Il volume è stato premiato nella categoria «Monografie», con la seguente motivazione: «Il volume di Juri Meda ripercorre per la prima volta, con l’indispensabile ausilio di documenti preziosi e in larga parte inediti, la fondamentale vicenda dei “Monumenta Italiae Paedagogica”, un’imponente raccolta di fonti per la storia della scuola italiana pensata – sul modello della ben nota omonima impresa promossa in Germania da Karl Kehrbach – tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento per definire quale fosse il “canone pedagogico nazionale”, ossia il complesso delle opere educative alle quali la comunità pedagogica italiana riconosceva un valore esemplare, ritenendole pertanto degne di essere trasmesse e conosciute. La definizione del “canone pedagogico nazionale”, alla quale in quel medesimo lasso di tempo si sarebbero dedicati i maggiori studiosi italiani della disciplina, era finalizzata, com’è noto, a consolidare tra le file degli educatori e degli insegnanti, massime i maestri elementari, la coscienza di una tradizione educativa squisitamente italiana da rinverdire e da rilanciare nel Paese; nonché a contribuire – attraverso di essa – alla realizzazione di quegli stessi processi di “nation building” che i futuri maestri avevano il compito di attuare all’interno della scuola italiana, trasmettendo alle nuove generazioni i valori fondanti della ritrovata coscienza nazionale. Nell’approfondire tale importante questione, fino ad oggi inspiegabilmente ignorata dalla storiografa pedagogica ed educativa italiana, il volume di Juri Meda non si limita a narrarne le origini e i complessi e poco lineari sviluppi, ma ricostruisce con grande competenza come le principali correnti pedagogiche e culturali dell’epoca (spiritualismo, herbartismo, neoidealismo e realismo) guardarono alla tradizione pedagogica nazionale, rileggendola e interpretandola alla luce delle loro istanze teoriche. Tra i numerosi pregi del volume di Juri Meda c’è senz’altro quello di fondere assieme l’indagine sui dibattiti teorici ed epistemologici che hanno caratterizzato la riflessione pedagogica e la sua evoluzione storica, in Italia, nel corso degli ultimi due secoli e quella sul modo in cui, nello stesso arco temporale, l’educazione (modelli, istituzioni, costumi, processi ecc.) è stata teorizzata e praticata nel nostro Paese. Un approccio, questo, indubbiamente molto originale e fecondo, il quale rende quest’opera un punto di riferimento rilevante nell’odierno dibattito storiografico italiano e internazionale». A causa dell’emergenza epidemiologica in corso, la cerimonia di premiazione si è svolta in modalità telematica il 15 dicembre 2020.

I «Monumenta Italiae Paedagogica» e la costruzione del canone pedagogico nazionale (1886-1956)

Meda, J.
2020

Abstract

Il volume è stato premiato nella categoria «Monografie», con la seguente motivazione: «Il volume di Juri Meda ripercorre per la prima volta, con l’indispensabile ausilio di documenti preziosi e in larga parte inediti, la fondamentale vicenda dei “Monumenta Italiae Paedagogica”, un’imponente raccolta di fonti per la storia della scuola italiana pensata – sul modello della ben nota omonima impresa promossa in Germania da Karl Kehrbach – tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento per definire quale fosse il “canone pedagogico nazionale”, ossia il complesso delle opere educative alle quali la comunità pedagogica italiana riconosceva un valore esemplare, ritenendole pertanto degne di essere trasmesse e conosciute. La definizione del “canone pedagogico nazionale”, alla quale in quel medesimo lasso di tempo si sarebbero dedicati i maggiori studiosi italiani della disciplina, era finalizzata, com’è noto, a consolidare tra le file degli educatori e degli insegnanti, massime i maestri elementari, la coscienza di una tradizione educativa squisitamente italiana da rinverdire e da rilanciare nel Paese; nonché a contribuire – attraverso di essa – alla realizzazione di quegli stessi processi di “nation building” che i futuri maestri avevano il compito di attuare all’interno della scuola italiana, trasmettendo alle nuove generazioni i valori fondanti della ritrovata coscienza nazionale. Nell’approfondire tale importante questione, fino ad oggi inspiegabilmente ignorata dalla storiografa pedagogica ed educativa italiana, il volume di Juri Meda non si limita a narrarne le origini e i complessi e poco lineari sviluppi, ma ricostruisce con grande competenza come le principali correnti pedagogiche e culturali dell’epoca (spiritualismo, herbartismo, neoidealismo e realismo) guardarono alla tradizione pedagogica nazionale, rileggendola e interpretandola alla luce delle loro istanze teoriche. Tra i numerosi pregi del volume di Juri Meda c’è senz’altro quello di fondere assieme l’indagine sui dibattiti teorici ed epistemologici che hanno caratterizzato la riflessione pedagogica e la sua evoluzione storica, in Italia, nel corso degli ultimi due secoli e quella sul modo in cui, nello stesso arco temporale, l’educazione (modelli, istituzioni, costumi, processi ecc.) è stata teorizzata e praticata nel nostro Paese. Un approccio, questo, indubbiamente molto originale e fecondo, il quale rende quest’opera un punto di riferimento rilevante nell’odierno dibattito storiografico italiano e internazionale». A causa dell’emergenza epidemiologica in corso, la cerimonia di premiazione si è svolta in modalità telematica il 15 dicembre 2020.
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