La teoria generale elaborata da Niklas Luhmann si basa sulla differenziazione funzionale e sulla chiusura operativa, che rendono possibile l’autopoiesi del sistema sociale. Tuttavia nel contesto attuale, i mutamenti sociali, la globalizzazione, la digitalizzazione, costituiscono fattori di cambiamento che implicano la necessità di rivedere criticamente la teoria, individuando gli elementi di scollamento tra i presupposti teorici e la realtà fattuale. In particolare sembra emergere, nel sistema sociale, la tensione tra il mantenimento dell’identità e la necessità di adeguarsi ai mutamenti esterni. Dunque si propone lo spostamento dell’attenzione dal centro del sistema verso i confini, grazie a una prospettiva dinamica che metta al centro della riflessione non più il sistema stesso ma il suo ambiente. Per quanto riguarda l’approccio metodologico, la teoria generale dei sistemi si caratterizza per il carattere universalistico. Pertanto anche la lettura critica, che utilizza l’ampio kit concettuale elaborato da Luhmann, mantiene un alto livello di astrazione e, seguendo l’esempio dello stesso Luhmann che attinge da scienze quali la Biologia e la Cibernetica, si impiegano concetti che nascono nell’ambito di altre discipline. Nello specifico sono stati adottati concetti dell’economia (analisi di mercato, trade-off, equilibrio, punto di ottimo), delle scienze ambientali (resilienza), dell’analisi matematica (proporzionalità inversa, punto di tangenza); infine sono stati coniati nuovi concetti quali “Social Heritage”, “accoppiamenti staminali”, “connettività funzionale”, “resilienza sistemica”. Con riferimento all’articolazione tematica dell’elaborato, nella prima parte viene presentato in modo sintetico l’impianto concettuale della teoria generale dei sistemi. Data la vastità e la ricchezza della produzione teorica di Luhmann, l’esposizione si limita all’approccio generale e ad alcuni aspetti che ne costituiscono il fondamento teorico. Di seguito si passa all’analisi di tre sistemi parziali: il “sistema giuridico”, il “sistema dei mass media” e il “sistema dell’arte”. Si parte dalle definizioni di Luhmann e di altri autorevoli studiosi, per poi tentare interpretazioni originali, in linea con le caratteristiche della società contemporanea. Senza nessuna pretesa di esaustività, nell’ambito circoscritto dei sub-sistemi vengono analizzati specifici meccanismi che intervengono nella riproduzione del sistema e sono utili a indagarne i confini e i collegamenti con l’ambiente. A questo scopo vengono descritte alcune tendenze attuali del sistema giuridico, quali il “neo-pluralismo” e il “trans-costituzionalismo”, per poi applicare l’ “analisi di mercato” al sistema e sperimentare un modello interpretativo nuovo. La funzione della memoria sociale viene inquadrata in un arco di lungo periodo con riferimento all’evoluzione dei mezzi di comunicazione, per proporre meccanismi riproduttivi del sistema dei mass media che tengano conto del ruolo costruttivista dei social network. Infine viene preso in considerazione il sistema dell’arte. Si parte dall’analisi dei fenomeni di distruzione delle opere d’arte durante i periodi di mutamento dell’ordine sociale, per interpretare, come in una sorta di ri-orientamento gestaltico, il Cultural Heritage quale mezzo di formazione e trasmissione dell’identità sociale. Dallo zoom del caso empirico, l’ottica si apre al grandangolo del processo di produzione e autoriproduzione del sistema. I tre sistemi parziali presentano caratteristiche funzionali differenti. Tuttavia è possibile individuare meccanismi evolutivi simili, estensibili all’intero sistema sociale. In particolare emerge il ruolo preminente dell’ “accoppiamento strutturale” con il “sistema psichico” (definito accoppiamento staminale) nella genesi del sistema, e la sostituzione del “codice binario” con un codice comunicativo che preveda sfumature intermedie fra i due estremi dicotomici. Si descrivono dunque i segnali di obsolescenza che riguardano proprio il problema dei confini: dalla chiusura ermetica prodotta dalla rigidità manichea dei codici binari, si apre la strada a una visione più flessibile, dove i confini sono visti come membrane permeabili che consentono un rapporto osmotico con l’ambiente. Nella terza e ultima parte dell’elaborato si tenta di trarre delle conclusioni generali. Sempre restando nell’ambito dell’approccio sistemico e del funzionalismo, si propone una possibile integrazione della teoria di Luhmann al fine di sottolineare la capacità del sistema, durante l’autoriproduzione, di sopravvivere assorbendo e rielaborando al suo interno i cambiamenti ambientali. Nello specifico, si propone la relazione di trade-off tra apertura e chiusura del sistema. Questa interpretazione consente di individuare un punto di equilibrio cui il sistema deve tendere: in tal modo si evita l’apertura eccessiva (che comporta la distruzione del sistema per assorbimento nell’ambiente stesso) ma anche la chiusura rigida (che implica, se l’ambiente cambia, lo spezzamento dei codici e l’incapacità del sistema di evolvere). Il concetto chiave che consente di ottenere l’ottimale combinazione potrebbe risiedere nel grado di comunicazione intersistemica. Di conseguenza è possibile proporre l’integrazione tra il principio della “differenziazione funzionale” e quello della connettività funzionale. La tesi quindi, pur muovendosi all’interno della tradizione funzionalistica e sistemica, intende affrontare il problema non della riproduzione del sistema, quando della sua trasformazione. Le dinamiche costitutive ed evolutive sembrano connesse con l’ottimale combinazione di “chiusura” e “apertura” e con la capacità di stabilire canali di comunicazione intersistemica, che garantiscono la resilienza del sistema complesso di fronte alla trasformazione dell’ambiente. È questa costante disposizione al cambiamento che rende possibile la sopravvivenza del sistema sociale. In linea con la cosmogonia mitologica, al concetto di autopoiesi si potrebbe dunque associare quello della relazione costitutiva e al tempo stesso restituire un ruolo primario al sistema psichico nell’ambito del sistema sociale.

COMUNICAZIONE TRA SISTEMI AUTOPOIETICI: LA CONNETTIVITA’ FUNZIONALE E LA RESILIENZA SISTEMICA

APPIGNANESI, LAURA
2017

Abstract

La teoria generale elaborata da Niklas Luhmann si basa sulla differenziazione funzionale e sulla chiusura operativa, che rendono possibile l’autopoiesi del sistema sociale. Tuttavia nel contesto attuale, i mutamenti sociali, la globalizzazione, la digitalizzazione, costituiscono fattori di cambiamento che implicano la necessità di rivedere criticamente la teoria, individuando gli elementi di scollamento tra i presupposti teorici e la realtà fattuale. In particolare sembra emergere, nel sistema sociale, la tensione tra il mantenimento dell’identità e la necessità di adeguarsi ai mutamenti esterni. Dunque si propone lo spostamento dell’attenzione dal centro del sistema verso i confini, grazie a una prospettiva dinamica che metta al centro della riflessione non più il sistema stesso ma il suo ambiente. Per quanto riguarda l’approccio metodologico, la teoria generale dei sistemi si caratterizza per il carattere universalistico. Pertanto anche la lettura critica, che utilizza l’ampio kit concettuale elaborato da Luhmann, mantiene un alto livello di astrazione e, seguendo l’esempio dello stesso Luhmann che attinge da scienze quali la Biologia e la Cibernetica, si impiegano concetti che nascono nell’ambito di altre discipline. Nello specifico sono stati adottati concetti dell’economia (analisi di mercato, trade-off, equilibrio, punto di ottimo), delle scienze ambientali (resilienza), dell’analisi matematica (proporzionalità inversa, punto di tangenza); infine sono stati coniati nuovi concetti quali “Social Heritage”, “accoppiamenti staminali”, “connettività funzionale”, “resilienza sistemica”. Con riferimento all’articolazione tematica dell’elaborato, nella prima parte viene presentato in modo sintetico l’impianto concettuale della teoria generale dei sistemi. Data la vastità e la ricchezza della produzione teorica di Luhmann, l’esposizione si limita all’approccio generale e ad alcuni aspetti che ne costituiscono il fondamento teorico. Di seguito si passa all’analisi di tre sistemi parziali: il “sistema giuridico”, il “sistema dei mass media” e il “sistema dell’arte”. Si parte dalle definizioni di Luhmann e di altri autorevoli studiosi, per poi tentare interpretazioni originali, in linea con le caratteristiche della società contemporanea. Senza nessuna pretesa di esaustività, nell’ambito circoscritto dei sub-sistemi vengono analizzati specifici meccanismi che intervengono nella riproduzione del sistema e sono utili a indagarne i confini e i collegamenti con l’ambiente. A questo scopo vengono descritte alcune tendenze attuali del sistema giuridico, quali il “neo-pluralismo” e il “trans-costituzionalismo”, per poi applicare l’ “analisi di mercato” al sistema e sperimentare un modello interpretativo nuovo. La funzione della memoria sociale viene inquadrata in un arco di lungo periodo con riferimento all’evoluzione dei mezzi di comunicazione, per proporre meccanismi riproduttivi del sistema dei mass media che tengano conto del ruolo costruttivista dei social network. Infine viene preso in considerazione il sistema dell’arte. Si parte dall’analisi dei fenomeni di distruzione delle opere d’arte durante i periodi di mutamento dell’ordine sociale, per interpretare, come in una sorta di ri-orientamento gestaltico, il Cultural Heritage quale mezzo di formazione e trasmissione dell’identità sociale. Dallo zoom del caso empirico, l’ottica si apre al grandangolo del processo di produzione e autoriproduzione del sistema. I tre sistemi parziali presentano caratteristiche funzionali differenti. Tuttavia è possibile individuare meccanismi evolutivi simili, estensibili all’intero sistema sociale. In particolare emerge il ruolo preminente dell’ “accoppiamento strutturale” con il “sistema psichico” (definito accoppiamento staminale) nella genesi del sistema, e la sostituzione del “codice binario” con un codice comunicativo che preveda sfumature intermedie fra i due estremi dicotomici. Si descrivono dunque i segnali di obsolescenza che riguardano proprio il problema dei confini: dalla chiusura ermetica prodotta dalla rigidità manichea dei codici binari, si apre la strada a una visione più flessibile, dove i confini sono visti come membrane permeabili che consentono un rapporto osmotico con l’ambiente. Nella terza e ultima parte dell’elaborato si tenta di trarre delle conclusioni generali. Sempre restando nell’ambito dell’approccio sistemico e del funzionalismo, si propone una possibile integrazione della teoria di Luhmann al fine di sottolineare la capacità del sistema, durante l’autoriproduzione, di sopravvivere assorbendo e rielaborando al suo interno i cambiamenti ambientali. Nello specifico, si propone la relazione di trade-off tra apertura e chiusura del sistema. Questa interpretazione consente di individuare un punto di equilibrio cui il sistema deve tendere: in tal modo si evita l’apertura eccessiva (che comporta la distruzione del sistema per assorbimento nell’ambiente stesso) ma anche la chiusura rigida (che implica, se l’ambiente cambia, lo spezzamento dei codici e l’incapacità del sistema di evolvere). Il concetto chiave che consente di ottenere l’ottimale combinazione potrebbe risiedere nel grado di comunicazione intersistemica. Di conseguenza è possibile proporre l’integrazione tra il principio della “differenziazione funzionale” e quello della connettività funzionale. La tesi quindi, pur muovendosi all’interno della tradizione funzionalistica e sistemica, intende affrontare il problema non della riproduzione del sistema, quando della sua trasformazione. Le dinamiche costitutive ed evolutive sembrano connesse con l’ottimale combinazione di “chiusura” e “apertura” e con la capacità di stabilire canali di comunicazione intersistemica, che garantiscono la resilienza del sistema complesso di fronte alla trasformazione dell’ambiente. È questa costante disposizione al cambiamento che rende possibile la sopravvivenza del sistema sociale. In linea con la cosmogonia mitologica, al concetto di autopoiesi si potrebbe dunque associare quello della relazione costitutiva e al tempo stesso restituire un ruolo primario al sistema psichico nell’ambito del sistema sociale.
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