Nel 1911 Leo Samuel Olschki porta alle stampe nella tipografia Giuntina, fondata allo scopo un paio di anni prima, una storica edizione della Divina Commedia. Il volume si apre con un proemio di Gabriele d’Annunzio attorno al quale ruotarono per lunghi mesi i rapporti del poeta con l’editore e con il curatore dell’opera, il dantista Giuseppe Lando Passerini. L’articolo ricostruisce puntualmente le fasi di questa tormentata collaborazione, avvalendosi dei carteggi e dei documenti conservati negli archivi della Casa Editrice e del Vittoriale, dai quali risulta riveduta e corretta la versione aneddotica e a tratti incongrua dei fatti raccontata da Tom Antongini. Nel restituire la misura esatta del prestigio letterario e dell’affanno esistenziale del Vate al momento dell’abbandono della Capponcina e della fuga in Francia, lo studio testimonia, al contempo, la generosa determinazione con cui Olschki riuscì a ottenere l’ambito scritto introduttivo al suo “Dante monumentale”. Nella prima parte del saggio si dà conto delle caratteristiche bibliografiche dell’opera e delle strategie di promozione e sottoscrizione, dell’invito rivolto a d’Annunzio attraverso la mediazione di Passerini e degli iniziali indugi del poeta. Viene inoltre chiarito l’episodio della tentata vendita, all’altezza del 1910, di una cospicua sezione di autografi dannunziani, da cui emerge il ruolo fiduciario di Olschki come libraio antiquario ben inserito nei circuiti del collezionismo internazionale.

D'Annunzio e il Dante monumentale. Dai carteggi con Olshcki e Passerini con documenti inediti. Parte prima: il progetto e la fuga (1909-1910)

MELOSI, LAURA
2018

Abstract

Nel 1911 Leo Samuel Olschki porta alle stampe nella tipografia Giuntina, fondata allo scopo un paio di anni prima, una storica edizione della Divina Commedia. Il volume si apre con un proemio di Gabriele d’Annunzio attorno al quale ruotarono per lunghi mesi i rapporti del poeta con l’editore e con il curatore dell’opera, il dantista Giuseppe Lando Passerini. L’articolo ricostruisce puntualmente le fasi di questa tormentata collaborazione, avvalendosi dei carteggi e dei documenti conservati negli archivi della Casa Editrice e del Vittoriale, dai quali risulta riveduta e corretta la versione aneddotica e a tratti incongrua dei fatti raccontata da Tom Antongini. Nel restituire la misura esatta del prestigio letterario e dell’affanno esistenziale del Vate al momento dell’abbandono della Capponcina e della fuga in Francia, lo studio testimonia, al contempo, la generosa determinazione con cui Olschki riuscì a ottenere l’ambito scritto introduttivo al suo “Dante monumentale”. Nella prima parte del saggio si dà conto delle caratteristiche bibliografiche dell’opera e delle strategie di promozione e sottoscrizione, dell’invito rivolto a d’Annunzio attraverso la mediazione di Passerini e degli iniziali indugi del poeta. Viene inoltre chiarito l’episodio della tentata vendita, all’altezza del 1910, di una cospicua sezione di autografi dannunziani, da cui emerge il ruolo fiduciario di Olschki come libraio antiquario ben inserito nei circuiti del collezionismo internazionale.
Leo S. Olschki
Internazionale
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