Argomento del libro è il c.d. diritto penale europeo, tema di per sè così vasto da imporre una definizione dell’oggetto. A tale fine soccorre lo scopo che sovraintende a questa indagine; segnatamente rispondere ad una precisa domanda: “che cosa deve fare un giudice penale italiano quando in un giudizio penale registra un fenomeno di interferenza tra una norma nazionale e una norma comunitaria?”. In particolare strutturare l’indagine intorno a questa domanda chiave ha due immediate e ben precise ricadute sull’oggetto. Il campo di osservazione è la dimensione vigente e non quella de iure condendo di costruzione di un “vero e proprio diritto penale europeo”; si assume come fattore costante del campo di indagine la compresenza – in termini di interferenza – tra norme appartenenti ad ordinamenti diversi. In particolare lo studio cerca di rispondere alla questione chiave offrendo una sistematizzazione delle differenti interferenze, ordinate per grado e modo della loro giustiziabilità. Questo costituisce il punto di arrivo di questo lavoro. É, di conseguenza, l’ultimo capitolo, il quarto, quello a ciò espressamente dedicato. All’elaborazione degli strumenti con cui sviluppare questa sistematica sono invece dedicati i primi tre capitoli e l’introduzione. Il terzo capitolo si propone di motivare perché si sia scelta questa come questione chiave; a tale fine verrà redatto un bilancio sulla ‘situazione spirituale’ in cui versa il sistema penale europeo. Il secondo capitolo è dedicato per intero all’analisi induttiva di una questione assai complessa, quella degli obblighi comunitari in malam partem, dal momento che la ricostruzione di questa specifica problematica funge da laboratorio in cui individuare e collaudare gli strumenti più innovativi. Il primo capitolo invece ha lo scopo di fornire le indicazioni essenziali per iniziare a comprendere il sistema penale europeo. A tal fine sono offerti due distinti canali di indagine: - uno, nella prima sezione, in cui presentare le forme del sistema penale europeo. In particolare, considerando un teorico lettore presumibilmente insider delle tematiche penalistiche e outsider delle tematiche comunitaristiche, è sugli strumenti dell’Unione europea che il discorso si focalizza; - un altro, nella seconda sezione, dedicato ai contenuti del sistema penale europeo. Offrendo una chiave di lettura, di tipo funzionale, sugli oggetti della tutela di competenza del sistema penale europeo. Questa volta invece gli strumenti con cui l’analisi è compiuta sono di diretta derivazione penalistica. L’introduzione innanzitutto è dedicata al ‘modo di essere’ dell’Unione europea, in cui comprendere a quali logiche risponda il funzionamento e la legittimazione dell’Europa dei ventisette. Solo avendo ben chiare le logiche di funzionamento e di legittimazione dell’Unione europea è possibile valutare come queste, potendo e dovendo combinarsi con le logiche di legittimazione e funzionamento proprie del diritto penale, diano vita a un “diritto senza codice”.

Il diritto senza codice. Uno studio sul sistema penale europeo vigente

SOTIS, CARLO
2007

Abstract

Argomento del libro è il c.d. diritto penale europeo, tema di per sè così vasto da imporre una definizione dell’oggetto. A tale fine soccorre lo scopo che sovraintende a questa indagine; segnatamente rispondere ad una precisa domanda: “che cosa deve fare un giudice penale italiano quando in un giudizio penale registra un fenomeno di interferenza tra una norma nazionale e una norma comunitaria?”. In particolare strutturare l’indagine intorno a questa domanda chiave ha due immediate e ben precise ricadute sull’oggetto. Il campo di osservazione è la dimensione vigente e non quella de iure condendo di costruzione di un “vero e proprio diritto penale europeo”; si assume come fattore costante del campo di indagine la compresenza – in termini di interferenza – tra norme appartenenti ad ordinamenti diversi. In particolare lo studio cerca di rispondere alla questione chiave offrendo una sistematizzazione delle differenti interferenze, ordinate per grado e modo della loro giustiziabilità. Questo costituisce il punto di arrivo di questo lavoro. É, di conseguenza, l’ultimo capitolo, il quarto, quello a ciò espressamente dedicato. All’elaborazione degli strumenti con cui sviluppare questa sistematica sono invece dedicati i primi tre capitoli e l’introduzione. Il terzo capitolo si propone di motivare perché si sia scelta questa come questione chiave; a tale fine verrà redatto un bilancio sulla ‘situazione spirituale’ in cui versa il sistema penale europeo. Il secondo capitolo è dedicato per intero all’analisi induttiva di una questione assai complessa, quella degli obblighi comunitari in malam partem, dal momento che la ricostruzione di questa specifica problematica funge da laboratorio in cui individuare e collaudare gli strumenti più innovativi. Il primo capitolo invece ha lo scopo di fornire le indicazioni essenziali per iniziare a comprendere il sistema penale europeo. A tal fine sono offerti due distinti canali di indagine: - uno, nella prima sezione, in cui presentare le forme del sistema penale europeo. In particolare, considerando un teorico lettore presumibilmente insider delle tematiche penalistiche e outsider delle tematiche comunitaristiche, è sugli strumenti dell’Unione europea che il discorso si focalizza; - un altro, nella seconda sezione, dedicato ai contenuti del sistema penale europeo. Offrendo una chiave di lettura, di tipo funzionale, sugli oggetti della tutela di competenza del sistema penale europeo. Questa volta invece gli strumenti con cui l’analisi è compiuta sono di diretta derivazione penalistica. L’introduzione innanzitutto è dedicata al ‘modo di essere’ dell’Unione europea, in cui comprendere a quali logiche risponda il funzionamento e la legittimazione dell’Europa dei ventisette. Solo avendo ben chiare le logiche di funzionamento e di legittimazione dell’Unione europea è possibile valutare come queste, potendo e dovendo combinarsi con le logiche di legittimazione e funzionamento proprie del diritto penale, diano vita a un “diritto senza codice”.
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