Il volume tratta di un problema che si pone molto frequentemente nella pratica del contenzionso civile e commerciale transnazionale, vale a dire il problema del coordinamento tra procedimenti paralleli pendenti innanzi a giudici di paesi differenti e concernenti la medesima causa (litispendenza) o cause che presentino un legame di connessione. L'opera è articolata in quattro parti. Nella prima, di carattere teorico, l'autore cerca di fornire un inquadramento sistematico della problematica, affrontando la litispendenza e la connessione in quanto strumenti coordinamento non soltanto tra giurisdizioni statali, bensì anche tra sistemi di diritto internazionale privato. In questa prospettiva, l'autore sottolinea, in particolare, l'importanza del contributo dato dai due istituti alla realizzazione delle finalità sistematiche del riconoscimento delle sentenze straniere e segnatamente alla possibilità che, per effetto del riconoscimento della sentenza che verrà emanata a conclusione del procedimento pendente all'estero, una situazione giuridica creata nell'ordinamento straniero facendo applicazione di una legge diversa da quella designata dalle norme di conflitto del foro possa produrre effetti all'interno di quest'ultimo ordinamento. Nella seconda parte, l'autore analizza l'evoluzione storica della disciplina della materia nell'ordinamento giuridico italiano - con ampi riferimenti ai diritti di altri paesi europei - nonché gli sviluppi della disciplina convenzionale, e, da ultimo, del diritto dell'Unione europea. Con riferimento a quest'ultimo, il volume contiene delle riflessioni sulle implicazioni del processo detto di "comunitarizzazione" della materia, che ha conosciuto un'evoluzione incessante a partire dal Trattato di Amsterdam. L'autore prende in considerazione, infine, la disciplina contenuta in alcuni progetti elaborati a livello internazionale, in particolare ad opera della Conferenza dell'Aja di diritto internazionale privato, l'International Law Association e l'American Law Institute in collaborazione con l'UNIDROIT. L'attenzione parallela per la disciplina che la litispendenza e la connessione internazionale ricevono ai tre livelli del diritto interno, convenzionale comunitario caratterizza anche la terza e la quarta parte dell'opera, dove l'autore analizza, con ampi riferimenti alla giurisprudenza tanto della Corte di giustizia dell'Unione europea quanto delle giurisdizioni nazionali, i diversi presupposti e gli effetti dei due istituti. L'autore, distinguendosi da altre opere precedenti sulla materia, cerca di svolgere un'analisi comparativa della disciplina di ciascun aspetto della materia ai tre livelli considerati. In questo contesto, un interesse particolare è dedicato, nella terza parte, all'analisi della questione dell'identità dell'oggetto e del tiolo delle domande ai fini della litispendenza. Ampia attenzione è data ugualmente, nella quarta parte, alle implicazioni procedurali della sospensione del processo da parte del giudice successivamente adito, come pure della declinatoria eventualmente pronunciata da quest'ultimo, tanto in caso di litispendenza quanto di connessione. Formano in particolare oggetto d'esame i rimedi azionabili a fronte della decisione di sospendere il processo o del rifiuto della sospensione, così come gli effetti della declinatoria sull'eventuale riproposizione della domanda in un nuovo processo. Recensioni di P. BARGIACCHI, in Rivista della cooperazione giuridica internazionale, 2008, p. 362; T. BALLARINO, in Revue critique de droit international privé, 2009, pp. 911-913; F. STURM, in Rabels Zeitschrift für ausländisches und internationales Privatrecht, 2012, pp. 659-670; Premio AiSDC (Association des alumni et amis de l’Institut suisse de droit comparé, Losanna, Svizzera) 2010.

Litispendenza e connessione internazionale. Strumenti di coordinamento tra giurisdizioni statali in materia civile.

MARONGIU BUONAIUTI, FABRIZIO
2008

Abstract

Il volume tratta di un problema che si pone molto frequentemente nella pratica del contenzionso civile e commerciale transnazionale, vale a dire il problema del coordinamento tra procedimenti paralleli pendenti innanzi a giudici di paesi differenti e concernenti la medesima causa (litispendenza) o cause che presentino un legame di connessione. L'opera è articolata in quattro parti. Nella prima, di carattere teorico, l'autore cerca di fornire un inquadramento sistematico della problematica, affrontando la litispendenza e la connessione in quanto strumenti coordinamento non soltanto tra giurisdizioni statali, bensì anche tra sistemi di diritto internazionale privato. In questa prospettiva, l'autore sottolinea, in particolare, l'importanza del contributo dato dai due istituti alla realizzazione delle finalità sistematiche del riconoscimento delle sentenze straniere e segnatamente alla possibilità che, per effetto del riconoscimento della sentenza che verrà emanata a conclusione del procedimento pendente all'estero, una situazione giuridica creata nell'ordinamento straniero facendo applicazione di una legge diversa da quella designata dalle norme di conflitto del foro possa produrre effetti all'interno di quest'ultimo ordinamento. Nella seconda parte, l'autore analizza l'evoluzione storica della disciplina della materia nell'ordinamento giuridico italiano - con ampi riferimenti ai diritti di altri paesi europei - nonché gli sviluppi della disciplina convenzionale, e, da ultimo, del diritto dell'Unione europea. Con riferimento a quest'ultimo, il volume contiene delle riflessioni sulle implicazioni del processo detto di "comunitarizzazione" della materia, che ha conosciuto un'evoluzione incessante a partire dal Trattato di Amsterdam. L'autore prende in considerazione, infine, la disciplina contenuta in alcuni progetti elaborati a livello internazionale, in particolare ad opera della Conferenza dell'Aja di diritto internazionale privato, l'International Law Association e l'American Law Institute in collaborazione con l'UNIDROIT. L'attenzione parallela per la disciplina che la litispendenza e la connessione internazionale ricevono ai tre livelli del diritto interno, convenzionale comunitario caratterizza anche la terza e la quarta parte dell'opera, dove l'autore analizza, con ampi riferimenti alla giurisprudenza tanto della Corte di giustizia dell'Unione europea quanto delle giurisdizioni nazionali, i diversi presupposti e gli effetti dei due istituti. L'autore, distinguendosi da altre opere precedenti sulla materia, cerca di svolgere un'analisi comparativa della disciplina di ciascun aspetto della materia ai tre livelli considerati. In questo contesto, un interesse particolare è dedicato, nella terza parte, all'analisi della questione dell'identità dell'oggetto e del tiolo delle domande ai fini della litispendenza. Ampia attenzione è data ugualmente, nella quarta parte, alle implicazioni procedurali della sospensione del processo da parte del giudice successivamente adito, come pure della declinatoria eventualmente pronunciata da quest'ultimo, tanto in caso di litispendenza quanto di connessione. Formano in particolare oggetto d'esame i rimedi azionabili a fronte della decisione di sospendere il processo o del rifiuto della sospensione, così come gli effetti della declinatoria sull'eventuale riproposizione della domanda in un nuovo processo. Recensioni di P. BARGIACCHI, in Rivista della cooperazione giuridica internazionale, 2008, p. 362; T. BALLARINO, in Revue critique de droit international privé, 2009, pp. 911-913; F. STURM, in Rabels Zeitschrift für ausländisches und internationales Privatrecht, 2012, pp. 659-670; Premio AiSDC (Association des alumni et amis de l’Institut suisse de droit comparé, Losanna, Svizzera) 2010.
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