Abstract: L’intenzione dell’opera, Macerata 2009. Il libro ripercorre alcune tappe dell’evoluzione dell’iconologia come scienza dell’arte nel Novecento. L’iconologia rappresenta a mio avviso un approfondimento di grande validità delle condizioni - estetiche, politiche, sociali, scientifiche e filosofiche – che ci possono condurre a un’interpretazione dell’opera d’arte il più completa possibile. Dall’iniziatore di questo tipo particolare di storia dell’arte e concezione dell’opera, Aby Warburg, si esamina poi il pensiero estetico di Edgar Wind, allievo di Cassirer ad Amburgo, la critica mossa da Ernst Gombrich a Erwin Panofsky e a Rudolf Arnheim. Si prende quindi in considerazione il punto di vista sull’iconologia di un critico italiano della statura di Cesare Brandi, per vedere infine gli esiti più recenti dell’iconologia nell’opera di Michael Baxandall e della sua impegnativa e dialettica metodologia di indagine sull’opera. La novità di questa ricerca è nel rilevare il rapporto di Baxandall, allievo di Gombrich e di Svetlana Alpers, con il pensiero del primo Panofsky e soprattutto con alcune linee di metodo, alcuni tracciati di visione storica che si possono far risalire ad Aby Warburg. L’evoluzione particolare dell’iconologia in Baxandall consiste nel riscontrare il carattere dell’opera in un suo rapporto non solo storico ma intenzionale con le possibilità visive e immaginative dell’umanità del passato e del presente

L'intenzione dell'opera

FERRETTI, Silvia
2009

Abstract

Abstract: L’intenzione dell’opera, Macerata 2009. Il libro ripercorre alcune tappe dell’evoluzione dell’iconologia come scienza dell’arte nel Novecento. L’iconologia rappresenta a mio avviso un approfondimento di grande validità delle condizioni - estetiche, politiche, sociali, scientifiche e filosofiche – che ci possono condurre a un’interpretazione dell’opera d’arte il più completa possibile. Dall’iniziatore di questo tipo particolare di storia dell’arte e concezione dell’opera, Aby Warburg, si esamina poi il pensiero estetico di Edgar Wind, allievo di Cassirer ad Amburgo, la critica mossa da Ernst Gombrich a Erwin Panofsky e a Rudolf Arnheim. Si prende quindi in considerazione il punto di vista sull’iconologia di un critico italiano della statura di Cesare Brandi, per vedere infine gli esiti più recenti dell’iconologia nell’opera di Michael Baxandall e della sua impegnativa e dialettica metodologia di indagine sull’opera. La novità di questa ricerca è nel rilevare il rapporto di Baxandall, allievo di Gombrich e di Svetlana Alpers, con il pensiero del primo Panofsky e soprattutto con alcune linee di metodo, alcuni tracciati di visione storica che si possono far risalire ad Aby Warburg. L’evoluzione particolare dell’iconologia in Baxandall consiste nel riscontrare il carattere dell’opera in un suo rapporto non solo storico ma intenzionale con le possibilità visive e immaginative dell’umanità del passato e del presente
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