Il progetto prende direttamente le mosse dal protocollo d'intesa sottoscritto nel dicembre 1999 dal Ministero delle Pari Opportunità e dalla Conferenza dei Rettori, mirante a realizzare corsi di studio, anche mediante il concorso di più facoltà o più università, indirizzati a soddisfare le esigenze di formazione di base e di specializzazione nel settore degli studi di genere e delle culture delle differenze. Come noto, da tempo la Comunità Europea e la Rete di studi Athena hanno chiesto all'Italia di adeguarsi agli standard europei, mettendo a punto programmi di ricerca e attività formative che consentano l'acquisizione di strumenti interpretativi della realtà dal punto di vista delle relazioni di genere. In questo contesto, alcune docenti e ricercatrici delle quattro università marchigiane, in accordo e con il sostegno dell'Assessorato alla formazione della Regione Marche e del Dipartimento Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, si sono impegnate nella costruzione di un percorso di ricerca e di formazione mirante all'inserimento delle culture di genere nei corsi di laurea di quegli atenei. L'Università di Camerino è l'ateneo capofila del progetto, ma anche le altre Università delle Marche sono coinvolte (Ancona, Macerata, Urbino) sia attraverso la rete di docenti che si sta formando, sia attraverso il coinvolgimento aperto e autorevole dei rispettivi organi di governo. Obiettivi - L'obiettivo principale del progetto è quello di valorizzare le differenze di genere nella cultura e nella società. Tra i suoi scopi vi è quello di correggere la tradizionale divisione tra gli insegnamenti, per proporre percorsi formativi pluridisciplinari, i più indicati per evidenziare l'importanza, il ruolo e il significato della presenza delle donne a livello storico, politico, giuridico, socio-economico, scientifico. Il progetto, che da poco si è avviato, punta al coinvolgimento di un ampio numero di docenti e studenti delle università marchigiane. Assegnando legittimità accademica agli Studi delle Donne, esso si propone di rendere visibili esperienze di ricerca e pratiche didattiche che finora sono rimaste emarginate o nascoste. Il fine è quello di permettere a chi è impegnata/o in questi studi, ed è interessata/o a fare ricerca in ambiti relativi e a insegnarli: di uscire dall'isolamento che caratterizza il lavoro nelle università; di poter costruire reti di relazioni personali, intellettuali e professionali; di avere una pluralità di punti di riferimento sul piano della ricerca, dell'inserimento nel lavoro, della partecipazione pubblica e civile.

La soggettività di genere nelle Università marchigiane

POJAGHI, Barbara;FERMANI, ALESSANDRA
2001-01-01

Abstract

Il progetto prende direttamente le mosse dal protocollo d'intesa sottoscritto nel dicembre 1999 dal Ministero delle Pari Opportunità e dalla Conferenza dei Rettori, mirante a realizzare corsi di studio, anche mediante il concorso di più facoltà o più università, indirizzati a soddisfare le esigenze di formazione di base e di specializzazione nel settore degli studi di genere e delle culture delle differenze. Come noto, da tempo la Comunità Europea e la Rete di studi Athena hanno chiesto all'Italia di adeguarsi agli standard europei, mettendo a punto programmi di ricerca e attività formative che consentano l'acquisizione di strumenti interpretativi della realtà dal punto di vista delle relazioni di genere. In questo contesto, alcune docenti e ricercatrici delle quattro università marchigiane, in accordo e con il sostegno dell'Assessorato alla formazione della Regione Marche e del Dipartimento Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, si sono impegnate nella costruzione di un percorso di ricerca e di formazione mirante all'inserimento delle culture di genere nei corsi di laurea di quegli atenei. L'Università di Camerino è l'ateneo capofila del progetto, ma anche le altre Università delle Marche sono coinvolte (Ancona, Macerata, Urbino) sia attraverso la rete di docenti che si sta formando, sia attraverso il coinvolgimento aperto e autorevole dei rispettivi organi di governo. Obiettivi - L'obiettivo principale del progetto è quello di valorizzare le differenze di genere nella cultura e nella società. Tra i suoi scopi vi è quello di correggere la tradizionale divisione tra gli insegnamenti, per proporre percorsi formativi pluridisciplinari, i più indicati per evidenziare l'importanza, il ruolo e il significato della presenza delle donne a livello storico, politico, giuridico, socio-economico, scientifico. Il progetto, che da poco si è avviato, punta al coinvolgimento di un ampio numero di docenti e studenti delle università marchigiane. Assegnando legittimità accademica agli Studi delle Donne, esso si propone di rendere visibili esperienze di ricerca e pratiche didattiche che finora sono rimaste emarginate o nascoste. Il fine è quello di permettere a chi è impegnata/o in questi studi, ed è interessata/o a fare ricerca in ambiti relativi e a insegnarli: di uscire dall'isolamento che caratterizza il lavoro nelle università; di poter costruire reti di relazioni personali, intellettuali e professionali; di avere una pluralità di punti di riferimento sul piano della ricerca, dell'inserimento nel lavoro, della partecipazione pubblica e civile.
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