I distretti industriali italiani rappresentano uno degli assi portanti dell’industria italiana e sono stati da tempo riconosciuti come validi modelli di sviluppo locale. Da qualche anno a questa parte, tuttavia, i distretti industriali, come l’intera industria italiana, accusano difficoltà di crescita, cui stanno reagendo attraverso significative trasformazioni, che coinvolgono i rapporti tra le imprese, la differenzazione delle loro strategie, la tensione tra radicamento locale e apertura internazionale. In questo lavoro studiamo il caso del distretto calzaturiero delle Marche, integrando le risultanze di analisi basate su approcci quantitativi con le riflessioni desumibili dai racconti degli imprenditori. Nel distretto marchigiano delle calzature si sta assistendo all’affermazione di alcune aziende leader che intrattengono rapporti sempre più esclusivi con i subfornitori, all’interno di catene del valore di tipo “buyer-driven”. Inoltre, si è accentuata la differenziazione delle strategie aziendali, che seguono due direttrici prevalenti: una si basa sull’innalzamento qualitativo dei prodotti ed è supportata da investimenti nel marchio, nella ricerca e sviluppo e in reti commerciali dedicate (una strategia che potremmo definire di focalizzazione sulla qualità); un’altra ha cercato di contenere i costi delle produzioni di media qualità, anche delocalizzando all’estero (focalizzazione sui costi). Il gruppo che ha intrapreso la prima strategia ha conseguito la performance migliore, sia nel periodo precedente la crisi del 2007-08, sia nel corso della stessa recessione.

I distretti tradizionali di fronte alla globalizzazione: il caso dell'industria calzaturiera marchigiana

CUTRINI, ELEONORA;
2013

Abstract

I distretti industriali italiani rappresentano uno degli assi portanti dell’industria italiana e sono stati da tempo riconosciuti come validi modelli di sviluppo locale. Da qualche anno a questa parte, tuttavia, i distretti industriali, come l’intera industria italiana, accusano difficoltà di crescita, cui stanno reagendo attraverso significative trasformazioni, che coinvolgono i rapporti tra le imprese, la differenzazione delle loro strategie, la tensione tra radicamento locale e apertura internazionale. In questo lavoro studiamo il caso del distretto calzaturiero delle Marche, integrando le risultanze di analisi basate su approcci quantitativi con le riflessioni desumibili dai racconti degli imprenditori. Nel distretto marchigiano delle calzature si sta assistendo all’affermazione di alcune aziende leader che intrattengono rapporti sempre più esclusivi con i subfornitori, all’interno di catene del valore di tipo “buyer-driven”. Inoltre, si è accentuata la differenziazione delle strategie aziendali, che seguono due direttrici prevalenti: una si basa sull’innalzamento qualitativo dei prodotti ed è supportata da investimenti nel marchio, nella ricerca e sviluppo e in reti commerciali dedicate (una strategia che potremmo definire di focalizzazione sulla qualità); un’altra ha cercato di contenere i costi delle produzioni di media qualità, anche delocalizzando all’estero (focalizzazione sui costi). Il gruppo che ha intrapreso la prima strategia ha conseguito la performance migliore, sia nel periodo precedente la crisi del 2007-08, sia nel corso della stessa recessione.
Bologna : Società Editrice Il Mulino
Nazionale
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