Viene presentata un’epigrafe incisa sull’epistilio di un Tempio portato recentemente allo scoperto a Cirene nell’area del santuario di Demetra, posto fuori della porta sud della città. Il tempio, il primo che si incontra per chi entra nel santuario dai Propilei, risale verosimilmente al VI sec. a.C.; ma in età romana vi fu incisa, sull’epistilio appunto, un’iscrizione latina, recuperata in misura tale da permettere di coglierne – nonostante alcune modeste lacune – il contenuto. Vi si ricorda il nome di Marco Superate Proculo come autore del restauro all’edificio. Si tratta di un personaggio noto da altre iscrizioni di Cirene, che permettono di fissarne la presenza nella città verso la fine del regno di Augusto. La assidua presenza del suo nome sui monumenti ed edifici di Cirene, al di la dell’entità dei reclamizzati restauri per alcuni di essi, sembrano denunciare piuttosto l’ambizione del personaggio, desideroso di apparire. In ogni caso la carica di pro legatus che egli riveste nella nuova epigrafe fornisce dati interessanti sul governo romano della Cirenaica all’indomani del riordino della provincia fatto da Augusto.

L’iscrizione monumentale sull’architrave del Tempio di Demetra fuori le mura a Cirene

PACI, Gianfranco
2010

Abstract

Viene presentata un’epigrafe incisa sull’epistilio di un Tempio portato recentemente allo scoperto a Cirene nell’area del santuario di Demetra, posto fuori della porta sud della città. Il tempio, il primo che si incontra per chi entra nel santuario dai Propilei, risale verosimilmente al VI sec. a.C.; ma in età romana vi fu incisa, sull’epistilio appunto, un’iscrizione latina, recuperata in misura tale da permettere di coglierne – nonostante alcune modeste lacune – il contenuto. Vi si ricorda il nome di Marco Superate Proculo come autore del restauro all’edificio. Si tratta di un personaggio noto da altre iscrizioni di Cirene, che permettono di fissarne la presenza nella città verso la fine del regno di Augusto. La assidua presenza del suo nome sui monumenti ed edifici di Cirene, al di la dell’entità dei reclamizzati restauri per alcuni di essi, sembrano denunciare piuttosto l’ambizione del personaggio, desideroso di apparire. In ogni caso la carica di pro legatus che egli riveste nella nuova epigrafe fornisce dati interessanti sul governo romano della Cirenaica all’indomani del riordino della provincia fatto da Augusto.
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