La più lunga crisi dell’ultimo secolo ha impoverito il continente europeo e lo ha reso più fragile di fronte a vecchi e nuovi rischi sociali che, mai come negli ultimi anni, hanno prodotto effetti molto significativi sulla popolazione europea: l’aumento della disoccupazione si è così sommato a processi un tempo sconosciuti, come la forte precarizzazione del lavoro specie tra i più giovani e una consistente presenza di quote di working poors, in particolare in alcuni paesi e tra le categorie di lavoratori a bassa qualiica di mezza età. La tutela del reddito e del lavoro che fino a qualche anno fa costituiva uno degli aspetti caratterizzanti del cosiddetto «modello sociale europeo» e della Strategia di Lisbona, rischia oggi di essere messa in forte discussione non solo per la carenza di finanziamenti dedicati ma anche per l’utilizzo che di queste politiche si è fatto nel più recente passato. Lo sforzo di innovazione richiesto ai sistemi di welfare riguarda oggi il contrasto tanto delle condizioni di povertà, quanto dei dualismi crescenti che si sono determinati nel mercato del lavoro, anche grazie a un certo orientamento delle politiche deputate all’inserimento lavorativo. In questo contributo si vedrà come i welfare europei hanno affrontato la povertà tramite politiche di reddito minimo: quando, cioè, ogni misura di tutela del reddito viene meno, quale è la safety net, la rete di ultima istanza pensata dai sistemi di welfare per evitare che gli individui e le loro famiglie cadano nella povertà più estrema. In questa ottica si analizzerà anche il caso italiano, che come noto costituisce l’unico caso in Europa, unitamente alla Grecia, di paese privo di tali misure. Cosa può imparare l’Italia dall’esperienza europea e di che genere di politica si potrebbe dotare, in una fase di forte vincolo di finanza pubblica. Per completare, chiuderà il quadro un approfondimento sui casi tedesco e francese, esteso ai rapporti tra tutela del reddito e politiche del lavoro, a sottolineare uno stretto nesso che negli anni recenti si è andato molto modificando

Senza lavoro e senza reddito? Il welfare europeo e italiano di fronte alla crisi

Busilacchi Gianluca;
2015-01-01

Abstract

La più lunga crisi dell’ultimo secolo ha impoverito il continente europeo e lo ha reso più fragile di fronte a vecchi e nuovi rischi sociali che, mai come negli ultimi anni, hanno prodotto effetti molto significativi sulla popolazione europea: l’aumento della disoccupazione si è così sommato a processi un tempo sconosciuti, come la forte precarizzazione del lavoro specie tra i più giovani e una consistente presenza di quote di working poors, in particolare in alcuni paesi e tra le categorie di lavoratori a bassa qualiica di mezza età. La tutela del reddito e del lavoro che fino a qualche anno fa costituiva uno degli aspetti caratterizzanti del cosiddetto «modello sociale europeo» e della Strategia di Lisbona, rischia oggi di essere messa in forte discussione non solo per la carenza di finanziamenti dedicati ma anche per l’utilizzo che di queste politiche si è fatto nel più recente passato. Lo sforzo di innovazione richiesto ai sistemi di welfare riguarda oggi il contrasto tanto delle condizioni di povertà, quanto dei dualismi crescenti che si sono determinati nel mercato del lavoro, anche grazie a un certo orientamento delle politiche deputate all’inserimento lavorativo. In questo contributo si vedrà come i welfare europei hanno affrontato la povertà tramite politiche di reddito minimo: quando, cioè, ogni misura di tutela del reddito viene meno, quale è la safety net, la rete di ultima istanza pensata dai sistemi di welfare per evitare che gli individui e le loro famiglie cadano nella povertà più estrema. In questa ottica si analizzerà anche il caso italiano, che come noto costituisce l’unico caso in Europa, unitamente alla Grecia, di paese privo di tali misure. Cosa può imparare l’Italia dall’esperienza europea e di che genere di politica si potrebbe dotare, in una fase di forte vincolo di finanza pubblica. Per completare, chiuderà il quadro un approfondimento sui casi tedesco e francese, esteso ai rapporti tra tutela del reddito e politiche del lavoro, a sottolineare uno stretto nesso che negli anni recenti si è andato molto modificando
2015
9788891406637
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