La poesia di Melville ha da sempre posto problemi di stretto giudizio estetico e di più ampia collocazione canonica, richiamando e sollecitando riconsiderazioni non solo critiche ma anche storico-letterarie. Pur a fasi alterne e con valutazioni oscillanti, quest’attenzione è cresciuta a tal punto da fare ipotizzare in questi primi due decenni del Duemila – quasi a degna conclusione del secolo intercorso dalla sua riscoperta negli anni Venti del Novecento – un secondo e nuovo revival melvilliano, incentrato solo ed esclusivamente proprio sulla produzione in versi. Se di promuovere un nuovo revival si tratta, e se questo, a ragione, deve essere un revival poetico, il presente contributo sostiene che il raccolto più suggestivo di Melville poeta va cercato nei tre volumi dei suoi ultimi anni (1888-1891) e in particolare proprio nell’ultima raccolta, lasciata in manoscritto, e destinata a venire alla luce solo grazie al primo revival nel 1924: i canti d’autunno che segnano e contraddistinguono, tra le altre opere incomplete, l’ultima stagione della sua sfortunata carriera e della sua maturità letteraria.
Verso un nuovo revival melvilliano: i canti d’autunno e i fiori del poeta
Nori, G.
2025-01-01
Abstract
La poesia di Melville ha da sempre posto problemi di stretto giudizio estetico e di più ampia collocazione canonica, richiamando e sollecitando riconsiderazioni non solo critiche ma anche storico-letterarie. Pur a fasi alterne e con valutazioni oscillanti, quest’attenzione è cresciuta a tal punto da fare ipotizzare in questi primi due decenni del Duemila – quasi a degna conclusione del secolo intercorso dalla sua riscoperta negli anni Venti del Novecento – un secondo e nuovo revival melvilliano, incentrato solo ed esclusivamente proprio sulla produzione in versi. Se di promuovere un nuovo revival si tratta, e se questo, a ragione, deve essere un revival poetico, il presente contributo sostiene che il raccolto più suggestivo di Melville poeta va cercato nei tre volumi dei suoi ultimi anni (1888-1891) e in particolare proprio nell’ultima raccolta, lasciata in manoscritto, e destinata a venire alla luce solo grazie al primo revival nel 1924: i canti d’autunno che segnano e contraddistinguono, tra le altre opere incomplete, l’ultima stagione della sua sfortunata carriera e della sua maturità letteraria.| File | Dimensione | Formato | |
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