratura presentata da De Medeiros et al. (2014). Il presente lavoro esamina il settore tessile e moda italiano data la sua rilevanza per l’economia italiana e l’importanza rivestita a livello internazionale, ma anche perché il sistema moda italiano deve affrontare la sfida della globalizzazione e delle nuove tendenze (Lion et al. 2016). Infatti, sebbene i prodotti Made in Italy siano apprezzati in tutto il mondo, le piccole e medie imprese italiane devono ridefinire il loro approccio in un contesto globale (Di Maria e Finotto 2008). Facendo seguito a precedenti scritti (e.g., Cedrola e Silchenko 2016; Cedrola e Trabaldo Togna 2020), questa ricerca considera il contesto del distretto Biellese, tradizionalmente produttore di tessuti di lana di alta qualità, composto da 1.513 piccole e medie imprese di cui 830 hanno meno di 49 addetti. Nello specifico, sono stati analizzati due casi studio emblematici di altrettanti luxury brand del Made in Italy, il Gruppo Ermenegildo Zegna S.p.a. e Successori Reda S.p.a., che sin dalla loro fondazione hanno investito sull’innovazione e sulla sostenibilità. Lo studio è organizzato come segue. La sezione 2 descrive il framework teorico; la sezione 3 la metodologia; risultati e discussion sono illustrati nella sezione 4, mentre le conclusioni sono riportate nella sezione 5.

Fattori chiave di successo per l’innovazione sostenibile nel settore tessile e moda. Best practices di due luxury brand del Made in Italy

Cedrola E.
2021

Abstract

Numerosi portatori di interesse stanno incoraggiando le imprese manifatturiere a essere più orientate alla sostenibilità, coniugando obiettivi economici, ambientali e sociali (Barbieri et al. 2010; Behnam e Cagliano 2016; Melander 2018). Per il settore tessile e abbigliamento in particolare, a seguito di diversi scandali riguardanti l’impatto inquinante della sua catena di approvvigionamento (o supply chain) e produzione, il percorso verso la sostenibilità si presenta come una vera sfida (Ciasullo et al. 2017; Majumdar e Sinha 2019), peraltro poco indagata dai contributi attualmente offerti dalla letteratura (Pavione et al. 2016). Sebbene la sostenibilità richieda alle aziende di avere un impatto positivo sull'ambiente e sulla società, oltre che sulle performance economiche (Elkington 1999), l'aspetto ambientale è attualmente il più analizzato dalla letteratura e dalle policy istituzionali. Alcune ricerche hanno già segnalato lo stretto legame tra sostenibilità e innovazione, ma pochi studi hanno approfondito tale relazione nel settore tessile e moda, considerandolo tra i più complessi da affrontare (Caniato et al. 2011 e 2012; Macchion et al. 2017; Majumdar e Sinha 2019), soprattutto a causa della sua supply chain altamente frammentata (Ciasullo et al. 2017). La sostenibilità richiede alle aziende un cambiamento di mentalità, nuovi modi di pensare, nuove conoscenze, sviluppo di nuovi prodotti, processi e servizi (Neutzling et al. 2018) volti ad apportare benefici economici, sociali e ambientali (Barbieri et al. 2010), assicurando nel contempo che la soddisfazione delle esigenze odierne non limiti la soddisfazione delle esigenze delle generazioni future (Elkington 1999; WCED 1987). Sulla base di tali considerazioni e dei gap di ricerca riscontrati, questo studio – concentrandosi sull'innovazione sostenibile di prodotto e di processo – si propone di identificare alcuni fattori chiave di successo (o Key Success Factors, KSF) che possono consentire alle aziende tessili e della moda di sviluppare innovazioni sostenibili. Un tale approccio risulta necessario anche perché i principali studi che si sono occupati di identificare i fattori (o driver) di innovazione sostenibile si sono concentrati solo sull’aspetto ambientale e sullo sviluppo di nuovi prodotti, così come evidenziato nella review della letteratura presentata da De Medeiros et al. (2014). Il presente lavoro esamina il settore tessile e moda italiano data la sua rilevanza per l’economia italiana e l’importanza rivestita a livello internazionale, ma anche perché il sistema moda italiano deve affrontare la sfida della globalizzazione e delle nuove tendenze (Lion et al. 2016). Infatti, sebbene i prodotti Made in Italy siano apprezzati in tutto il mondo, le piccole e medie imprese italiane devono ridefinire il loro approccio in un contesto globale (Di Maria e Finotto 2008). Facendo seguito a precedenti scritti (e.g., Cedrola e Silchenko 2016; Cedrola e Trabaldo Togna 2020), questa ricerca considera il contesto del distretto Biellese, tradizionalmente produttore di tessuti di lana di alta qualità, composto da 1.513 piccole e medie imprese di cui 830 hanno meno di 49 addetti. Nello specifico, sono stati analizzati due casi studio emblematici di altrettanti luxury brand del Made in Italy, il Gruppo Ermenegildo Zegna S.p.a. e Successori Reda S.p.a., che sin dalla loro fondazione hanno investito sull’innovazione e sulla sostenibilità. Lo studio è organizzato come segue. La sezione 2 descrive il framework teorico; la sezione 3 la metodologia; risultati e discussion sono illustrati nella sezione 4, mentre le conclusioni sono riportate nella sezione 5.
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