I contenuti e i confini della ricerca in pedagogia sociale sono continuamente interessati da rielaborazioni e revisioni dovute al rapido mutare delle variabili sociali, economiche, politiche e culturali, per cui alcuni tra gli oggetti privilegiati di indagine della medesima sono identificabili nelle valenze educative delle diverse istituzioni sociali (famiglia, scuola, università, lavoro, servizi) e nella progettazione di modalità opportune di intervento finalizzate alla promozione del benessere personale e sociale e, di conseguenza, alla prevenzione del disagio. Nel momento in cui la pedagogia sociale si preoccupa dell’istituzione familiare e dei servizi ad essa offerti, non può fare a meno di riferirsi ai contributi della pedagogia della famiglia, la quale ha un ambito di ricerca strettamente collegato a quello della pedagogia sociale: riflettere, infatti, sulle questioni relative al divenire della famiglia e dei suoi membri significa anche prendere in considerazione l’interazione permanente della stessa con le altre istituzioni e con la società per avere il quadro complessivo della situazione. Le trasformazioni storico-sociali hanno provocato una ridefinizione degli stili di vita delle famiglie italiane e, contemporaneamente una revisione lenta, ma continua dei criteri sulla base dei quali sono state concepite le politiche familiari con la conseguente traduzione prassica dei servizi ad essa rivolti. Alla luce di ciò, la pedagogia, in particolare quella sociale e familiare, sono tenute a prendere atto delle trasformazioni culturali avvenute per rendere migliore l’elaborazione delle riflessioni e delle proposte educative che si potrebbero attuare all’interno dei servizi stessi rivolti alle famiglie. Tra questi, i consultori familiari, i centri per le famiglie, i centri di mediazione familiare, che possono offrire a livello territoriale, oltre la consulenza, modalità di riflessione sui temi dell’educazione, della prevenzione, dell’informazione e della formazione, come servizi di prevenzione identificabili nelle scuole dei genitori, nei centri di ascolto, nei centri educativi o ricreativi di quartiere e nei servizi di vero e proprio sostegno come l’assistenza domiciliare o gli interventi sostitutivi del nucleo familiare. Infine, è ormai tempo che tutte le agenzie educative, compreso lo Stato, si impegnino per avvicinarsi alla complessità e alla pluralità che le famiglie italiane stanno vivendo, senza avere la pretesa di intervenire con varie iniziative, interpretabili come risposta ad una crescente incapacità e difficoltà degli adulti di assolvere alle loro responsabilità familiari. Affinché ciò cominci ad accadere, sono rese necessarie due operazioni, una culturale, l’altra politica. L’operazione culturale richiede il procedere di un’analisi sempre più chiara e coerente delle modalità di trasformazione delle famiglie italiane e dei loro bisogni educativi nella storia, mentre quella politica necessita di una visione più familiare, che tenga conto delle famiglie come gruppi unici e originali e non solo come la somma degli individui che le compongono.

Famiglia e servizi alla famiglia: il contributo della pedagogia sociale.

SIRIGNANO, CHIARA
2005-01-01

Abstract

I contenuti e i confini della ricerca in pedagogia sociale sono continuamente interessati da rielaborazioni e revisioni dovute al rapido mutare delle variabili sociali, economiche, politiche e culturali, per cui alcuni tra gli oggetti privilegiati di indagine della medesima sono identificabili nelle valenze educative delle diverse istituzioni sociali (famiglia, scuola, università, lavoro, servizi) e nella progettazione di modalità opportune di intervento finalizzate alla promozione del benessere personale e sociale e, di conseguenza, alla prevenzione del disagio. Nel momento in cui la pedagogia sociale si preoccupa dell’istituzione familiare e dei servizi ad essa offerti, non può fare a meno di riferirsi ai contributi della pedagogia della famiglia, la quale ha un ambito di ricerca strettamente collegato a quello della pedagogia sociale: riflettere, infatti, sulle questioni relative al divenire della famiglia e dei suoi membri significa anche prendere in considerazione l’interazione permanente della stessa con le altre istituzioni e con la società per avere il quadro complessivo della situazione. Le trasformazioni storico-sociali hanno provocato una ridefinizione degli stili di vita delle famiglie italiane e, contemporaneamente una revisione lenta, ma continua dei criteri sulla base dei quali sono state concepite le politiche familiari con la conseguente traduzione prassica dei servizi ad essa rivolti. Alla luce di ciò, la pedagogia, in particolare quella sociale e familiare, sono tenute a prendere atto delle trasformazioni culturali avvenute per rendere migliore l’elaborazione delle riflessioni e delle proposte educative che si potrebbero attuare all’interno dei servizi stessi rivolti alle famiglie. Tra questi, i consultori familiari, i centri per le famiglie, i centri di mediazione familiare, che possono offrire a livello territoriale, oltre la consulenza, modalità di riflessione sui temi dell’educazione, della prevenzione, dell’informazione e della formazione, come servizi di prevenzione identificabili nelle scuole dei genitori, nei centri di ascolto, nei centri educativi o ricreativi di quartiere e nei servizi di vero e proprio sostegno come l’assistenza domiciliare o gli interventi sostitutivi del nucleo familiare. Infine, è ormai tempo che tutte le agenzie educative, compreso lo Stato, si impegnino per avvicinarsi alla complessità e alla pluralità che le famiglie italiane stanno vivendo, senza avere la pretesa di intervenire con varie iniziative, interpretabili come risposta ad una crescente incapacità e difficoltà degli adulti di assolvere alle loro responsabilità familiari. Affinché ciò cominci ad accadere, sono rese necessarie due operazioni, una culturale, l’altra politica. L’operazione culturale richiede il procedere di un’analisi sempre più chiara e coerente delle modalità di trasformazione delle famiglie italiane e dei loro bisogni educativi nella storia, mentre quella politica necessita di una visione più familiare, che tenga conto delle famiglie come gruppi unici e originali e non solo come la somma degli individui che le compongono.
2005
9788881474165
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