Questo volume è particolarmente dedicato alla situazione faunistico venatoria della regione Toscana ed è suddiviso in due parti. La prima ripercorre i precedenti giuridici che hanno normato il prelievo faunistico fino all’adozione della prima legge quadro nazionale, la n. 157/92, che ha riordinato la materia, pur seguendo principi ante- cedenti e che resta un punto saldo di riferimento per ogni recepimento regionale. Questa attenzione è dettata dalla necessità di porre in risalto come l’importanza sociale e politica della caccia abbia riguardato fin dagli inizi ogni comunità sociale, sempre caratterizzata da punti di vista contrapposti che riflettono gli interessi contrastanti di categorie sociali diverse. Il legislatore di ogni epoca si è trovato di fronte ad una materia i cui connotati sociali ed economici si riflettono pesantemente e in modo diretto sugli assetti territoriali e non solo sui rapporti tra privati. Il cacciatore ha sempre percorso il territorio alla ricerca di un bene che è ‘di tutti’, ma in cambio ha sempre depositato nel territorio beni materiali e immateriali che hanno sostenuto e caratterizzato le comunità locali. La seconda parte è, invece, dedicata al caso studio della Toscana. La descrizione della situazione delle attività faunistico-venatorie nella regione, che resta paradigmatica della situazione generale della caccia in Italia, ci pare già di per sé interessante, per la perdurante ampia presenza di cacciatori nel tessuto sociale e le forti tradizioni venatorie. Tuttavia, la Toscana è un caso di studio di particolare interesse soprattutto per l’approccio normativo integrato adottato dall’amministrazione regionale, che fa ricadere ogni altra iniziativa soggetta a pianificazione nel quadro del Piano di Indirizzo Territoriale, con questo dettando un modello di governance peculiare, guidato e controllato dal centro, all’interno del quale le autonomie provinciali si possono esercitare nel contesto di ben precise linee guida generali di programmazione econ mico-sociale e territoriale.

Caccia e territorio. Evoluzione della disciplina normativa in Toscana

CORINTO, GIAN LUIGI;
2017

Abstract

Questo volume è particolarmente dedicato alla situazione faunistico venatoria della regione Toscana ed è suddiviso in due parti. La prima ripercorre i precedenti giuridici che hanno normato il prelievo faunistico fino all’adozione della prima legge quadro nazionale, la n. 157/92, che ha riordinato la materia, pur seguendo principi ante- cedenti e che resta un punto saldo di riferimento per ogni recepimento regionale. Questa attenzione è dettata dalla necessità di porre in risalto come l’importanza sociale e politica della caccia abbia riguardato fin dagli inizi ogni comunità sociale, sempre caratterizzata da punti di vista contrapposti che riflettono gli interessi contrastanti di categorie sociali diverse. Il legislatore di ogni epoca si è trovato di fronte ad una materia i cui connotati sociali ed economici si riflettono pesantemente e in modo diretto sugli assetti territoriali e non solo sui rapporti tra privati. Il cacciatore ha sempre percorso il territorio alla ricerca di un bene che è ‘di tutti’, ma in cambio ha sempre depositato nel territorio beni materiali e immateriali che hanno sostenuto e caratterizzato le comunità locali. La seconda parte è, invece, dedicata al caso studio della Toscana. La descrizione della situazione delle attività faunistico-venatorie nella regione, che resta paradigmatica della situazione generale della caccia in Italia, ci pare già di per sé interessante, per la perdurante ampia presenza di cacciatori nel tessuto sociale e le forti tradizioni venatorie. Tuttavia, la Toscana è un caso di studio di particolare interesse soprattutto per l’approccio normativo integrato adottato dall’amministrazione regionale, che fa ricadere ogni altra iniziativa soggetta a pianificazione nel quadro del Piano di Indirizzo Territoriale, con questo dettando un modello di governance peculiare, guidato e controllato dal centro, all’interno del quale le autonomie provinciali si possono esercitare nel contesto di ben precise linee guida generali di programmazione econ mico-sociale e territoriale.
978-88-6453-435-0
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