This paper examines the phenomenon of the digital divide, which emerged in the 1990s, highlighting its evolution from a mere disparity in access to information technologies into a multidimensional issue involving skills, informed use, and social participation. Particular attention is devoted to grey digital inequality, which cannot be reduced to age alone, as it encompasses a range of factors including competencies, resources, motivations, and social context. The analysis further explores both the opportunities and the risks that digital technologies pose for older adults: while, on the one hand, they can promote inclusion, well-being, and access to essential services (such as healthcare, social relationships, and safety), on the other, they may give rise to new forms of exclusion, stress, or dependency. The paper also discusses age-related stereotypes and prejudices, as well as the role played by social and family networks in processes of digital learning. Finally, the study examines the relevant European and Italian regulatory framework, which seeks to foster accessibility and digital inclusion through policies aimed at digital literacy, facilitation, and inclusive service design. In conclusion, without overlooking the irreplaceable value of direct human relationships, it is emphasised that overcoming the grey digital divide requires integrated educational, social, and cultural interventions, recognising digital inclusion as a fundamental condition for the exercise of basic rights and for full participation in democratic life.

Il contributo analizza il fenomeno del digital divide, emerso negli anni Novanta, evidenziandone l’evoluzione da semplice disparità di accesso alle tecnologie informatiche a problema multidimensionale legato a competenze, uso consapevole e partecipazione sociale. Particolare attenzione è dedicata alla grey digital inequality, non riducibile al fattore anagrafico, poiché si declina nei diversi aspetti delle competenze, risorse, motivazioni e contesto sociale. L’analisi si estende alle potenzialità e ai rischi delle tecnologie per gli anziani: se da un lato, infatti, esse favoriscono inclusione, benessere e accesso ai servizi (sanità, relazioni sociali, sicurezza), dall’altro possono generare nuove forme di esclusione, stress o dipendenza. Vengono, inoltre, discussi stereotipi e pregiudizi legati all’età, nonché il ruolo svolto dalle reti sociali e familiari nei processi di apprendimento digitale. Il lavoro esamina, infine, il quadro normativo europeo e italiano di riferimento, che promuove l’accessibilità e l’inclusione digitale attraverso politiche di alfabetizzazione, facilitazione digitale e progettazione inclusiva dei servizi. In conclusione, senza trascurare il valore insostituibile delle relazioni umane dirette, si sottolinea come il superamento del grey digital divide richieda interventi integrati di natura educativa, sociale e culturale, riconoscendo l’inclusione digitale come condizione essenziale per l’esercizio dei diritti fondamentali e per una piena partecipazione alla vita democratica.

Connessi ma esclusi? La Grey Digital Inclusion: tra diritti, sfide e prospettive normative.

Arianna Maceratini
2026-01-01

Abstract

This paper examines the phenomenon of the digital divide, which emerged in the 1990s, highlighting its evolution from a mere disparity in access to information technologies into a multidimensional issue involving skills, informed use, and social participation. Particular attention is devoted to grey digital inequality, which cannot be reduced to age alone, as it encompasses a range of factors including competencies, resources, motivations, and social context. The analysis further explores both the opportunities and the risks that digital technologies pose for older adults: while, on the one hand, they can promote inclusion, well-being, and access to essential services (such as healthcare, social relationships, and safety), on the other, they may give rise to new forms of exclusion, stress, or dependency. The paper also discusses age-related stereotypes and prejudices, as well as the role played by social and family networks in processes of digital learning. Finally, the study examines the relevant European and Italian regulatory framework, which seeks to foster accessibility and digital inclusion through policies aimed at digital literacy, facilitation, and inclusive service design. In conclusion, without overlooking the irreplaceable value of direct human relationships, it is emphasised that overcoming the grey digital divide requires integrated educational, social, and cultural interventions, recognising digital inclusion as a fundamental condition for the exercise of basic rights and for full participation in democratic life.
2026
979-12-5771-003-3
Il contributo analizza il fenomeno del digital divide, emerso negli anni Novanta, evidenziandone l’evoluzione da semplice disparità di accesso alle tecnologie informatiche a problema multidimensionale legato a competenze, uso consapevole e partecipazione sociale. Particolare attenzione è dedicata alla grey digital inequality, non riducibile al fattore anagrafico, poiché si declina nei diversi aspetti delle competenze, risorse, motivazioni e contesto sociale. L’analisi si estende alle potenzialità e ai rischi delle tecnologie per gli anziani: se da un lato, infatti, esse favoriscono inclusione, benessere e accesso ai servizi (sanità, relazioni sociali, sicurezza), dall’altro possono generare nuove forme di esclusione, stress o dipendenza. Vengono, inoltre, discussi stereotipi e pregiudizi legati all’età, nonché il ruolo svolto dalle reti sociali e familiari nei processi di apprendimento digitale. Il lavoro esamina, infine, il quadro normativo europeo e italiano di riferimento, che promuove l’accessibilità e l’inclusione digitale attraverso politiche di alfabetizzazione, facilitazione digitale e progettazione inclusiva dei servizi. In conclusione, senza trascurare il valore insostituibile delle relazioni umane dirette, si sottolinea come il superamento del grey digital divide richieda interventi integrati di natura educativa, sociale e culturale, riconoscendo l’inclusione digitale come condizione essenziale per l’esercizio dei diritti fondamentali e per una piena partecipazione alla vita democratica.
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