Il panel mira ad attraversare su più livelli il tema della conservazione del digitale nativo nell’ambito degli archivi di persona, con particolare riguardo alla conservazione e gestione dei materiali di autori contemporanei. L’intento è quello di avviare una riflessione condivisa con la comunità scientifica su metodologie e strumenti da adottare in questo campo di indagine non del tutto esplorato e ancora carico di criticità teoriche e operative. Se è chiaro ormai che la conservazione degli archivi nativi digitali è una sfida sempre più importante nei più diversi settori della nostra società (l’ambito della pubblica amministrazione e quello forense sono tra gli esempi più noti), è altrettanto vero che per gli archivi di persona, nel contesto specifico della produzione letteraria, i casi di studio a nostra disposizione sono ancora sporadici e non sufficienti per individuare del tutto delle buone pratiche. Pare dunque necessario un confronto all’interno della comunità scientifica delle DH, non tanto per condividere risultati quanto per illustrare le problematiche maggiori e individuare delle ipotesi di lavoro. Il panel vuole aprirsi al dibattito con un approccio multidisciplinare, cercando di affrontare le questioni archivistiche più importanti relative all’acquisizione e conservazione dei fondi, alla loro archiviazione, gestione e fruizione. Verrà dato particolare rilievo alla scelta di formati e standard, alla qualità dei dati e dei servizi, ai numerosi aspetti critici sotto il profilo giuridico, alla gestione del versioning e agli strumenti per la ricerca e la didattica. Nel corso della sessione saranno esaminate due esperienze italiane: il lavoro sull’archivio ibrido di Massimo Vannucci e il progetto PAD – Pavia Archivi Digitali, che ha avviato nel 2010 un percorso di sperimentazione su archivi di scrittori contemporanei, perfezionando negli anni alcune strategie per le fasi di preparazione dei conferimenti e acquisizione dei materiali.

Archivi digitali d’autore: ipotesi di lavoro

Pierluigi Feliciati;Stefano Allegrezza;VASSALLO, SALVATORE;
2018-01-01

Abstract

Il panel mira ad attraversare su più livelli il tema della conservazione del digitale nativo nell’ambito degli archivi di persona, con particolare riguardo alla conservazione e gestione dei materiali di autori contemporanei. L’intento è quello di avviare una riflessione condivisa con la comunità scientifica su metodologie e strumenti da adottare in questo campo di indagine non del tutto esplorato e ancora carico di criticità teoriche e operative. Se è chiaro ormai che la conservazione degli archivi nativi digitali è una sfida sempre più importante nei più diversi settori della nostra società (l’ambito della pubblica amministrazione e quello forense sono tra gli esempi più noti), è altrettanto vero che per gli archivi di persona, nel contesto specifico della produzione letteraria, i casi di studio a nostra disposizione sono ancora sporadici e non sufficienti per individuare del tutto delle buone pratiche. Pare dunque necessario un confronto all’interno della comunità scientifica delle DH, non tanto per condividere risultati quanto per illustrare le problematiche maggiori e individuare delle ipotesi di lavoro. Il panel vuole aprirsi al dibattito con un approccio multidisciplinare, cercando di affrontare le questioni archivistiche più importanti relative all’acquisizione e conservazione dei fondi, alla loro archiviazione, gestione e fruizione. Verrà dato particolare rilievo alla scelta di formati e standard, alla qualità dei dati e dei servizi, ai numerosi aspetti critici sotto il profilo giuridico, alla gestione del versioning e agli strumenti per la ricerca e la didattica. Nel corso della sessione saranno esaminate due esperienze italiane: il lavoro sull’archivio ibrido di Massimo Vannucci e il progetto PAD – Pavia Archivi Digitali, che ha avviato nel 2010 un percorso di sperimentazione su archivi di scrittori contemporanei, perfezionando negli anni alcune strategie per le fasi di preparazione dei conferimenti e acquisizione dei materiali.
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