Il volume fornisce la catalogazione completa delle raccolte di dipinti, arazzi e sculture della Pinacoteca civica di Fermo, una delle maggiori istituzioni museali civiche italiane, dove si conservano dipinti di Jacobello del Fiore, Rubens, Lanfranco, Pomarancio e centinaia di opere epressione della cultura figurativa marchigiana dal XIII al XIX secolo. Contiene le schede scientifiche di tutte le opere e tre saggi introduttivi, dedicati alla storia della sede espositiva, il Palazzo dei Priori di Fermo (Mauro Saracco); alla storia delle collezioni del museo e dell'arte del territorio fermano (Francesca Coltrinari) e a problemi iconografici connessi ad alcune delle opere più importanti del museo (Giuseppe Capriotti). Ne deriva il racconto della città e del suo territorio: dalle sculture e dai dipinti che documentano la storia istituzionale e i rapporti con la Chiesa, alle tavole trecentesche di Francescuccio Ghissi e Andrea da Bologna, alla fase del Tardogotico cortese, particolarmente ricca e ai rapporti con Venezia e la Dalmazia attestati dalle opere Tavolette di Santa Lucia di Jacobello del Fiore e dal polittico del dalmata Maestro di Elsino e dalle opere di Vittore Crivelli. Nel '500 spicca la figura di Vincenzo Pagani da Monterubbiano, abile divulgatore delle invenzioni di Raffaello e Lorenzo Lotto e di artisti itineranti come Giuliano Presutti da Fano. La stagione del '600 fermano vede nel museo due momenti di particolare rilievo: il ciclo di dipinti murali di Andrea Boscoli, staccato dalla chiesa di Santa Maria Piccicinina e la serie di dipinti provenienti dalla chiesa di San Filippo, fra cui l'Adorazione dei pastori di Rubens, il San Sebastiano del pittore romano Benigno Vangelini, epr la prima volta riconosciuto, la Pentecoste di Lanfranco, il Ritratto di Filippo Neri di Pomarancio. Ma notevole è anche la produzione del XVIII e XIX secolo, animata dalla longeva bottega familiare dei pittori Ricci di Fermo e da altre personalità, qui per la prima volta identificate e di cui si sono gettate le basi per futuri studi: all'800 si lega, infine, un importante episodio collezionistico, come quello dell'architetto Giovanni Battista Carducci, la cui raccolta di dipinti, sculture e disegni è confluita in parte nella Pinacoteca e nella Biblioteca comunale. Il volume è frutto di un lavoro condotto da docenti e allievi dei corsi di studio in beni culturali dell'Università di Macerata, all'epoca aventi sede proprio a Fermo e costituisce dunque anche un esempio concreto di collaborazione fra istituzioni e di formazione alla ricerca storico-artistica.

Pinacoteca comunale di Fermo. Dipinti, arazzi, sculture

COLTRINARI, FRANCESCA;DRAGONI, PATRIZIA
2012

Abstract

Il volume fornisce la catalogazione completa delle raccolte di dipinti, arazzi e sculture della Pinacoteca civica di Fermo, una delle maggiori istituzioni museali civiche italiane, dove si conservano dipinti di Jacobello del Fiore, Rubens, Lanfranco, Pomarancio e centinaia di opere epressione della cultura figurativa marchigiana dal XIII al XIX secolo. Contiene le schede scientifiche di tutte le opere e tre saggi introduttivi, dedicati alla storia della sede espositiva, il Palazzo dei Priori di Fermo (Mauro Saracco); alla storia delle collezioni del museo e dell'arte del territorio fermano (Francesca Coltrinari) e a problemi iconografici connessi ad alcune delle opere più importanti del museo (Giuseppe Capriotti). Ne deriva il racconto della città e del suo territorio: dalle sculture e dai dipinti che documentano la storia istituzionale e i rapporti con la Chiesa, alle tavole trecentesche di Francescuccio Ghissi e Andrea da Bologna, alla fase del Tardogotico cortese, particolarmente ricca e ai rapporti con Venezia e la Dalmazia attestati dalle opere Tavolette di Santa Lucia di Jacobello del Fiore e dal polittico del dalmata Maestro di Elsino e dalle opere di Vittore Crivelli. Nel '500 spicca la figura di Vincenzo Pagani da Monterubbiano, abile divulgatore delle invenzioni di Raffaello e Lorenzo Lotto e di artisti itineranti come Giuliano Presutti da Fano. La stagione del '600 fermano vede nel museo due momenti di particolare rilievo: il ciclo di dipinti murali di Andrea Boscoli, staccato dalla chiesa di Santa Maria Piccicinina e la serie di dipinti provenienti dalla chiesa di San Filippo, fra cui l'Adorazione dei pastori di Rubens, il San Sebastiano del pittore romano Benigno Vangelini, epr la prima volta riconosciuto, la Pentecoste di Lanfranco, il Ritratto di Filippo Neri di Pomarancio. Ma notevole è anche la produzione del XVIII e XIX secolo, animata dalla longeva bottega familiare dei pittori Ricci di Fermo e da altre personalità, qui per la prima volta identificate e di cui si sono gettate le basi per futuri studi: all'800 si lega, infine, un importante episodio collezionistico, come quello dell'architetto Giovanni Battista Carducci, la cui raccolta di dipinti, sculture e disegni è confluita in parte nella Pinacoteca e nella Biblioteca comunale. Il volume è frutto di un lavoro condotto da docenti e allievi dei corsi di studio in beni culturali dell'Università di Macerata, all'epoca aventi sede proprio a Fermo e costituisce dunque anche un esempio concreto di collaborazione fra istituzioni e di formazione alla ricerca storico-artistica.
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