La presente ricerca concerne l’introduzione, lo sviluppo e la stabilizzazione del lessico grammaticale di origine occidentale in Cina, sullo sfondo delle trasformazioni politiche e sociali che la Cina attraversò fra la seconda metà del XIX secolo e i primi trent’anni del XX secolo. Lo studio ha avuto come primo obiettivo l’individuazione dei termini coniati nell’arco del periodo in esame per tradurre gli equivalenti termini, di origine latina o inglese, designanti le nozioni appartenenti all’area semantica della sintassi classica. L’analisi terminologica è stata affiancata da una ricerca lessicologica, finalizzata a comprendere le connessioni fra i vocaboli esaminati e l’ambiente storico e sociale circostante che ne determinò la scelta. Una prima fase nel processo di introduzione della grammatica occidentale in Cina si colloca dalla metà del XIX secolo fino al 1898. In quel periodo apparvero numerosi manuali, molto semplici nel contenuto, che avevano a modello le grammatiche della lingua latina o quelle di tipo classico della lingua inglese. In quel periodo si verificò anche la negoziazione fra le nozioni linguistiche della tradizione autoctona precedente e quelle importate dall’Occidente. Lo scopo degli autori di questo periodo era solo didattico, cioè produrre delle semplici introduzioni alle lingue in oggetto. Lo spartiacque fra il primo periodo e il secondo periodo è costituito dal Mashi wentong di Ma Jianzhong, pubblicato fra il 1898 e il 1900. Si tratta di un testo complesso, in cui si riscontrano numerosi modelli e ispirazioni, tutti finalizzati a fornire la prima descrizione scientifica della grammatica del cinese. Il nuovo manuale della lingua cinese, oltre a essere pensato come valido aiuto agli studenti cinesi, è un contributo alla costruzione di una identità chiara e forte della cultura cinese, indispensabile in un periodo come quello degli ultimi vent’anni dell’Impero, durante i quali tutte le millenarie istituzioni cinesi crollarono. Il Mashi wentong rappresenta assieme il punto massimo sia della tradizionale linguistica cinese che della giovanissima ricerca grammaticale dei precedenti quarant’anni. Nonostante l’importanza come pioniere nello studio della grammatica cinese, il Mashi wentong sarebbe diventato, in linguistica, il simbolo di un passato da criticare ed eliminare per ripartire da una nuova forma di modernità. Il secondo periodo comprende il primo decennio del XX secolo: esso è segnato dall’ingresso e dalla diffusione della terminologia giapponese. La motivazione è principalmente di carattere politico: impiegare la terminologia di un Paese moderno e avanzato, come il Giappone, indicava la volontà di chiudere definitivamente con il passato e di aprirsi al futuro e allo sviluppo. Il terzo periodo di studio della grammatica si estende fra il 1920 e il 1924. In quegli anni non vennero più prodotti solo manuali comprensivi sulla grammatica ad uso degli studenti, ma trattazioni di livello superiore e di tenore teorico, dedicati agli studiosi della lingua. Il loro scopo accademico era associato generalmente ad una motivazione fortemente politica: gli autore erano esponenti del movimento di rinnovamento culturale e linguistico che fin dal 1915 e soprattutto dopo il Quattro Maggio era sorto in Cina e stava travolgendo la vecchia cultura e la vecchia lingua. L’ultima opera presa in esame è lo Xinzhu guoyu wenfa di Li Jinxi, del 1924. Come Ma Jianzhong per il suo periodo, anche Li Jinxi rappresenta il punto massimo della produzione di quel gruppo di intellettuali e di grammatici ed insieme il superamento delle attività di ricerca grammaticali precedenti. La sua importanza dal punto di vista terminologico è data dal fatto che, appena pubblicato, divenne il manuale di grammatica di riferimento del Paese, e ciò contribuì a stabilirne definitivamente la terminologia.

Lessico grammaticale in Cina (1859-1924)

PELLIN, TOMMASO
2009

Abstract

La presente ricerca concerne l’introduzione, lo sviluppo e la stabilizzazione del lessico grammaticale di origine occidentale in Cina, sullo sfondo delle trasformazioni politiche e sociali che la Cina attraversò fra la seconda metà del XIX secolo e i primi trent’anni del XX secolo. Lo studio ha avuto come primo obiettivo l’individuazione dei termini coniati nell’arco del periodo in esame per tradurre gli equivalenti termini, di origine latina o inglese, designanti le nozioni appartenenti all’area semantica della sintassi classica. L’analisi terminologica è stata affiancata da una ricerca lessicologica, finalizzata a comprendere le connessioni fra i vocaboli esaminati e l’ambiente storico e sociale circostante che ne determinò la scelta. Una prima fase nel processo di introduzione della grammatica occidentale in Cina si colloca dalla metà del XIX secolo fino al 1898. In quel periodo apparvero numerosi manuali, molto semplici nel contenuto, che avevano a modello le grammatiche della lingua latina o quelle di tipo classico della lingua inglese. In quel periodo si verificò anche la negoziazione fra le nozioni linguistiche della tradizione autoctona precedente e quelle importate dall’Occidente. Lo scopo degli autori di questo periodo era solo didattico, cioè produrre delle semplici introduzioni alle lingue in oggetto. Lo spartiacque fra il primo periodo e il secondo periodo è costituito dal Mashi wentong di Ma Jianzhong, pubblicato fra il 1898 e il 1900. Si tratta di un testo complesso, in cui si riscontrano numerosi modelli e ispirazioni, tutti finalizzati a fornire la prima descrizione scientifica della grammatica del cinese. Il nuovo manuale della lingua cinese, oltre a essere pensato come valido aiuto agli studenti cinesi, è un contributo alla costruzione di una identità chiara e forte della cultura cinese, indispensabile in un periodo come quello degli ultimi vent’anni dell’Impero, durante i quali tutte le millenarie istituzioni cinesi crollarono. Il Mashi wentong rappresenta assieme il punto massimo sia della tradizionale linguistica cinese che della giovanissima ricerca grammaticale dei precedenti quarant’anni. Nonostante l’importanza come pioniere nello studio della grammatica cinese, il Mashi wentong sarebbe diventato, in linguistica, il simbolo di un passato da criticare ed eliminare per ripartire da una nuova forma di modernità. Il secondo periodo comprende il primo decennio del XX secolo: esso è segnato dall’ingresso e dalla diffusione della terminologia giapponese. La motivazione è principalmente di carattere politico: impiegare la terminologia di un Paese moderno e avanzato, come il Giappone, indicava la volontà di chiudere definitivamente con il passato e di aprirsi al futuro e allo sviluppo. Il terzo periodo di studio della grammatica si estende fra il 1920 e il 1924. In quegli anni non vennero più prodotti solo manuali comprensivi sulla grammatica ad uso degli studenti, ma trattazioni di livello superiore e di tenore teorico, dedicati agli studiosi della lingua. Il loro scopo accademico era associato generalmente ad una motivazione fortemente politica: gli autore erano esponenti del movimento di rinnovamento culturale e linguistico che fin dal 1915 e soprattutto dopo il Quattro Maggio era sorto in Cina e stava travolgendo la vecchia cultura e la vecchia lingua. L’ultima opera presa in esame è lo Xinzhu guoyu wenfa di Li Jinxi, del 1924. Come Ma Jianzhong per il suo periodo, anche Li Jinxi rappresenta il punto massimo della produzione di quel gruppo di intellettuali e di grammatici ed insieme il superamento delle attività di ricerca grammaticali precedenti. La sua importanza dal punto di vista terminologico è data dal fatto che, appena pubblicato, divenne il manuale di grammatica di riferimento del Paese, e ciò contribuì a stabilirne definitivamente la terminologia.
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