Da quando François Lyotard ha rilevato l’affermarsi post-moderno dell’incredulità nei confronti delle meta-narrazioni di legittimazione dei saperi moderni, sempre più pressante si è fatta l’esigenza di inventariare le risorse teoretico-metafisiche ancora disponibili nella nuova situazione di pensiero, da J. Habermas denominata “post-metafisica”. Di tale esigenza si sono fatti interpreti l’International Society for Phenomenology and the Sciences of Life, affiliata al World Phenomenology Institute e presieduta da Francesco Totaro dell’Università di Macerata, il Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche (CIRF) di Roma, guidato da Angela Ales Bello dell’Università del Laterano e il Centro Studi e Ricerche “Edith Stein” (CSES) di Roma, diretto da Anna Maria Pezzella dell’Università del Laterano, quando nel 2010 hanno diramato il call for papers per il Convegno Internazionale: “Sentieri fenomenologici nella Post-Modernità. Confronto con la fenomenologia della vita di Anna-Teresa Tymieniecka”/Phenomenological Paths in Post-Modernity. A comparison with the Phenomenology of Life of Anna-Teresa Tymieniecka, che si sarebbe tenuto a Roma, presso l’Auditorium della Pontificia Università “Antonianum”, dal 13 al 15 gennaio 2011. L’iniziativa ricevette il patrocinio della Presidenza della Repubblica Italiana, dell’Ambasciata della Repubblica Federale Tedesca in Italia, dell’Università di Macerata e dell’Università di Bari. Il Dipartimento di Filosofia e Scienze umane dell’Università di Macerata, oggi Sezione del Dipartimento di Studi Umanistici, il World Phenomenology Institute, Banca Intesa e Banca delle Marche apportarono il loro fondamentale sostegno e contributo. Gli studiosi partecipanti furono invitati a cogliere e ad individuare inediti sentieri-di-senso nella “liquida” compagine culturale del nostro tempo, che trova le funzioni e le strutture di pensiero consolidate impotenti ad afferrarla e comprenderla. E poiché J. Habermas aveva pure evidenziato quanto la flessione fenomenologica della teoresi mantenesse tuttora la vitalità per nuove germinazioni di senso, al contrario della filosofia analitica, dello strutturalismo e del neo-marxismo già da tempo giunti al loro “postismo”, nel call for papers del convegno romano si richiese anche di privilegiare il confronto con le prospettive fenomenologiche più recenti e innovative, tra le quali spiccava la fenomenologia della vita di Anna-Teresa Tymieniecka. A tutta prima, l’impresa sembrava non solo provocatoria ma addirittura disperata: come dalla dominante mentalità tardo-novecentesca, neo-positivistica, decostruttivistica, nichilistica, sarebbe potuta scaturire qualche novità relativamente al rinvenimento di un logos unitario, capace di ritessere una rete di senso per il complesso della viva esperienza umana e dell’essere tutto? Invece proprio questo è accaduto e la Post-Modernità – fin qui caratterizzata filosoficamente solo dalla caduta in disuso delle grandi narrazioni di senso e quindi dalla perdita, da parte dei fenomeni, della rete teoretica che fino a quel momento li “salvava” dalla dispersione, dalla frammentazione e dalla incomunicabilità reciproca – si è rivelata essere l’incubatrice di nuovi sentieri di senso, certo ancora privi di quella esplicita capacità di complessiva articolazione dell’orizzonte ontologico, che solo una nuova sistematica metafisica potrà fornire, ma già reale auspicio di un prossimo New Enlightenment. La stessa qualità post-metafisica della teoresi post-moderna è così cambiata di segno, nella misura in cui, sulle dinamiche correnti, applicate a polverizzare l’edificio ontologico-metafisico, divenuto ormai heideggerianamente mero ricettacolo della semplice presenza dell’ente, e/o a gettarsi alle spalle la metafisica, quale stadio superato del sapere, soppiantato da quello scientifico-positivo, si è rilevato, piuttosto, l’imporsi crescente dell’intenzione di ripensare la metafisica sia per rinnovarne l’impresa originaria di trovare un senso ai fenomeni sia anche per approfondire la questione metafisica del senso e far progredire la ricerca fenomenologica del senso del senso.

Vie della fenomenologia nella post-modernità. Confronto con la fenomenologia della vita di A.-T. Tymieniecka

VERDUCCI, Daniela
2014-01-01

Abstract

Da quando François Lyotard ha rilevato l’affermarsi post-moderno dell’incredulità nei confronti delle meta-narrazioni di legittimazione dei saperi moderni, sempre più pressante si è fatta l’esigenza di inventariare le risorse teoretico-metafisiche ancora disponibili nella nuova situazione di pensiero, da J. Habermas denominata “post-metafisica”. Di tale esigenza si sono fatti interpreti l’International Society for Phenomenology and the Sciences of Life, affiliata al World Phenomenology Institute e presieduta da Francesco Totaro dell’Università di Macerata, il Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche (CIRF) di Roma, guidato da Angela Ales Bello dell’Università del Laterano e il Centro Studi e Ricerche “Edith Stein” (CSES) di Roma, diretto da Anna Maria Pezzella dell’Università del Laterano, quando nel 2010 hanno diramato il call for papers per il Convegno Internazionale: “Sentieri fenomenologici nella Post-Modernità. Confronto con la fenomenologia della vita di Anna-Teresa Tymieniecka”/Phenomenological Paths in Post-Modernity. A comparison with the Phenomenology of Life of Anna-Teresa Tymieniecka, che si sarebbe tenuto a Roma, presso l’Auditorium della Pontificia Università “Antonianum”, dal 13 al 15 gennaio 2011. L’iniziativa ricevette il patrocinio della Presidenza della Repubblica Italiana, dell’Ambasciata della Repubblica Federale Tedesca in Italia, dell’Università di Macerata e dell’Università di Bari. Il Dipartimento di Filosofia e Scienze umane dell’Università di Macerata, oggi Sezione del Dipartimento di Studi Umanistici, il World Phenomenology Institute, Banca Intesa e Banca delle Marche apportarono il loro fondamentale sostegno e contributo. Gli studiosi partecipanti furono invitati a cogliere e ad individuare inediti sentieri-di-senso nella “liquida” compagine culturale del nostro tempo, che trova le funzioni e le strutture di pensiero consolidate impotenti ad afferrarla e comprenderla. E poiché J. Habermas aveva pure evidenziato quanto la flessione fenomenologica della teoresi mantenesse tuttora la vitalità per nuove germinazioni di senso, al contrario della filosofia analitica, dello strutturalismo e del neo-marxismo già da tempo giunti al loro “postismo”, nel call for papers del convegno romano si richiese anche di privilegiare il confronto con le prospettive fenomenologiche più recenti e innovative, tra le quali spiccava la fenomenologia della vita di Anna-Teresa Tymieniecka. A tutta prima, l’impresa sembrava non solo provocatoria ma addirittura disperata: come dalla dominante mentalità tardo-novecentesca, neo-positivistica, decostruttivistica, nichilistica, sarebbe potuta scaturire qualche novità relativamente al rinvenimento di un logos unitario, capace di ritessere una rete di senso per il complesso della viva esperienza umana e dell’essere tutto? Invece proprio questo è accaduto e la Post-Modernità – fin qui caratterizzata filosoficamente solo dalla caduta in disuso delle grandi narrazioni di senso e quindi dalla perdita, da parte dei fenomeni, della rete teoretica che fino a quel momento li “salvava” dalla dispersione, dalla frammentazione e dalla incomunicabilità reciproca – si è rivelata essere l’incubatrice di nuovi sentieri di senso, certo ancora privi di quella esplicita capacità di complessiva articolazione dell’orizzonte ontologico, che solo una nuova sistematica metafisica potrà fornire, ma già reale auspicio di un prossimo New Enlightenment. La stessa qualità post-metafisica della teoresi post-moderna è così cambiata di segno, nella misura in cui, sulle dinamiche correnti, applicate a polverizzare l’edificio ontologico-metafisico, divenuto ormai heideggerianamente mero ricettacolo della semplice presenza dell’ente, e/o a gettarsi alle spalle la metafisica, quale stadio superato del sapere, soppiantato da quello scientifico-positivo, si è rilevato, piuttosto, l’imporsi crescente dell’intenzione di ripensare la metafisica sia per rinnovarne l’impresa originaria di trovare un senso ai fenomeni sia anche per approfondire la questione metafisica del senso e far progredire la ricerca fenomenologica del senso del senso.
9788854875784
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