Al di là dell’attenzione mediatica quasi esclusiva alla questione degli sbarchi cosiddetti irregolari, in Italia l’immigrazione ha ragione statistica di essere considerata un fenomeno strutturale, dove gli oltre 5 milioni di stranieri residenti regolari provengono perlopiù da Paesi europei classificati non poveri dagli indici di sviluppo dell’ONU. Pertanto, è necessario che all’approccio emergenziale del sistema di prima accoglienza, si preveda un sistema permanente di facilitazione all’integrazione linguistica e socio-professionale. La padronanza della lingua del Paese ospitante gioca un ruolo fondamentale per l’ingresso del migrante nel mondo del lavoro. Inoltre, questo può incontrare difficoltà in altre fasi della vita lavorativa: nella conservazione dell’impiego; nella preservazione della sicurezza propria e dei colleghi e nella progressione di carriera. Per i lavoratori stranieri persiste uno svantaggio nel tasso di occupazione e questi continuano a rimanere “prigionieri” in ruoli di bassa qualifica; ciononostante, l’età media degli stranieri in Italia è di 35,7 anni, in piena età lavorativa. In questo quadro, l’adulto migrante vulnerabile non ancora linguisticamente autonomo non può concedersi di controllare la lingua prima di provvedere al proprio sostentamento. L’assenza di un impiego può causare forti ripercussioni sia sul suo status socio-economico, sia sulla qualità del tessuto dell’intera comunità ospitante. Dunque, l’integrazione professionale spesso dovrebbe risultare prioritaria rispetto ad una di stampo più genericamente sociale. A questo fine, l’ECML (European Centre for Modern Languages) del Consiglio d’Europa promuove l’approccio del Language for Work, che mira a favorire l’acquisizione della L2 in contesto lavorativo: una tendenza educativa già avvalorata in molte parti d’Europa che, tuttavia, non trova riscontro adeguato nel nostro territorio, che continua a sperimentare iniziative formative isolate e temporanee. In Italia, i corsi pubblici di L2 erogati dai CPIA (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti) trattano perlopiù la lingua generale; i corsi professionalizzanti disponibili spesso richiedono un livello di autonomia linguistica almeno di livello B1 che di solito è fuori dalla portata del migrante. Dalla ricerca condotta emerge inoltre come manchi una varietà di sussidi formativi incentrati sulla lingua per il lavoro orientati a migranti e che non presuppongano conoscenze linguistico-professionali di base. Per superare questi ostacoli, si è optato per impostare un ambiente informatico integrato in grado di permettere ai docenti di L2 di progettare in modo indipendente i percorsi formativi specialistici necessari a rispondere alla mancanza strutturale di tali corsi. Il progetto di ricerca nasce dal FAMI-2514-La lingua italiana per l’integrazione e per il lavoro. Percorsi linguistici di apprendimento dell’italiano L2 nella Regione Marche, di cui l’Università di Macerata è stata partner, identificando il settore della ristorazione per una formazione professionale strategica sul territorio. Si presenta un metodo di creazione di conoscenza specialistica condivisa che, avvalendosi di alcuni ambienti informatici messi in sinergia secondo i principi del quadro NGDLE (Next Generation Distributed Learning Ecosystem), ha permesso a due campioni di docenti di L2 di generare contenuti didattici multimediali utili all’insegnamento dell’italiano per la ristorazione per apprendenti di livello A2: un profilo linguisticamente svantaggiato, ma molto vasto, per il quale si riscontra un numero limitato di proposte formative incentrate sul lavoro. La sede di applicazione del progetto è individuata nei CPIA: l’unico ente formativo pubblico capillarizzato in tutto il territorio e ad accesso gratuito per i migranti. Il sistema integrato si compone di tre strumenti pensati in chiave connettivista: il Moodle ITAL2RISTO: che supporta lo sviluppo collaborativo di contenuti didattici al suo interno. È l’obiettivo di sviluppo del metodo di creazione, poiché utile alla formazione futura. L’interfaccia è costituita da una selezione degli obiettivi glottodidattici del sillabo Italavoro di livello A2, ottenuta grazie ad alcune interviste svolte nel mondo della ristorazione; il corpus specialistico RISTO: creato per lo scopo secondo criteri specifici. Consente di osservare le produzioni linguistiche in contesto specialistico, sopperendo alla naturale mancanza di conoscenza tecnica del docente di L2 sul settore; dunque, permette la creazione di materiali corpus-informed, ad alta intensità di dati; la Raccolta di materiale: una banca dati sul dominio che funge da deposito organizzato di materiale multimediale. Un sistema di nomenclatura ricorrente nel Moodle, nella Raccolta e nei sotto-corpora di RISTO favorisce lo sviluppo mirato delle risorse e la crescita degli ambienti del sistema in modo quasi spontaneo. Al termine della creazione, il docente adatta le informazioni linguistiche delle risorse al livello A2 prefissato. I contenuti didattici vengono creati in corrispondenza degli obiettivi glottodidattici di tale sillabo virtuale, risultando predisposti per una formazione a partire dalla stessa piattaforma che, nel suo sviluppo massimo, può configurarsi come un libro di testo digitale autonomo. La tecnologia sostiene i processi e, in linea con le indicazioni del DigCompEdu, amplifica i risultati del lavoro del docente; questa favorisce la formazione futura grazie ai numerosi vantaggi per l’apprendimento derivanti dall’uso delle tecnologie educative, fornendo inoltre un contesto di simulazione più vicino alla realtà lavorativa, utile alla formazione professionale. L’approccio collaborativo sostiene la rete di competenze diversificate su cui poggia la progettazione, ponendosi a favore della qualità del prodotto e dei tempi di sviluppo. Anche la selezione delle fonti è posta alla base del processo creativo, per apporre un filtro che separi l’ecosistema di progettazione creato dal disordine informativo del web, a favore della sua affidabilità. Nelle sperimentazioni condotte si ripercorrono con i docenti le varie fasi della creazione per generare alcune risorse didattiche multimediali specializzate. I dati raccolti vengono analizzati con un metodo misto di tipo “convergente”, dove i dati quantitativi e qualitativi vengono analizzati separatamente e i risultati, in seguito, combinati per rispondere alle ipotesi di ricerca. Questi conducono a risultati rilevanti per un futuro inserimento di corsi sulla lingua per il lavoro nei CPIA in modo strutturale, anche tramite la piattaforma proposta, che appare poter essere introdotta in modo flessibile all’interno dell’assetto organizzativo preesistente dell’ente. Quanto alla necessaria formazione docente in merito, i docenti sono propensi a riapplicare il metodo di creazione sperimentato e risultano in grado di espandere le proprie funzioni e competenze per accogliere metodi di progettazione per loro inconsueti. Questi appaiono in grado di costruire i contenuti specialistici necessari attraverso l’uso dei corpora, che inserirebbero nella propria pratica professionale, anche grazie ad una formazione mirata. Il metodo di creazione, il Moodle ITAL2RISTO, il corpus RISTO e la Raccolta di materiale, validati attraverso diverse sperimentazioni, possono auspicare a trovare una forma più stabile nell’immediato futuro, anche come formazione dedicata, da svolgersi presso gli enti formativi. L’ecosistema di progettazione ideato appare replicabile per altri domini lavorativi, aprendo sensibilmente i confini del progetto dato. Oltre ai migranti in condizione di vulnerabilità, altri utenti potrebbero beneficiare della piattaforma proposta che, insieme al metodo di creazione ad essa dedicato, ha la vocazione di costituirsi come una risposta strutturale e permanente nel sistema di facilitazione all’integrazione degli adulti migranti, così da avvicinarci a compiere un auspicato nesso “lingua-cultura-economia-società”.

Beyond the almost exclusive media attention given to so-called irregular landings, immigration in Italy is statistically a structural phenomenon, where the more than 5 million legally resident foreigners mostly come from European countries that are not classified as poor according to UN development indices. The emergency approach of the first reception system must therefore be complemented by a permanent system to facilitate linguistic and socio-professional integration. Mastery of the language of the host country plays a key role in a migrant's entry into the world of work. They may also encounter difficulties at other stages of their working lives: in keeping their jobs, in maintaining their own and their colleagues' security, and in progressing in their careers. Foreign workers continue to be disadvantaged in terms of the employment rate and remain "trapped" in low-skilled jobs, despite the fact that the average age of foreigners in Italy is 35.7 years of full working age. In this context, the vulnerable and not yet linguistically autonomous adult migrants cannot afford to control the language before supporting their basic needs. The lack of employment can have serious repercussions both on his socio-economic status and on the quality of the fabric of the entire host community. Therefore, vocational integration should often take priority over more general social integration. For this purpose, the ECML (European Centre for Modern Languages) of the Council of Europe promotes the Language for Work approach, which aims to promote the acquisition of L2 in a professional context: an educational trend already validated in many parts of Europe, but not sufficiently reflected in our territory, which continues to experiment with isolated and temporary training initiatives. In Italy, the public L2 courses offered by the CPIAs (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti) tend to focus on general language; the vocational courses available often require a level of linguistic autonomy of at least B1, which is usually beyond the reach of migrants. The research also shows that there is a lack of a variety of training tools focusing on language for work, which are targeted at migrants and do not require basic linguistic-professional knowledge. To overcome these barriers, we decided to create a fully integrated IT environment to enable L2 teachers to independently design the professional development courses they need to respond to the structural shortage. The research project stems from FAMI-2514 – La lingua italiana per l’integrazione e per il lavoro. Percorsi linguistici di apprendimento dell’italiano L2 nella Regione Marche1, in which the University of Macerata was a partner, identifying the catering sector for strategic vocational training in the area. A method for the creation of shared professional knowledge is presented which, using a series of synergised computer environments in accordance with the principles of the NGDLE (Next Generation Distributed Learning Ecosystem) framework, has enabled two samples of L2 teachers to generate multimedia didactic content useful for teaching Italian for catering at A2 level: a linguistically disadvantaged but very broad profile for which there is a limited number of vocational training proposals. The place of implementation of the project is identified in the CPIAs: the only public training institution that is spread over the whole territory and that is free of charge for the migrants. The integrated system consists of three tools designed in a connectivist way: the ITAL2RISTO Moodle: which supports the collaborative development of learning content within this framework. It is the development objective of the creation method, as it is useful for future training. The interface consists of a selection of the glottodidactic objectives of the Italavoro syllabus at A2 level, obtained from interviews conducted in the catering world; the specialised RISTO corpus: created for this purpose according to specific criteria. It makes it possible to observe linguistic productions in a specialised context, compensating for the L2 teacher's natural lack of technical knowledge in the field, thus allowing the creation of corpus-based, data-intensive materials; the Material Collection: a database of the domain that serves as an organised repository of multimedia materials. A system of recurring nomenclature in the Moodle, the Collection and the sub-corpora of RISTO encourages the targeted development of resources and the growth of the system's environments in an almost spontaneous way. At the end of the creation process, the teacher adapts the linguistic information of the resources to the predetermined A2 level. The teaching content is created in accordance with the glottodidactic objectives of this virtual syllabus and is prepared for training by the platform itself, which in its maximum development can take the form of a self-contained digital textbook. The technology supports the processes and, in line with the DigCompEdu guidelines, enhances the results of the teacher's work; it promotes future training through the numerous learning benefits of using educational technology, while at the same time providing a simulation context closer to working reality, useful for professional training. The collaborative approach supports the network of diverse skills on which the design is based, thus favouring product quality and development time. The selection of sources is also placed at the basis of the creative process, in order to place a filter that separates the design ecosystem created by the information overload of the Internet, in favour of its reliability. In the conducted trials, the various stages of creation of the method are traced with teachers to create some specialised multimedia teaching resources. The data collected is analysed using a mixed 'convergent' method, analysing quantitative and qualitative data separately and combining results to answer research hypotheses. The results of the study are presented in the form of a set of findings, which have implications for the future inclusion of language for work courses in CPIA, also through the proposed platform, which appears to be flexible enough to be implemented within the existing organisational structure of the institution. Regarding the necessary teacher training in this respect, teachers are inclined to re-implement the proven design method and seem able to extend their functions and skills to generally unusual design methods. They appear capable of constructing the necessary specialised content through the use of corpora, which they would incorporate into their professional practice, also through targeted training. The creation method, the ITAL2RISTO Moodle, the RISTO corpus and material Collection, validated through various experiments, can hope to find a more stable form in the near future, also as specific training carried out in educational institutions. The developed design ecosystem seems to be replicable for other employment domains, thus significantly opening up the boundaries of the given project. In addition to migrants in a vulnerable situation, other users could benefit from the proposed platform, which, together with the creation method dedicated to it, has the vocation of constituting itself as a structural and permanent response in the system of facilitating the integration of adult migrants. This will bring us closer to achieving a desired 'language-culture-economy-social' nexus.

LA FORMAZIONE DOCENTE DI ITALIANO L2 IN CONTESTO MIGRATORIO: UN SISTEMA INTEGRATO PER LO SVILUPPO DI MATERIALE DIDATTICO CORPUS-INFORMED SULLA LINGUA PER IL LAVORO / Michelini, E.. - ELETTRONICO. - (2024).

LA FORMAZIONE DOCENTE DI ITALIANO L2 IN CONTESTO MIGRATORIO: UN SISTEMA INTEGRATO PER LO SVILUPPO DI MATERIALE DIDATTICO CORPUS-INFORMED SULLA LINGUA PER IL LAVORO

E. MICHELINI
2024-01-01

Abstract

Beyond the almost exclusive media attention given to so-called irregular landings, immigration in Italy is statistically a structural phenomenon, where the more than 5 million legally resident foreigners mostly come from European countries that are not classified as poor according to UN development indices. The emergency approach of the first reception system must therefore be complemented by a permanent system to facilitate linguistic and socio-professional integration. Mastery of the language of the host country plays a key role in a migrant's entry into the world of work. They may also encounter difficulties at other stages of their working lives: in keeping their jobs, in maintaining their own and their colleagues' security, and in progressing in their careers. Foreign workers continue to be disadvantaged in terms of the employment rate and remain "trapped" in low-skilled jobs, despite the fact that the average age of foreigners in Italy is 35.7 years of full working age. In this context, the vulnerable and not yet linguistically autonomous adult migrants cannot afford to control the language before supporting their basic needs. The lack of employment can have serious repercussions both on his socio-economic status and on the quality of the fabric of the entire host community. Therefore, vocational integration should often take priority over more general social integration. For this purpose, the ECML (European Centre for Modern Languages) of the Council of Europe promotes the Language for Work approach, which aims to promote the acquisition of L2 in a professional context: an educational trend already validated in many parts of Europe, but not sufficiently reflected in our territory, which continues to experiment with isolated and temporary training initiatives. In Italy, the public L2 courses offered by the CPIAs (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti) tend to focus on general language; the vocational courses available often require a level of linguistic autonomy of at least B1, which is usually beyond the reach of migrants. The research also shows that there is a lack of a variety of training tools focusing on language for work, which are targeted at migrants and do not require basic linguistic-professional knowledge. To overcome these barriers, we decided to create a fully integrated IT environment to enable L2 teachers to independently design the professional development courses they need to respond to the structural shortage. The research project stems from FAMI-2514 – La lingua italiana per l’integrazione e per il lavoro. Percorsi linguistici di apprendimento dell’italiano L2 nella Regione Marche1, in which the University of Macerata was a partner, identifying the catering sector for strategic vocational training in the area. A method for the creation of shared professional knowledge is presented which, using a series of synergised computer environments in accordance with the principles of the NGDLE (Next Generation Distributed Learning Ecosystem) framework, has enabled two samples of L2 teachers to generate multimedia didactic content useful for teaching Italian for catering at A2 level: a linguistically disadvantaged but very broad profile for which there is a limited number of vocational training proposals. The place of implementation of the project is identified in the CPIAs: the only public training institution that is spread over the whole territory and that is free of charge for the migrants. The integrated system consists of three tools designed in a connectivist way: the ITAL2RISTO Moodle: which supports the collaborative development of learning content within this framework. It is the development objective of the creation method, as it is useful for future training. The interface consists of a selection of the glottodidactic objectives of the Italavoro syllabus at A2 level, obtained from interviews conducted in the catering world; the specialised RISTO corpus: created for this purpose according to specific criteria. It makes it possible to observe linguistic productions in a specialised context, compensating for the L2 teacher's natural lack of technical knowledge in the field, thus allowing the creation of corpus-based, data-intensive materials; the Material Collection: a database of the domain that serves as an organised repository of multimedia materials. A system of recurring nomenclature in the Moodle, the Collection and the sub-corpora of RISTO encourages the targeted development of resources and the growth of the system's environments in an almost spontaneous way. At the end of the creation process, the teacher adapts the linguistic information of the resources to the predetermined A2 level. The teaching content is created in accordance with the glottodidactic objectives of this virtual syllabus and is prepared for training by the platform itself, which in its maximum development can take the form of a self-contained digital textbook. The technology supports the processes and, in line with the DigCompEdu guidelines, enhances the results of the teacher's work; it promotes future training through the numerous learning benefits of using educational technology, while at the same time providing a simulation context closer to working reality, useful for professional training. The collaborative approach supports the network of diverse skills on which the design is based, thus favouring product quality and development time. The selection of sources is also placed at the basis of the creative process, in order to place a filter that separates the design ecosystem created by the information overload of the Internet, in favour of its reliability. In the conducted trials, the various stages of creation of the method are traced with teachers to create some specialised multimedia teaching resources. The data collected is analysed using a mixed 'convergent' method, analysing quantitative and qualitative data separately and combining results to answer research hypotheses. The results of the study are presented in the form of a set of findings, which have implications for the future inclusion of language for work courses in CPIA, also through the proposed platform, which appears to be flexible enough to be implemented within the existing organisational structure of the institution. Regarding the necessary teacher training in this respect, teachers are inclined to re-implement the proven design method and seem able to extend their functions and skills to generally unusual design methods. They appear capable of constructing the necessary specialised content through the use of corpora, which they would incorporate into their professional practice, also through targeted training. The creation method, the ITAL2RISTO Moodle, the RISTO corpus and material Collection, validated through various experiments, can hope to find a more stable form in the near future, also as specific training carried out in educational institutions. The developed design ecosystem seems to be replicable for other employment domains, thus significantly opening up the boundaries of the given project. In addition to migrants in a vulnerable situation, other users could benefit from the proposed platform, which, together with the creation method dedicated to it, has the vocation of constituting itself as a structural and permanent response in the system of facilitating the integration of adult migrants. This will bring us closer to achieving a desired 'language-culture-economy-social' nexus.
2024
36
Al di là dell’attenzione mediatica quasi esclusiva alla questione degli sbarchi cosiddetti irregolari, in Italia l’immigrazione ha ragione statistica di essere considerata un fenomeno strutturale, dove gli oltre 5 milioni di stranieri residenti regolari provengono perlopiù da Paesi europei classificati non poveri dagli indici di sviluppo dell’ONU. Pertanto, è necessario che all’approccio emergenziale del sistema di prima accoglienza, si preveda un sistema permanente di facilitazione all’integrazione linguistica e socio-professionale. La padronanza della lingua del Paese ospitante gioca un ruolo fondamentale per l’ingresso del migrante nel mondo del lavoro. Inoltre, questo può incontrare difficoltà in altre fasi della vita lavorativa: nella conservazione dell’impiego; nella preservazione della sicurezza propria e dei colleghi e nella progressione di carriera. Per i lavoratori stranieri persiste uno svantaggio nel tasso di occupazione e questi continuano a rimanere “prigionieri” in ruoli di bassa qualifica; ciononostante, l’età media degli stranieri in Italia è di 35,7 anni, in piena età lavorativa. In questo quadro, l’adulto migrante vulnerabile non ancora linguisticamente autonomo non può concedersi di controllare la lingua prima di provvedere al proprio sostentamento. L’assenza di un impiego può causare forti ripercussioni sia sul suo status socio-economico, sia sulla qualità del tessuto dell’intera comunità ospitante. Dunque, l’integrazione professionale spesso dovrebbe risultare prioritaria rispetto ad una di stampo più genericamente sociale. A questo fine, l’ECML (European Centre for Modern Languages) del Consiglio d’Europa promuove l’approccio del Language for Work, che mira a favorire l’acquisizione della L2 in contesto lavorativo: una tendenza educativa già avvalorata in molte parti d’Europa che, tuttavia, non trova riscontro adeguato nel nostro territorio, che continua a sperimentare iniziative formative isolate e temporanee. In Italia, i corsi pubblici di L2 erogati dai CPIA (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti) trattano perlopiù la lingua generale; i corsi professionalizzanti disponibili spesso richiedono un livello di autonomia linguistica almeno di livello B1 che di solito è fuori dalla portata del migrante. Dalla ricerca condotta emerge inoltre come manchi una varietà di sussidi formativi incentrati sulla lingua per il lavoro orientati a migranti e che non presuppongano conoscenze linguistico-professionali di base. Per superare questi ostacoli, si è optato per impostare un ambiente informatico integrato in grado di permettere ai docenti di L2 di progettare in modo indipendente i percorsi formativi specialistici necessari a rispondere alla mancanza strutturale di tali corsi. Il progetto di ricerca nasce dal FAMI-2514-La lingua italiana per l’integrazione e per il lavoro. Percorsi linguistici di apprendimento dell’italiano L2 nella Regione Marche, di cui l’Università di Macerata è stata partner, identificando il settore della ristorazione per una formazione professionale strategica sul territorio. Si presenta un metodo di creazione di conoscenza specialistica condivisa che, avvalendosi di alcuni ambienti informatici messi in sinergia secondo i principi del quadro NGDLE (Next Generation Distributed Learning Ecosystem), ha permesso a due campioni di docenti di L2 di generare contenuti didattici multimediali utili all’insegnamento dell’italiano per la ristorazione per apprendenti di livello A2: un profilo linguisticamente svantaggiato, ma molto vasto, per il quale si riscontra un numero limitato di proposte formative incentrate sul lavoro. La sede di applicazione del progetto è individuata nei CPIA: l’unico ente formativo pubblico capillarizzato in tutto il territorio e ad accesso gratuito per i migranti. Il sistema integrato si compone di tre strumenti pensati in chiave connettivista: il Moodle ITAL2RISTO: che supporta lo sviluppo collaborativo di contenuti didattici al suo interno. È l’obiettivo di sviluppo del metodo di creazione, poiché utile alla formazione futura. L’interfaccia è costituita da una selezione degli obiettivi glottodidattici del sillabo Italavoro di livello A2, ottenuta grazie ad alcune interviste svolte nel mondo della ristorazione; il corpus specialistico RISTO: creato per lo scopo secondo criteri specifici. Consente di osservare le produzioni linguistiche in contesto specialistico, sopperendo alla naturale mancanza di conoscenza tecnica del docente di L2 sul settore; dunque, permette la creazione di materiali corpus-informed, ad alta intensità di dati; la Raccolta di materiale: una banca dati sul dominio che funge da deposito organizzato di materiale multimediale. Un sistema di nomenclatura ricorrente nel Moodle, nella Raccolta e nei sotto-corpora di RISTO favorisce lo sviluppo mirato delle risorse e la crescita degli ambienti del sistema in modo quasi spontaneo. Al termine della creazione, il docente adatta le informazioni linguistiche delle risorse al livello A2 prefissato. I contenuti didattici vengono creati in corrispondenza degli obiettivi glottodidattici di tale sillabo virtuale, risultando predisposti per una formazione a partire dalla stessa piattaforma che, nel suo sviluppo massimo, può configurarsi come un libro di testo digitale autonomo. La tecnologia sostiene i processi e, in linea con le indicazioni del DigCompEdu, amplifica i risultati del lavoro del docente; questa favorisce la formazione futura grazie ai numerosi vantaggi per l’apprendimento derivanti dall’uso delle tecnologie educative, fornendo inoltre un contesto di simulazione più vicino alla realtà lavorativa, utile alla formazione professionale. L’approccio collaborativo sostiene la rete di competenze diversificate su cui poggia la progettazione, ponendosi a favore della qualità del prodotto e dei tempi di sviluppo. Anche la selezione delle fonti è posta alla base del processo creativo, per apporre un filtro che separi l’ecosistema di progettazione creato dal disordine informativo del web, a favore della sua affidabilità. Nelle sperimentazioni condotte si ripercorrono con i docenti le varie fasi della creazione per generare alcune risorse didattiche multimediali specializzate. I dati raccolti vengono analizzati con un metodo misto di tipo “convergente”, dove i dati quantitativi e qualitativi vengono analizzati separatamente e i risultati, in seguito, combinati per rispondere alle ipotesi di ricerca. Questi conducono a risultati rilevanti per un futuro inserimento di corsi sulla lingua per il lavoro nei CPIA in modo strutturale, anche tramite la piattaforma proposta, che appare poter essere introdotta in modo flessibile all’interno dell’assetto organizzativo preesistente dell’ente. Quanto alla necessaria formazione docente in merito, i docenti sono propensi a riapplicare il metodo di creazione sperimentato e risultano in grado di espandere le proprie funzioni e competenze per accogliere metodi di progettazione per loro inconsueti. Questi appaiono in grado di costruire i contenuti specialistici necessari attraverso l’uso dei corpora, che inserirebbero nella propria pratica professionale, anche grazie ad una formazione mirata. Il metodo di creazione, il Moodle ITAL2RISTO, il corpus RISTO e la Raccolta di materiale, validati attraverso diverse sperimentazioni, possono auspicare a trovare una forma più stabile nell’immediato futuro, anche come formazione dedicata, da svolgersi presso gli enti formativi. L’ecosistema di progettazione ideato appare replicabile per altri domini lavorativi, aprendo sensibilmente i confini del progetto dato. Oltre ai migranti in condizione di vulnerabilità, altri utenti potrebbero beneficiare della piattaforma proposta che, insieme al metodo di creazione ad essa dedicato, ha la vocazione di costituirsi come una risposta strutturale e permanente nel sistema di facilitazione all’integrazione degli adulti migranti, così da avvicinarci a compiere un auspicato nesso “lingua-cultura-economia-società”.
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embargo fino al 25/06/2025

Descrizione: LA FORMAZIONE DOCENTE DI ITALIANO L2 IN CONTESTO MIGRATORIO: UN SISTEMA INTEGRATO PER LO SVILUPPO DI MATERIALE DIDATTICO CORPUS-INFORMED SULLA LINGUA PER IL LAVORO
Tipologia: Tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11393/337330
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