In questo contributo abbiamo esplorato alcune caratteristiche del partner conversazionale che, nelle situazioni di troubles talk (o, usando la nostra denominazione, di counselling amicale), riveste il ruolo di ascoltatore designato. Sulla base di analisi condotte su un corpus di parlato ordinario riconducibile a questo script, abbiamo proposto una lettura di tale ruolo sia da un punto di vista globale, sia mettendo in luce alcune peculiarità, osservabili negli atteggiamenti linguistici e interazionali, che ci consentono di identificare una serie di profili tipici e ricorrenti del confidente. Tali profili – il contenitore, l’alleato, il confidante, il nemico e il consigliere – identificano dei ruoli conversazionali in cui è possibile osservare una fluttuazione tra etero-centramento e auto-centramento: l’attenzione si pone ora prevalentemente, se non totalmente, sull’interlocutore che parla di un problema personale (come nel caso del confidente-contenitore), ora si sposta in modo esplicito o implicito sul confidente, che riesce a ritagliarsi un ruolo più attivo (se non, addirittura, “dominante”) nella conversazione. Altri parametri che concorrono a definire le caratteristiche di queste diverse tipologie di confidente riguardano le dimensioni polari che abbiamo chiamato rispetto/intrusività e autonomia/dipendenza.

L'ascolto nel counselling amicale

ZUCZKOWSKI, Andrzej;RICCIONI, ILARIA
2010

Abstract

In questo contributo abbiamo esplorato alcune caratteristiche del partner conversazionale che, nelle situazioni di troubles talk (o, usando la nostra denominazione, di counselling amicale), riveste il ruolo di ascoltatore designato. Sulla base di analisi condotte su un corpus di parlato ordinario riconducibile a questo script, abbiamo proposto una lettura di tale ruolo sia da un punto di vista globale, sia mettendo in luce alcune peculiarità, osservabili negli atteggiamenti linguistici e interazionali, che ci consentono di identificare una serie di profili tipici e ricorrenti del confidente. Tali profili – il contenitore, l’alleato, il confidante, il nemico e il consigliere – identificano dei ruoli conversazionali in cui è possibile osservare una fluttuazione tra etero-centramento e auto-centramento: l’attenzione si pone ora prevalentemente, se non totalmente, sull’interlocutore che parla di un problema personale (come nel caso del confidente-contenitore), ora si sposta in modo esplicito o implicito sul confidente, che riesce a ritagliarsi un ruolo più attivo (se non, addirittura, “dominante”) nella conversazione. Altri parametri che concorrono a definire le caratteristiche di queste diverse tipologie di confidente riguardano le dimensioni polari che abbiamo chiamato rispetto/intrusività e autonomia/dipendenza.
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