Il contributo è dedicato alle indagini archeologiche intorno alla città romana di Hadrianopolis, nell’area di Sofratike (Albania), avviate da due équipes dell’Università degli Studi di Macerata e dell’Istituto archeologico albanese nel corso del 2005. I risultati dei primi due anni di ricerche, sono confluiti nel volume: A. BAÇE- G. PACI – R. PERNA (edd.), Hadrianopolis, I. Il Progetto TAU, Jesi 2007. In questa sede sono stati presentati i risultati delle campagne 2007 e 2008, in particolare quelli legati alla prosecuzione degli scavi archeologici nell’area pubblica antistante il teatro e presso il teatro stesso, ed alla realizzazione di indagini remote sensing finalizzate alla delimitazione ed alla caratterizzazione planimetrica dell’area urbana e della necropoli. I primi risultati consentono di verificare come le più antiche strutture archeologiche sembrino collocabili all’inizio del II sec. d.C., mentre, ad esclusione di alcuni muri di campagna relativi ad una prima ed antica fase di ruralizzazione dell’insediamento, le ultime fasi di vita dello stesso sono collocabili in età tardoromana e bizantina, documentandosi una intensa continuità di vita per la città. Particolare attenzione è stata posta infine anche alla realizzazione della carta archeologica della valle del Drino implementata in ambito GIS.

Nuovi dati dalle indagini archeologiche ad Hadrianopolis e nel territorio della valle del Drino (Saggio 4 nell'area urbana; La carta archeologica; Conclusioni)

PERNA, Roberto
2010

Abstract

Il contributo è dedicato alle indagini archeologiche intorno alla città romana di Hadrianopolis, nell’area di Sofratike (Albania), avviate da due équipes dell’Università degli Studi di Macerata e dell’Istituto archeologico albanese nel corso del 2005. I risultati dei primi due anni di ricerche, sono confluiti nel volume: A. BAÇE- G. PACI – R. PERNA (edd.), Hadrianopolis, I. Il Progetto TAU, Jesi 2007. In questa sede sono stati presentati i risultati delle campagne 2007 e 2008, in particolare quelli legati alla prosecuzione degli scavi archeologici nell’area pubblica antistante il teatro e presso il teatro stesso, ed alla realizzazione di indagini remote sensing finalizzate alla delimitazione ed alla caratterizzazione planimetrica dell’area urbana e della necropoli. I primi risultati consentono di verificare come le più antiche strutture archeologiche sembrino collocabili all’inizio del II sec. d.C., mentre, ad esclusione di alcuni muri di campagna relativi ad una prima ed antica fase di ruralizzazione dell’insediamento, le ultime fasi di vita dello stesso sono collocabili in età tardoromana e bizantina, documentandosi una intensa continuità di vita per la città. Particolare attenzione è stata posta infine anche alla realizzazione della carta archeologica della valle del Drino implementata in ambito GIS.
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