This essay is devoted to an examination of the rules of conflict of laws concerning the name of a person, as part of his or her personality rights, with particolar regard, on the one side, to the rules contained in the Italian Statute No. 218 of 31 May 1995, providing for the reform of the Italian system of private international law, and, on the other side, to the Munich Convention of 1980 on the law applicable to names and surnames, whose rules prevail, in the contracting parties to the convention, on national rules of private international law. Those rules are viewed from the perspective of the case law developed by the Court of Justice of the European Union, which tends to view in the diversity of the rules governing the formulation of names and surnames an obstacle to the full enjoyment of the right of freedom of movement of persons within the EU. The essay also considers the exceptions which the Court of Justice has identifed to the principle of transnational continuity of a person's name, in those cases where reasons of general interest justify a departure from the said principle.
Il contributo è dedicato all'incidenza delle regole di diritto internazionale privato, che individuano la legge regolatrice del nome delle persone, sulla libertà di circolazione all'interno dell'Unione europea. L'indagine prende in considerazione le regole di diritto internazionale privato contenute nella legge 31 maggio 1995, n. 218, di riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato concernenti la legge applicabile ai diritti della personalità, tra i quali rientra il diritto al nome, sulle quali prevale la disciplina contenuta nella Convenzione di Monaco del 1980 sulla legge applicabile ai nomi e cognomi. Queste regole vengono poste in relazione alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, la quale ha ritenuto che, benché il diritto dell'Unione europea non detti espressamente delle regole in materia, nondimeno dall'applicazione delle regole sulla legge applicabile al nome e al cognome di una persona non possano derivare conseguenze pregiudizievoli per il godimento del diritto dei cittadini dell'Unione a circolare liberamente tra gli Stati membri, quali potrebbero consistere nel trovarsi a dover utilizzare formulazioni diverse del proprio cognome nei paesi membri coi quali presentino dei collegamenti rilevanti. L'indagine si sofferma infine sulle eccezioni che la giurisprudenza della Corte di giustizia ha ritenuto giustificate rispetto alla regola generale della continuità del nome di una persona all'interno dell'Unione.
Il diritto al nome tra diritto internazionale privato e libertà di circolazione delle persone nell’Unione europea
Marongiu Buonaiuti, Fabrizio
2025-01-01
Abstract
This essay is devoted to an examination of the rules of conflict of laws concerning the name of a person, as part of his or her personality rights, with particolar regard, on the one side, to the rules contained in the Italian Statute No. 218 of 31 May 1995, providing for the reform of the Italian system of private international law, and, on the other side, to the Munich Convention of 1980 on the law applicable to names and surnames, whose rules prevail, in the contracting parties to the convention, on national rules of private international law. Those rules are viewed from the perspective of the case law developed by the Court of Justice of the European Union, which tends to view in the diversity of the rules governing the formulation of names and surnames an obstacle to the full enjoyment of the right of freedom of movement of persons within the EU. The essay also considers the exceptions which the Court of Justice has identifed to the principle of transnational continuity of a person's name, in those cases where reasons of general interest justify a departure from the said principle.| File | Dimensione | Formato | |
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