I Mechanica costituiscono la prima trattazione conservata di meccanica. Quest’opera ha avuto un’influenza notevole sulla formazione e sullo sviluppo del concetto di macchina, nell’antichità e in epoca moderna, e sullo sviluppo stesso della scienza antica e moderna. L’attenzione e l’interesse suscitati dal trattato sono particolarmente significativi nel momento in cui vengono poste le basi della scienza moderna della meccanica, e all’inizio di quella rivoluzione scientifica nella quale Galileo ebbe un ruolo di primo piano: Galileo studiò e commentò il testo dei Mechanica, che divenne anche tema delle sue lezioni nello studio di Padova. Il volume comprende introduzione, testo e traduzione a fronte, commento e apparati critici e bibliografici, figure. I numerosi problemi testuali sono affrontati nelle note di commento, valutando i dati della tradizione manoscritta e le scelte dei diversi editori, e proponendo, in alcuni casi, soluzioni o emendamenti. Nell’introduzione viene delineato il problema dell’attribuzione, da inquadrare necessariamente in quello più generale della vasta produzione aristotelica e della sua trasmissione. L’argomento che sembra più promettente è l’analisi del lessico, e in particolare della terminologia geometrica, anche se la limitata conoscenza delle fonti, prima di Euclide, non permette sicure conclusioni, neanche in questo caso. Temi, questioni, concetti, principi, immagini, rapporti con le opere sicuramente aristoteliche, confronti con nozioni e contenuti di altre opere di carattere filosofico e scientifico, o più propriamente letterario, sono analizzati seguendo questo schema: La Meccanica e il Corpus Aristotelicum. Il cerchio e le sue ‘meraviglie’: contenuti e principi della Meccanica (L’esordio, Esposizione del tema, La figura del cerchio, Lessico e stile, Physis e techne, Mechane). L’ultima sezione (Lettori e traduttori della Meccanica nel Rinascimento) documenta la diffusione e l’influenza della Meccanica nell’Antichità e nel Medioevo, e l’interesse per essa da parte dei cosiddetti ‘restauratori’ della matematica classica, nel Cinquecento: alcuni di essi affrontano direttamente lo studio della Meccanica aristotelica, altri vi si soffermano di scorcio, commentando autori antichi diversi, oppure all’interno delle loro opere. In genere emerge una relazione stretta fra chi studiò e commentò la Meccanica nel sedicesimo secolo, e chi contribuì alla nascita della meccanica moderna. La maggior parte dei commenti costituisce non solo un contributo alla comprensione di un testo molto difficile, ma permette anche di seguire l’evolversi di discussioni su alcuni temi esaminati partendo dal prologo della Meccanica (che li affronta brevemente, ma con sicura consapevolezza del loro valore epistemico), e dominanti anche nella cultura del tempo: rapporto tra arte e natura; il concetto di meraviglia (come stimolo alla conoscenza e alla comprensione: ciò costituisce già di per sé un superamento della nozione di mechane, come ‘inganno’) e di utilità collegato alla ‘macchina’; l’intervento e la volontà umana necessari a conseguire effetti vantaggiosi non altrimenti raggiungibili; impostazione dello studio e applicazione di un metodo matematico a un oggetto fisico; status della meccanica all’interno delle scienze. Il revival della Meccanica nel Rinascimento parte da Venezia, e si estende poi ad altri paesi europei; in Italia esso assume tuttavia proporzioni molto più ampie, integrandosi nel vivacissimo recupero della tradizione greca e latina: l’attualià di quest’opera resta salda, almeno fino all’imporsi della meccanica di Galileo.

[Aristotele] Meccanica. Introduzione, traduzione, note e apparati

FERRINI, Maria Fernanda
2010

Abstract

I Mechanica costituiscono la prima trattazione conservata di meccanica. Quest’opera ha avuto un’influenza notevole sulla formazione e sullo sviluppo del concetto di macchina, nell’antichità e in epoca moderna, e sullo sviluppo stesso della scienza antica e moderna. L’attenzione e l’interesse suscitati dal trattato sono particolarmente significativi nel momento in cui vengono poste le basi della scienza moderna della meccanica, e all’inizio di quella rivoluzione scientifica nella quale Galileo ebbe un ruolo di primo piano: Galileo studiò e commentò il testo dei Mechanica, che divenne anche tema delle sue lezioni nello studio di Padova. Il volume comprende introduzione, testo e traduzione a fronte, commento e apparati critici e bibliografici, figure. I numerosi problemi testuali sono affrontati nelle note di commento, valutando i dati della tradizione manoscritta e le scelte dei diversi editori, e proponendo, in alcuni casi, soluzioni o emendamenti. Nell’introduzione viene delineato il problema dell’attribuzione, da inquadrare necessariamente in quello più generale della vasta produzione aristotelica e della sua trasmissione. L’argomento che sembra più promettente è l’analisi del lessico, e in particolare della terminologia geometrica, anche se la limitata conoscenza delle fonti, prima di Euclide, non permette sicure conclusioni, neanche in questo caso. Temi, questioni, concetti, principi, immagini, rapporti con le opere sicuramente aristoteliche, confronti con nozioni e contenuti di altre opere di carattere filosofico e scientifico, o più propriamente letterario, sono analizzati seguendo questo schema: La Meccanica e il Corpus Aristotelicum. Il cerchio e le sue ‘meraviglie’: contenuti e principi della Meccanica (L’esordio, Esposizione del tema, La figura del cerchio, Lessico e stile, Physis e techne, Mechane). L’ultima sezione (Lettori e traduttori della Meccanica nel Rinascimento) documenta la diffusione e l’influenza della Meccanica nell’Antichità e nel Medioevo, e l’interesse per essa da parte dei cosiddetti ‘restauratori’ della matematica classica, nel Cinquecento: alcuni di essi affrontano direttamente lo studio della Meccanica aristotelica, altri vi si soffermano di scorcio, commentando autori antichi diversi, oppure all’interno delle loro opere. In genere emerge una relazione stretta fra chi studiò e commentò la Meccanica nel sedicesimo secolo, e chi contribuì alla nascita della meccanica moderna. La maggior parte dei commenti costituisce non solo un contributo alla comprensione di un testo molto difficile, ma permette anche di seguire l’evolversi di discussioni su alcuni temi esaminati partendo dal prologo della Meccanica (che li affronta brevemente, ma con sicura consapevolezza del loro valore epistemico), e dominanti anche nella cultura del tempo: rapporto tra arte e natura; il concetto di meraviglia (come stimolo alla conoscenza e alla comprensione: ciò costituisce già di per sé un superamento della nozione di mechane, come ‘inganno’) e di utilità collegato alla ‘macchina’; l’intervento e la volontà umana necessari a conseguire effetti vantaggiosi non altrimenti raggiungibili; impostazione dello studio e applicazione di un metodo matematico a un oggetto fisico; status della meccanica all’interno delle scienze. Il revival della Meccanica nel Rinascimento parte da Venezia, e si estende poi ad altri paesi europei; in Italia esso assume tuttavia proporzioni molto più ampie, integrandosi nel vivacissimo recupero della tradizione greca e latina: l’attualià di quest’opera resta salda, almeno fino all’imporsi della meccanica di Galileo.
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