L'articolo ripercorre le vicende della raffigurazione della città nell'età compresa tra la fine dell'evo antico e il XIV secolo, mettendo innanzitutto in evidenza come lo sviluppo tra il IV e il V secolo di un linguaggio formale sempre più schematico e simbolico porti al superamento delle formule descrittive antiche, a favore di schemi convenzionali e tipizzati, caratterizzati dal montaggio di poche e schematiche strutture architettoniche, portatrici di valenze allusive e simboliche. Fin dal V secolo alcune di queste strutture, come le mura, le porte e le chiese, assurgono addirittura al ruolo di metonimia dell'intero organismo urbano. Un contributo fondamentale alla definizione degli schemi di rappresentazione della città nell'alto medioevo è comunque fornito dalla descrizione della Gerusalemme Celeste presente nell'Apocalisse e dalle sue raffigurazioni, che fungono da archetipo e da modello di riferimento per la rappresentazione delle città reali: a questo tema è dedicata l'ultima parte del saggio, che ripercorre l'azione di tale archetipo dal V al XIV secolo.
Nel segno della Gerusalemme Celeste: convenzioni figurative e forme simboliche per la rappresentazione della città tra tardoantico e medioevo
VERGANI, Graziano Alfredo
2003-01-01
Abstract
L'articolo ripercorre le vicende della raffigurazione della città nell'età compresa tra la fine dell'evo antico e il XIV secolo, mettendo innanzitutto in evidenza come lo sviluppo tra il IV e il V secolo di un linguaggio formale sempre più schematico e simbolico porti al superamento delle formule descrittive antiche, a favore di schemi convenzionali e tipizzati, caratterizzati dal montaggio di poche e schematiche strutture architettoniche, portatrici di valenze allusive e simboliche. Fin dal V secolo alcune di queste strutture, come le mura, le porte e le chiese, assurgono addirittura al ruolo di metonimia dell'intero organismo urbano. Un contributo fondamentale alla definizione degli schemi di rappresentazione della città nell'alto medioevo è comunque fornito dalla descrizione della Gerusalemme Celeste presente nell'Apocalisse e dalle sue raffigurazioni, che fungono da archetipo e da modello di riferimento per la rappresentazione delle città reali: a questo tema è dedicata l'ultima parte del saggio, che ripercorre l'azione di tale archetipo dal V al XIV secolo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.