Post-costruttivismo linguaggi e ambienti di apprendimento Il testo esplora la dialogica tra la tecnica e l’agire umano e fornisce un’interpretazione della tecnologia nella società della conoscenza. Da tale analisi l’attenzione si sposta sulle tecnologie dell’educazione e sulla loro capacità di favorire l’apprendimento. In particolare vengono analizzati i linguaggi e il loro ruolo di mediazione nella conoscenza, gli ambienti di apprendimento e i dispositivi per l’on line, esplorando anche le nuove frontiere aperte dalla sinergia tra e-learning, knowledge management e agenti intelligenti, da cui sta emergendo l’e-learning 3.0. L’approccio seguito nell’indagine riprende il paradigma eco-logico che vede come elemento fondante il superamento delle separatezze tra soggetto e oggetto e tra teoria e pratica. Contemporaneamente si vuole verificare se sia possibile far dialogare il plurale senza annullare le diversità e si propone un modello di conoscenza, fondato sull’azione, che permetta di operare con e nella molteplicità. Oggi chi conosce è immerso e agisce nel sistema e questo genera quella che Morin chiama la “conoscenza della conoscenza”. La relazione tra presenza e distanziamento garantisce processi quali la riflessione, la progettazione e la modellizzazione. Ed ecco che la didattica si coniuga con mediazione, con enattività, con post-costruttivismo, mentre le tecnologie dell’educazione supportano il dialogo tra gli opposti e la relazione tra presenza e distanza, tra apprendimento e insegnamento, tra formale e non-formale.

Tecnologie e costruzione di mondi. Post-costruttivismo, linguaggi e ambienti di apprendimento

ROSSI, Pier Giuseppe
2009

Abstract

Post-costruttivismo linguaggi e ambienti di apprendimento Il testo esplora la dialogica tra la tecnica e l’agire umano e fornisce un’interpretazione della tecnologia nella società della conoscenza. Da tale analisi l’attenzione si sposta sulle tecnologie dell’educazione e sulla loro capacità di favorire l’apprendimento. In particolare vengono analizzati i linguaggi e il loro ruolo di mediazione nella conoscenza, gli ambienti di apprendimento e i dispositivi per l’on line, esplorando anche le nuove frontiere aperte dalla sinergia tra e-learning, knowledge management e agenti intelligenti, da cui sta emergendo l’e-learning 3.0. L’approccio seguito nell’indagine riprende il paradigma eco-logico che vede come elemento fondante il superamento delle separatezze tra soggetto e oggetto e tra teoria e pratica. Contemporaneamente si vuole verificare se sia possibile far dialogare il plurale senza annullare le diversità e si propone un modello di conoscenza, fondato sull’azione, che permetta di operare con e nella molteplicità. Oggi chi conosce è immerso e agisce nel sistema e questo genera quella che Morin chiama la “conoscenza della conoscenza”. La relazione tra presenza e distanziamento garantisce processi quali la riflessione, la progettazione e la modellizzazione. Ed ecco che la didattica si coniuga con mediazione, con enattività, con post-costruttivismo, mentre le tecnologie dell’educazione supportano il dialogo tra gli opposti e la relazione tra presenza e distanza, tra apprendimento e insegnamento, tra formale e non-formale.
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