Tra la primavera e l’estate del 1906 dieci anonime maestre conseguirono una certa notorietà: una sentenza della Corte di appello di Ancona, emanata il 25 luglio di quell’anno, assegnò loro il diritto di voto politico in un’Italia in cui gli elettori erano appena l’8% della popolazione (tutti maschi). Privo di precedenti, tale riconoscimento agitò il mondo politico e giuridico che si mobilitò attivamente per evitare che le donne acquisissero la facoltà elettorale. Questo diritto spettava alle italiane in quanto cittadine secondo il presidente di quella Corte, il giudice Ludovico Mortara, che aveva finemente interpretato lo Statuto albertino. Se in questo frangente il governo fosse per qualche motivo caduto, ipotesi tutt’altro che peregrina dato che guardando al decennio precedente un ministero restava mediamente in carica dieci mesi, il capo dello Stato avrebbe convocato nuove elezioni, chiamando a votare il suddetto 8% di uomini e dieci maestre della provincia di Ancona – tutte precarie, di modesta estrazione sociale e dall’età media di 28 anni –, con conseguenze dirompenti per un Paese governato dai liberal-moderati. Questo libro ricostruisce una vicenda cruciale nel lungo processo di emancipazione femminile, rimasta sepolta nell’oblio per quasi un secolo.

Dieci donne Storia delle prime elettrici italiane ed europee

M. Severini
2026-01-01

Abstract

Tra la primavera e l’estate del 1906 dieci anonime maestre conseguirono una certa notorietà: una sentenza della Corte di appello di Ancona, emanata il 25 luglio di quell’anno, assegnò loro il diritto di voto politico in un’Italia in cui gli elettori erano appena l’8% della popolazione (tutti maschi). Privo di precedenti, tale riconoscimento agitò il mondo politico e giuridico che si mobilitò attivamente per evitare che le donne acquisissero la facoltà elettorale. Questo diritto spettava alle italiane in quanto cittadine secondo il presidente di quella Corte, il giudice Ludovico Mortara, che aveva finemente interpretato lo Statuto albertino. Se in questo frangente il governo fosse per qualche motivo caduto, ipotesi tutt’altro che peregrina dato che guardando al decennio precedente un ministero restava mediamente in carica dieci mesi, il capo dello Stato avrebbe convocato nuove elezioni, chiamando a votare il suddetto 8% di uomini e dieci maestre della provincia di Ancona – tutte precarie, di modesta estrazione sociale e dall’età media di 28 anni –, con conseguenze dirompenti per un Paese governato dai liberal-moderati. Questo libro ricostruisce una vicenda cruciale nel lungo processo di emancipazione femminile, rimasta sepolta nell’oblio per quasi un secolo.
2026
979-12-82396-06-6
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Dieci donne-interno.pdf

solo utenti autorizzati

Descrizione: Tra la primavera e l’estate del 1906 dieci anonime maestre conseguirono una certa notorietà: una sentenza della Corte di appello di Ancona, emanata il 25 luglio di quell’anno, assegnò loro il diritto di voto politico in un’Italia in cui gli elettori erano appena l’8% della popolazione (tutti maschi). Privo di precedenti, tale riconoscimento agitò il mondo politico e giuridico che si mobilitò attivamente per evitare che le donne acquisissero la facoltà elettorale. Questo diritto spettava alle italiane in quanto cittadine secondo il presidente di quella Corte, il giudice Ludovico Mortara, che aveva finemente interpretato lo Statuto albertino. Se in questo frangente il governo fosse per qualche motivo caduto, ipotesi tutt’altro che peregrina dato che guardando al decennio precedente un ministero restava mediamente in carica dieci mesi, il capo dello Stato avrebbe convocato nuove elezioni, chiamando a votare il suddetto 8% di uomini e dieci maestre della provincia di Ancona – tutte precarie, di modesta estrazione sociale e dall’età media di 28 anni –, con conseguenze dirompenti per un Paese governato dai liberal-moderati. Questo libro ricostruisce una vicenda cruciale nel lungo processo di emancipazione femminile, rimasta sepolta nell’oblio per quasi un secolo.
Tipologia: Documento in post-print (versione successiva alla peer review e accettata per la pubblicazione)
Licenza: Tutti i diritti riservati
Dimensione 353.69 kB
Formato Adobe PDF
353.69 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11393/372890
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact