Fin dal mondo antica, la medicina si è caratterizzata nel promuovere un’attenzione particolare alla singolarità del caso clinico. Aristotele, in più passaggi della sua produzione, evidenzia come il logos medico si rivolga non alla cura della specie, ma alla cura del singolo malato, con implicazioni antropologiche e relazionali di tutto rilievo, da aver segnato profondamente alcuni principi dell’etica clinica contemporanei. Tuttavia, l’attuale tecnologia biomedica – sfruttando gli esiti della tecnoscienza, le grandi quantità di big data e le più sofisticate tecnologie di mappatura genomica – sembrano scompaginare questo approccio, con il rischio di considerare la persona malata non un caso particolare, bensì “un caso tra casi”, la cui condivisione pubblica dei dati ne va anche della salvaguardia di altre persone; ciò comporta ricadute sia rispetto alla prassi clinica sia rispetto alla considerazione della persona, “oggettivata” sotto forma di dati. Con questo lavoro ci si propone di prendere alcuni paradigmi che contraddistinguo l’etica medica a partire da Aristotele, mettendoli a confronto con le attuali pratiche della medicina tecnologica. Lo scopo è mostrare fino a che punto tali paradigmi possano ancora valere nella prassi contemporanea e in che modo viene a riconfigurarsi sia il logos medico, sia l’antropologia del malato. Infatti, si presenta il pericolo di allontanarsi dalla sollecitazione di Ricoeur di promuovere un necessario “giudizio prudenziale” nell’esercizio della clinica, rischiando di approcciare il malato secondo modi di considerazione non sempre eticamente accettabili. Il lavoro evidenzia le occasioni e i limiti della nuova ratio medico-clinica scaturita dall’attuale tecnologia biomedica, con una particolare attenzione ai risvolti antropologici ed etici che ricadono sulla persona malata.
Come (non) tradire Aristotele. Lógos e antropologia nella medicina tecnologica
Michele Cardinali
2026-01-01
Abstract
Fin dal mondo antica, la medicina si è caratterizzata nel promuovere un’attenzione particolare alla singolarità del caso clinico. Aristotele, in più passaggi della sua produzione, evidenzia come il logos medico si rivolga non alla cura della specie, ma alla cura del singolo malato, con implicazioni antropologiche e relazionali di tutto rilievo, da aver segnato profondamente alcuni principi dell’etica clinica contemporanei. Tuttavia, l’attuale tecnologia biomedica – sfruttando gli esiti della tecnoscienza, le grandi quantità di big data e le più sofisticate tecnologie di mappatura genomica – sembrano scompaginare questo approccio, con il rischio di considerare la persona malata non un caso particolare, bensì “un caso tra casi”, la cui condivisione pubblica dei dati ne va anche della salvaguardia di altre persone; ciò comporta ricadute sia rispetto alla prassi clinica sia rispetto alla considerazione della persona, “oggettivata” sotto forma di dati. Con questo lavoro ci si propone di prendere alcuni paradigmi che contraddistinguo l’etica medica a partire da Aristotele, mettendoli a confronto con le attuali pratiche della medicina tecnologica. Lo scopo è mostrare fino a che punto tali paradigmi possano ancora valere nella prassi contemporanea e in che modo viene a riconfigurarsi sia il logos medico, sia l’antropologia del malato. Infatti, si presenta il pericolo di allontanarsi dalla sollecitazione di Ricoeur di promuovere un necessario “giudizio prudenziale” nell’esercizio della clinica, rischiando di approcciare il malato secondo modi di considerazione non sempre eticamente accettabili. Il lavoro evidenzia le occasioni e i limiti della nuova ratio medico-clinica scaturita dall’attuale tecnologia biomedica, con una particolare attenzione ai risvolti antropologici ed etici che ricadono sulla persona malata.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Come non tradire Aristotele. Logos e antropologia nella medicina tecnologica - Michele Cardinali.pdf
solo utenti autorizzati
Tipologia:
Versione editoriale (versione pubblicata con il layout dell'editore)
Licenza:
Tutti i diritti riservati
Dimensione
81.42 kB
Formato
Adobe PDF
|
81.42 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


