Il tema dell'obbligo di verità e completezza delle parti nel processo civile affatica da molto tempo la nostra Dottrina. Controversi ne sono il fondamento giuridico, il contenuto, i limiti e le eventuali sanzioni. La recente introduzione dell'art. 473-bis.18 c.p.c. («Dovere di leale collaborazione») riaccende l'interesse scientifico rispetto alla questione, offrendo l'occasione di verificare se, quantomeno nel processo familiare e minorile, tali obblighi possano dirsi esistenti - e in quale misura - in capo alle parti e ai loro difensori.
Note in tema di obbligo di verità e completezza (e ruolo dell'avvocato) nel processo familiare e minorile
R. Coletta
2025-01-01
Abstract
Il tema dell'obbligo di verità e completezza delle parti nel processo civile affatica da molto tempo la nostra Dottrina. Controversi ne sono il fondamento giuridico, il contenuto, i limiti e le eventuali sanzioni. La recente introduzione dell'art. 473-bis.18 c.p.c. («Dovere di leale collaborazione») riaccende l'interesse scientifico rispetto alla questione, offrendo l'occasione di verificare se, quantomeno nel processo familiare e minorile, tali obblighi possano dirsi esistenti - e in quale misura - in capo alle parti e ai loro difensori.File in questo prodotto:
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