I concetti di patrimonio culturale e di comunità di eredità introdotti dalla Convezione di Faro hanno avviato un dibattito internazionale sulla dimensione collettiva del patrimonio e prodotto una pluralità di politiche culturali. Una categoria recente di patrimonio culturale è costituita dai beni culturali scolastici che sono custoditi nei musei del patrimonio storico-educativo e su cui la comunità internazionale degli storici dell’educazione appunta la propria attenzione, considerandoli preziosi giacimenti di fonti materiali, necessari all’indagine storico-educativa. L’obiettivo di questa ricerca è quello di indagare le dinamiche sottese al processo di patrimonializzazione e valorizzazione del patrimonio storico-educativo conservato presso il Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” dell’Università degli Studi di Macerata, inquadrandolo in una visione europea della cultura. A questo proposito, lo studio affronta due questioni iniziali. La prima riguarda la discussa definizione di patrimonio storico-educativo, che risolve inquadrandola nella più vasta visione europea di patrimonio culturale, elaborata dalla Convezione di Faro. La seconda questione indaga alcuni aspetti della comunità di cittadini e studiosi attivi attorno al Museo della Scuola e individua i tratti per cui essa può essere considerata una “comunità patrimoniale”. In seguito, la ricerca definisce i principi fondativi che orientano le strategie di lungo termine del Museo della Scuola nell’ambito delle politiche culturali europee dell’accessibilità, dello sviluppo sociale e dell’inclusione. Per ognuna di esse la tesi di ricerca presenta i casi paradigmatici di due musei di arte contemporanea e le relative sperimentazioni condotte dal Museo della Scuola Le sperimentazioni del Museo della Scuola nella direzione delle politiche dell’accessibilità si rivolgono alle persone non vedenti, ipovedenti e alle persone con disturbi dello spettro autistico. Al fine di rendere accessibile il patrimonio museale, esse utilizzano un approccio che traduce le immagini tridimensionali degli spazi museali in parole, secondo i criteri del linguaggio dell’inclusione.Nel secondo ambito delle politiche sociali, il Museo della Scuola mette in atto due azioni che affrontano le problematiche dell’immigrazione e del bullismo nella scuola. Al fine di rendere la visita al museo un’«esperienza educativa significativa» e il museo stesso come un possibile agente di cambiamento, in queste seprimentazioni sono adottati, come materiali di insegnamento gli oggetti del patrimonio storico-educativo e le emozioni dei visitatori, e come strategie didattiche il learning by doing e il learning by thinking, secondo i principi della filosofia dell’educazione di Dewey. Infine, il Museo intraprende due percorsi di politica inclusiva nell’ambito dei programmi di alternanza scuola-lavoro e di tirocinio universitario. Essi si incentrano sulla memoria e il valore emozionale degli oggetti della cultura materiale storico-educativa e come strumento per la mediazione del patrimonio e risorsa per la cittadinanza utilizzano la tecnica della narrazione biografica. Dal patrimonio storico-educativo materiale, la ricerca approda infine alla valorizzazione delle risorse culturali immateriali, il cui studio occupa il secondo e terzo capitolo della tesi. Attraversando il concetto di coscienza storica e le metodologie dell’ «Historical Thinking»,«Historical Imagination» e «Historical Empathy» in base alle quali i musei oggi progettano e costruiscono i propri processi di mediazione culturale, la ricerca individua la categoria di mediatori degli spiriti-testimoni e svolge un’ampia attività di ricognizione di casi di musei italiani ed europei che si collocano all’avanguardia nella valorizzazione del proprio patrimonio culturale di tipo immateriale. Su queste basi, il terzo ed ultimo capitolo della tesi presenta due casi si studio, condotti in via sperimentale al Museo della Scuola. Il primo caso di studio si svolge durante la Notte Europea dei Ricercatori in stretta relazione con le celebrazioni dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e definisce alcuni testimoni-mediatori relativi al patrimonio storico-educativo immateriale. Il secondo caso di studio è un esempio di come l’agire della comunità patrimoniale del Museo della Scuola possa portare al ritrovamento di una memoria scolastica collettiva ovvero l’esperienza della Scuola all’aperto di Macerata, che diviene oggetto di studio in un campo ancora poco noto ed poco esplorato della storiografia educativa e scolastica.

TRA MEMORIA DELLA SCUOLA E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO-EDUCATIVO Il caso del Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” dell’Università degli Studi di Macerata

ELEONORA, RAMPICHINI
2020-01-01

Abstract

I concetti di patrimonio culturale e di comunità di eredità introdotti dalla Convezione di Faro hanno avviato un dibattito internazionale sulla dimensione collettiva del patrimonio e prodotto una pluralità di politiche culturali. Una categoria recente di patrimonio culturale è costituita dai beni culturali scolastici che sono custoditi nei musei del patrimonio storico-educativo e su cui la comunità internazionale degli storici dell’educazione appunta la propria attenzione, considerandoli preziosi giacimenti di fonti materiali, necessari all’indagine storico-educativa. L’obiettivo di questa ricerca è quello di indagare le dinamiche sottese al processo di patrimonializzazione e valorizzazione del patrimonio storico-educativo conservato presso il Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” dell’Università degli Studi di Macerata, inquadrandolo in una visione europea della cultura. A questo proposito, lo studio affronta due questioni iniziali. La prima riguarda la discussa definizione di patrimonio storico-educativo, che risolve inquadrandola nella più vasta visione europea di patrimonio culturale, elaborata dalla Convezione di Faro. La seconda questione indaga alcuni aspetti della comunità di cittadini e studiosi attivi attorno al Museo della Scuola e individua i tratti per cui essa può essere considerata una “comunità patrimoniale”. In seguito, la ricerca definisce i principi fondativi che orientano le strategie di lungo termine del Museo della Scuola nell’ambito delle politiche culturali europee dell’accessibilità, dello sviluppo sociale e dell’inclusione. Per ognuna di esse la tesi di ricerca presenta i casi paradigmatici di due musei di arte contemporanea e le relative sperimentazioni condotte dal Museo della Scuola Le sperimentazioni del Museo della Scuola nella direzione delle politiche dell’accessibilità si rivolgono alle persone non vedenti, ipovedenti e alle persone con disturbi dello spettro autistico. Al fine di rendere accessibile il patrimonio museale, esse utilizzano un approccio che traduce le immagini tridimensionali degli spazi museali in parole, secondo i criteri del linguaggio dell’inclusione.Nel secondo ambito delle politiche sociali, il Museo della Scuola mette in atto due azioni che affrontano le problematiche dell’immigrazione e del bullismo nella scuola. Al fine di rendere la visita al museo un’«esperienza educativa significativa» e il museo stesso come un possibile agente di cambiamento, in queste seprimentazioni sono adottati, come materiali di insegnamento gli oggetti del patrimonio storico-educativo e le emozioni dei visitatori, e come strategie didattiche il learning by doing e il learning by thinking, secondo i principi della filosofia dell’educazione di Dewey. Infine, il Museo intraprende due percorsi di politica inclusiva nell’ambito dei programmi di alternanza scuola-lavoro e di tirocinio universitario. Essi si incentrano sulla memoria e il valore emozionale degli oggetti della cultura materiale storico-educativa e come strumento per la mediazione del patrimonio e risorsa per la cittadinanza utilizzano la tecnica della narrazione biografica. Dal patrimonio storico-educativo materiale, la ricerca approda infine alla valorizzazione delle risorse culturali immateriali, il cui studio occupa il secondo e terzo capitolo della tesi. Attraversando il concetto di coscienza storica e le metodologie dell’ «Historical Thinking»,«Historical Imagination» e «Historical Empathy» in base alle quali i musei oggi progettano e costruiscono i propri processi di mediazione culturale, la ricerca individua la categoria di mediatori degli spiriti-testimoni e svolge un’ampia attività di ricognizione di casi di musei italiani ed europei che si collocano all’avanguardia nella valorizzazione del proprio patrimonio culturale di tipo immateriale. Su queste basi, il terzo ed ultimo capitolo della tesi presenta due casi si studio, condotti in via sperimentale al Museo della Scuola. Il primo caso di studio si svolge durante la Notte Europea dei Ricercatori in stretta relazione con le celebrazioni dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e definisce alcuni testimoni-mediatori relativi al patrimonio storico-educativo immateriale. Il secondo caso di studio è un esempio di come l’agire della comunità patrimoniale del Museo della Scuola possa portare al ritrovamento di una memoria scolastica collettiva ovvero l’esperienza della Scuola all’aperto di Macerata, che diviene oggetto di studio in un campo ancora poco noto ed poco esplorato della storiografia educativa e scolastica.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11393/264855
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